Brani:
01 Evoke the Spirit
02 Evil Rock
03 The Axemaster
04 I Go Solo
05 NorthernBreeze
06 BeyondTwilight
07 Taking The Lead
08 A Dream Come True
09 Hyper-Boogie
10 Written in star
11 Passion For Glory
12 Speed Of The Devil


Musicisti:
Elias "E.Vil." Viljanen: Guitar
Rami Herckman: Bass
Tomi Ylonen: Drums
Tero Ylonen Jani Kemppinen Keyboards
ELIAS VILJANEN
Taking The Lead


"A special thanks for inspiration goes to Joe Satriani - a living legend!". Con queste parole nel libretto del cd il biondo chitarrista finlandese, Elias Viljanen, chiarisce subito le idee a chi si accinge ad ascoltare il suo album strumentale. Eh si, un disco strumentale, come si conviene in genere...Detto ciò, quindi, non stupiscono le chiare influenze di Satriani nella tecnica utilizzata dal nostro chitarrista. Ciò che, però, lo distanzia in parte dal suo maestro è la composizione. E questo, a mio modo di vedere, non sfigura affatto, visto e considerato che di amanti di Satriani che lo scopiazzano anche nel songwriting oltre che nella tecnica ce ne sono fin troppi così come per i malmsteeniani. A parte questo, la tecnica chitarristica di Viljanen si arricchisce anche di certi legati e "pedali" di bachiana e neoclassica memoria. Onestamente, ciò che mi ha colpito maggiormente del biondo finlandese non è tanto il bagaglio tecnico che possiede (nulla di nuovo oggigiorno), quanto la composizione e la sua inventiva nel creare temi musicali melodici e in grado di dare un senso ai brani. Non solo uno sfoggio di note, quindi. Questa sua vena melodica emerge in particolare nelle ballads, "I Go Solo", "Beyond Twilight" e "A Dream Come True", dove la chitarra intesse delle belle melodie sopra un tessuto di accordi ben incastonati fra loro. Nei brani più di impatto, come "Evil Rock", "The Axemaster", "Hyper-Boogie", Viljanen dà pieno sfoggio del suo amore per Satriani e, in particolar modo per l'uso frequente del wha-wha, della leva e dei tapping a mitraglietta, per Steve Vai. A dire la verità, gli va anche riconosciuta una certa sensibilità nei vibrati e nei bending, donando ai soli una sostanza e un significato non altrimenti ottenibili. Forse si poteva lavorare di più sul suono della chitarra, ma, evidentemente, al nostro piace così. In definitva, credo che il punto di forza del lavoro del giovane chitarrista finlandese, più che nella tecnica presa a sé, sia nelle canzoni, nelle melodie create dalla chitarra e nella sua capacità di 'ricordare' Satriani e Vai senza scimmiottarli troppo. Un buon lavoro.

Bruno Cavicchini