| Anand
A Man's Mind
Frontiers
www.anandmahangoeproject.com
Mi gira la testa.
Quando un deja vu è intenso provoca strani effetti collaterali
e, se devo essere sincero, credevo di avere una tale confidenza
con questo fenomeno da esserne ormai immunizzato da tempo.
Di cosa sto parlando?
Di quello che abbiamo provato tutti. tutti quelli che suonano la
chitarra elettrica e che hanno un comune background hard rock, heavy
e glam (anche se, quest'ultimo, inconfessato o taciuto con una certa
malizia).
Non sto neanche a fare i nomi di tali pionieri. Li sapete meglio
di me.
Il deja vu consiste nel sentire dischi che ci piacciono perchè
sono fatti apposta per farsi piacere, toccando note e eseguendo
le frasi giuste al momento giusto richiamando alla memoria con enfasi
decisamente nostalgica, quelli che ci hanno fatto, per primi,amare
lo strumento.
Sto cominciando a pensare che sia necesaria una doccia di umiltà
che mi renda un attimo lucido e meno talebano nei confronti di quelli
che fanno dischi "deja vu".
Si, perchè c'è modo e modo di essere nostalgici. E
la nostalgia quando è "onesta" e non ostentata
(ammesso e non concesso che si possa non ostentare nostalgia, in
questi casi) probabilmente può convertirsi in un marchio
che identifica un prodotto ben definito.
In questo caso il prodotto è buono anche se uno dei più
sfacciati deja vu che mi siano passati fra le mani.
Il motivo è uno solo:
Anand Mahangoe suona benissimo e riesce a tessere di maestria tutta
la fanciullezza musicale necessaria per fare un disco di questo
tipo. Suona come i suoi maestri con la differenza che la produzione
è assolutamente al di sopra della media.
Se "surfing with the alien" fosse registrato ex novo da
Anand, io lo ricomprerei subito.
Il ragazzo, oltre ad essere tecnicamente molto dotato, preciso ed
espressivo, riesce a plagiare con una ispirazione tale che certi
pezzi sembrano davvero rinascere dalle sue corde. Come se fosse
la prima volta.
Non voglio confondere le idee: i pezzi sono originali. Composizioni
scritte da Anand, previa possessione dello spirito di Satriani.
In certi casi (sentite "mysterious way" 2.10) riesce a
mettere nel mezzo anche quel buon Gilmour di Division Bell, con
un suono iper sostenuto e pulito.
Stordisce. Non sto scherzando. Sembra davvero un luna park dove
sai bene quando i giochi iniziano e finiscono e proprio per questo
decidi di partecipare.
Ascoltate pezzi come "side by side": la stessa intenzione
di "tender surrender" di Vai ma con note diverse. Ragazzi
quando uno riesce a rubare un'intenzione, per me, è un fenomeno.
Ancora mi devo riprendere.
Paolo De Domini
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