Simone Fiorletta
Parallel Words
Lion Music
www.simonefiorletta.it
…non ci siamo proprio!
Questo disco ha veramente qualcosa che non va!
Dopo ripetuti ascolti mi sento di dire che il problema principale è la produzione!
Ascoltando il secondo brano “For you” si ha un sensazione terribile di KARAOKE di chitarra!
E’ un vero peccato perché Simone è un bravo chitarrista, e le idee ci sarebbero pure, ma la mancanza di un produttore con i coglioni dietro al mixer fa perdere a questo lavoro la sua valenza!
Sinceramente avrei da dire anche qualcosa sui suoni di chitarra… dove certamente si sarebbe dovuto lavorare un po’ di più,in un disco la PRIMA cosa è la scelta dei suoni… è ancora più importante di esecuzione e bravura!
Se i suoni sono fastidiosi il disco diventa difficile da ascoltare e quindi noioso!
I suoni puliti di chitarra non sono per niente male, nel brano “Alone in the rain” Simone da il meglio di se…
Mi piace essere obbiettivo, e quindi quando c’è da lodare un brano o un musicista lo faccio senza mezzi termini..
Spero solo che Simone curi di più la produzione nel suo prossimo lavoro, perché altrimenti il suo talento continuerà ad essere sminuito!
A.M.
Si affaccia per la prima volta nel mondo discografico almeno a livello solistico, il chitarrista Simone Fiorletta che i più attenti tra voi avranno già conosciuto per essere il chitarrista dell’ottimo gruppo Moonlight Comedy con i quali ha da poco pubblicato un ottimo lavoro intitolato “the Life inside.
IL disco di Simone si muove tra influenze varie che vanno da Steve Vai a Joe Satriani ma secondo il mio parere è proprio il pelato chitarrista americano a prevalere su Vai.
Uno dei punti diciamo così controversi di questo disco è la produzione che non fa uscire tutto il grande talento che possiede Simone di questo ne risentono e non poco i brani che hanno una certa irruenza come l’opener che da anche il titolo all’album mentre i brani diciamo sentimentali sono quelli più riusciti come ad esempio “the first day of Life”che è un brano che il nostro eroe è riuscito a razionalizzare al massimo sfornando anche un assolo degno di nota.
La vita personale è molto presente in questo anche perché e si sente tutte le sue composizioni sono influenzate dall’amore per la sua ragazza che si chiama Laura e alla quale ha anche dedicato un pezzo la conclusiva “Lullaby for Laura” episodio tra i più semplici del cd essendo in pratica eseguito solamente con chitarra e voce,che è quella del cantante dei Moonlight Comedy Emiliano Germani,il quale con idea veramente originale fa dei vocalizzi utilizzando solo le vocali del nome della sua donna, questo particolare vocalizzo da al brano in questione, un certo savoirfare jazzistico in stile Pat Metheny Group.
In generale direi che si tratta di un buon lavoro ma in futuro darei più attenzione alla produzione
Stefano Bonelli