Brani:
1. Deliver Us
2. Helipad
3. Ghost Of You
4. Resolution
5. Redemption
6. Lydia
7. Gone (9/11/01)
8. Move On
9. Beware Dark Days
10. The Prayer/The Answer
11. Bonus track

Musicisti:
Andy - guitars
Mike Daane - bass
Mitch Marine - drums

Andy Timmons Band
Resolution
www.andytimmons.com

C'è poco da dire.
Ci sarebbe troppo da dire.
Andy Timmons è un musicista estremamente dotato, della "vecchia scuola" e di quella buona.
La tradizione americana che ha portato alla sinergia generi del tutto a se stanti come il rock e il jazz comincia forse con Miles Davies, ma sono sicuro che i più esperti potrebbero trovare da ridire. Fondamentale è sottolineare l'importanza della così detta fusion come ultimo genere musicale che si è preoccupato di mettere in primo piano l'aspetto compositivo rispetto ai clichè e a estremizzazioni fideistiche, isterico-modaiole di tutte le avanguardie musicali di fine millennio.
Si, per carità, mi prendo la sassaiola dell'ingiuria.
Un metallaro che parla di eccessi e estremizzazioni delle dinamiche di gruppo risulta per lo meno sospetto...
Il fatto è che anche se mi piace cullarmi nella musica, nei personaggi e negli stereotipi del buon "metal" per questo non vuol dire che non riesca a guardarmi allo specchio.
Alex Skolnick, ad esempio, è uno di quei personaggi che, dotati di un buon talento musicale e del giusto desiderio di svilupparlo al meglio, rappresenta la necessità di uscire dagli schemi contorti di un genere che non ha il minimo interesse nell'evolversi veramente per trovare e provare altre strade.
E lui era il chitarrista fondatore dei Testament.
Se ci guardiamo allo specchio tutti possiamo arrivare a dire che il genere che tanto amiamo spesso ci ha costretti ad accettare certi schemi di giudizio nei confronti di altri generi e non così raramente anche di altre persone..
Timmons è uno che parte dallo spartito e con gioia ruffiana produce buona musica "fusion" per tutti, easy e consapevole di esserlo.
Maturo e versatile, dosato nella tecnica (poderosa) mette a sedere sulle proprie chiappe tutti quelli che vedono la musica solo come sinonimo di "sestine-a-centottanta-bpm" e anche quelli che pensano che si debba essere necessariamente criptici per produrre bella musica.
Mescolatore sapiente ci rende partecipi della folle danza di generi che viene a creare, senza essere pretenzioso.
Poi che c'entra, parliamoci chiaramente(tanto siamo tra di noi), non siamo di fronte a quei dischi "killer" che bucano le chart inaspettatamente (come fece il black album per un altro genere, per intenderci).
Eppure si sente la forza di voler piacere, di volere arrivare alle orecchie di tutti, creando nelle composizioni fraseggi che si agganciano alla testa come richiami d'amore per alci.
Veramente un gran disco.
Segnalo il pezzo 9, "Beware dark days", massiccio e ispirato e il pezzo 6 "Lydia" che sembra composto da Vai in persona.
Il brano 10, the prayer-the answer, mi ha fatto venire i brividi, uno dei pochi pezzi che sposi le intenzioni di un john mcLaughlin melodico con quelle della tradizione rock metal degli ultimi venti anni.
Ultima nota:
Se ascoltandolo vi verrà in mente troppo spesso Steve Vai, vi consiglio di riascoltarlo perchè ad un secondo ascolto emergono tante sfumature stilistiche interesanti che ben caratterizzano il chitarrisita.
Thumbs UP!

Stefano Bonelli