Francesco Fareri
Forbidden Dimension
Lion Music, 2005
Giunge al secondo album, lo shredder romano Francesco Fareri che si era già fatto notare con alcune partecipazioni di rilievo (ad esempio: Tributo a Shawn Lane e l'ultimo album di Vitalij Kuprij, "Forward and Beyond").
Già dalle prime tracce di questo "Forbidden Dimension" si può notare un vero e proprio salto di qualità rispetto al precedente cd "Suspension" e ciò avviene sia per l'aspetto prettamente compositivo (molto piu' maturo), che per quello della produzione e registrazione dell'album.
Vincente risulta la scelta di affidarsi a dei veri e propri grandi musicisti, fondamentale, ad esempio, la decisione di commissionare le parti di batteria ad un virtuoso dello strumento come Jon Doman e di farle registrare da un professionista quale Greg Howe (addirittura nel suo studio personale), nel primo album, invece, le parti di batteria erano eseguite da una fredda "drum machine" che sminuiva non poco il valore dei brani. Jon Doman nell'album mette una grinta notevole e "condisce" i brani supportandoli da ritmiche spesso molto elaborate e nello stesso tempo mai fredde o accademiche, facendo diventare questo lavoro, un opera di sicuro interesse anche per l'attento pubblico dei batteristi, oltre che per gli appassionati delle sei (o sette) corde. Lo stesso discorso vale anche per il grande contributo dato dal giovane bassista Kyle Honea capace di doppiare parti di chitarra velocissime e di offrire non solo una ritmica, ma veri e propri spunti solistici che innalzano il valore delle composizioni.
Come nel caso del primo album ci troviamo di fronte ad un cd interamente strumentale di natura metal progressive (anche se non molto convenzionale), questa volta ancora piu' tastieristico. I brani sono in generale abbastanza tirati e dinamici, trasportando l'ascoltatore in repentini cambi di tempo e atmosfera, dovuti alla presenza molto frequente di alternanze di parti piu' sinfoniche (e melodiche) a parti piu' serrate e shred-guitar oriented. Eccezionale l'apporto in questo senso dato dai due ospiti di lusso del cd, Vitalij Kuprij e il greco Bob Katsionis che contribuiscono attivamente al processo compositivo, non limitandosi al ruolo di semplici esecutori, ma componendo assoli capaci di lasciare traccia nei cuori di ogni appassionato di Heavy strumentale. In particolare: Vitalij Kuprij orchestra liberamente un intero brano, la bellissima "Winter", suonando solos (di keyboards e piano) che si integrano perfettamente con il lavoro di Francesco (che non nasconde certo la sua passione per la produzione solista del tastierista degli Artension). Importantissimo anche il contributo di Bob Katsionis, perfettamente a suo agio nell'elaborare assoli molto melodici ed ispirati, che non avrebbero per nulla sfigurato nel suo ultimo cd solista intitolato "Imaginary Force".
Non credo di sbagliare affermando che i bravissimi musicisti coinvolti in questo progetto abbiano apprezzato le composizioni dei brani scritti da F. Fareri che intelligentemente a dato loro carta bianca per non limitare il loro contributo solo ad una (artisticamente improduttiva) firma importante sul libretto del cd.
In tutta sincerità non mi aspettavo proprio un album di questo livello.
Metal Alex