Track List:
01 Castellorizon
02 On An Island
03 The Blue
04 Take a Breath
05 Red Sky at Night
06 This Heaven
07 Then I Close My Eyes
08 Smile
09 A Pocketful of Stones
10 Where We Start

Line Up Track By Track:
Castellorizon (Gilmour)
David – guitar
On An Island (Gilmour/GilmourSamson)
David – vocals, guitars, electric piano, percussion
David Crosby – vocals
Graham Nash – vocals
Richard Wright – Hammond organ
Rado Klose – guitar
Guy Pratt – bass
Andy Newmark – drums

The Blue (Gilmour/Samson)
David – vocals, guitars, bass, percussion, piano
Richard Wright – vocals
Andy Newmark – drums
Jools Holland – piano
Chris Stainton – Hammond organ
Rado Klose – guitar
Polly Samson – piano

Take A Breath (Gilmour/Samson)
David – vocals, guitars
uy Pratt – bass
Ged Lynch – drums
Phil Manzanera – keyboard
Leszek Mozdzer – piano
Caroline Dale – cello

Red Sky At Night (Gilmour)
David – guitars, saxophone
Caroline Dale – cello
Chris Laurence – double bass
Ilan Eshkeri – programming

This Heaven (Gilmour/GilmourSamson)
David – guitars, vocals, bass
Georgie Fame – Hammond organ
Phil Manzanera – keyboards
Andy Newmark – drums
Drum samples courtesy of Adam Topol and Jack Johnson

Then I Close My Eyes (Gilmour)
David – guitars, bass harmonica, cumbus
BJ Cole – Weissenborn guitar
Phil Manzanera – piano
Robert Wyatt – cornet, voice, percussion
Andy Newmark – percussion
Caroline Dale – cello
Alasdair Malloy – glass harmonica
Smile (Gilmour/Samson)
David – guitars, vocals, percussion, Hammond organ, bass
Willie Wilson – drums
Polly Samson – vocals

A Pocketful Of Stones (Gilmour/Samson)
David – guitars, vocals, Hammond organ, piano, bass, percussion
Leszek Mozdzer – piano
Lucy Wakeford – harp
Alasdair Malloy – glass harmonica
Chris Laurence – double bass
Chris Thomas – keyboard
Ilan Eshkeri – programming

Where We Start (Gilmour)
David – guitars, vocals, bass, percussion, Hammond organ
Andy Newmark – drums

David Gilmour
On An Island
Columbia
www.davidgilmour.com

Ritorna con un album nuovo di zecca nella sua veste solista il signor Pink Floyd David Gilmour,
Il cd si intitola “On A Island” e come al solito porta con se tutte quelle prerogative del Pink Floyd sound,che vuol dire produzione stellare ricerca maniacale della qualità che da sempre contraddistingue la musica di Gilmour.
Certo è che ormai ci deve mettere l’animo in pace riguardo ad un eventuale ritorno sulle scene della sua band viste le sue recenti dichiarazioni rilasciate durante un intervista fatta per Vincenzo Mollica nella quale ha fatto capire che preferisce continuare a produrre albums per conto proprio non disdegnando di chiamare i suo amici di sempre Richard Wright e Nick Mason.
Quindi avendo la possibilità di ascoltare la sua nuova fatica ci tuffiamo volentieri in queste sonorità a noi tanto care; è fuor di dubbio che il chitarrista inglese ha da tempo imparato la lezione,e da quando venne pubblicato nel lontano 1994 “A Momentary Laps Of Reason” la musica dei Pink Floyd è diventata un fatto del tutto personale ed ignorando il monicker Gilmour ha continuato a pubblicare i suoi dischi conoscendo a menadito i gusti dei suoi fans sparsi per il mondo intero.
Questo particolare non del tutto trascurabile,fa si che la musica che compone, sembra scritta a tavolino,tanto sembra costruita a puntino e modulata sulle sensazioni che si provano ascoltando la sua musica e che indubbiamente lui conosce.
Per farvi capire meglio quello che voglio dirvi vi basti sapere che ormai il nostro buon David inventa nota per nota basandole sulle emozioni della gente,questa però si dimostra in più occasioni un arma a doppio taglio,perché sebbene sia innegabile che ON A Island sia un ottimo album è anche vero che le canzone che lo compongono le abbiamo ormai sentite chissà quante volte ogniqualvolta abbiamo inserito nel lettore o Dark Side Of The Moon Wish You Were Here o o The Division Bell.
Ecco che allora arriva in nostro soccorso un brano come “This Heaven” un blues veramente accattivamente che gioca su di un ritmo semplice ma che diventa grande quando David irrompe con il suo assolo.
Altro brano che mi intriga parecchio è la seguente è Then I Close My Eyes introdotta da una chitarra semi acustica che sfocia nelle atmosfere melliflue e stupende di questa ballata emozionante che è uno dei pezzi dell’album,che dire poi quando si fa strada uno strumento come il corno suonato nientemeno che Robert Wyatt?
Red Sky At Night è il brano nel quale la fa da padrone il sassofono che ci riporta inevitabilmente ai giorni di The Dark Side…
In Conclusione si tratta di ottimo album nel quale il chitarrista in questione ha saputo miscelare varie emozioni riuscendo a volte a toccarci nel profondo dell’anima, e come ho già detto lui le conosce benissimo e con la sua bacchetta/chitarra si diverte a farci “soffrire dal godimento.

Stefano Bonelli