Brani:
01 The Road Less Traveled
02 There's No Money in Jazz
03 Print This!
04 Father
05 No Strings Attached
06 Caffeine
07 Fletch Theme
08 The Battle of Bob
09 Chopstick Boogie
10 Toxic Donald
11 Happy Hour
12 Smoke on the Water
13 Insert Coin
14 The Woman in Seat 27A
15 Ketchup is a Vegetable
16 Samba Caramba
17 White Trash Hyper Blues
18 Toxic Mickey
19 Minor Swing
20 One-String Improvisation
21 Asteroid 3834
22 Little Bastard
23 Difficult Person Music
Musicisti:
Mattias Ia Eklundh Guitars Vocals on “Happy Hour” and Programming
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Mattias Ia Eklundh
Freak Guitar The Road Less Traveled
Favored Nations
www.guitarfreak.com
Veloce come Malmsteen scivoloso come Firkins e dannatamente meglio di Steve Vai, questo cd rappresenta quanto di meglio si possa avere nel campo della chitarra solista per quanto riguarda lo shredding guitarism.
Mattias Ia Eklundh è l’autore di questo cd che esce fuori dagli schemi a cui ci eravamo abituati e ci proietta in un futuro fatto dalle allucinate visioni di questo chitarrista svedese già autore di due albume di cui è appunto il secondo senza dubbio ci offre un altro modo di vedere ed ascoltare la chitarra.
Il cd in questione contiene oltre a brani originali di Mattias anche delle cover tra le quali spicca una insana versione di “Smoke On The Water” di Purpleiana memoria,nonché una stupenda versione di “Minor Swing” brano jazz tra i più noti per essere stato composto da Stephan Grappelli e Django Reinhardt ma che personalmente conosco anche in una cover eseguita da Bireli La Grene.
Anche se come del noterete, la track list di questo album è alquanto prolissa di brani contenendone la bellezza di 23, ma ci renderemo immediatamente conto di quanto sia invece tremendamente divertente ascoltare “The Road Less Traveled” che è il titolo dell’album anche per alcune soluzione sonore inedite, che rendono questo disco una delle cose più interessanti ed innovative di questo 2005 che lentamente volge al termine.
Lo stile del nostro eroe è riconducibile a quanto fatto da Steve Vai in album come Flexable e ad alcune allucinanti influenza zappiane che è impossibile non notare,è anche uno stile del tutto personale fatto di sweep e di legati interpretati in un nuovo modo che apre nuovi orizzonti per la chitarra solista, una cosa è certa ci vorrebbero altri mille musicisti come Mattias Ia Eklundh in questo modo la musica sarebbe più bella.
Stefano Bonelli
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