Gianluca Galli
Back Home
Horus Music/Audioglobe, 2004
Arriva al traguardo del secondo album solista il chitarrista italiano Gianluca Galli (membro dei Time Machine e fondatore dei Mantra) e ci propone un lavoro energico e completamente strumentale, quasi un ora di musica molto varia e ben arrangiata.
Numerosi sono gli ospiti che hanno contribuito alla riuscita dell' album, tra tutti spicca il nome di Patrick Rondat (per me uno dei migliori chitarristi della scena, soprattutto dal lato compositivo) che è presente nel brano "Mind Control", precisamente nel solo centrale e poi in quello finale. Trovo veramente efficace la collaborazione del chitarrista francese in questo brano soprattutto per il fatto che la linea melodica portante costruita da Gianluca risulta essere molto vicina allo stile compositivo di Rondat, penso sinceramente che "Mind Control" non avrebbe affatto sfigurato in album come "Amphibia" o "On the Edge" (ultime fatiche soliste di P. Rondat).
Il genere proposto, in questo "Back Home", è un Heavy Rock strumentale molto contaminato da influenze che vanno dalla fusion melodica, al metal, al prog sino ad arrivare alla musica etnica (ascoltate "Sasquatch"). In alcuni passaggi, questo lavoro mi ricorda il grande disco "Quid Pro Quo" firmato dal duo B. Garsed / T. G. Helmerich, soprattutto per la capacità di costruire solos intricati, ma pur sempre melodici e spesso cantabili, come ad esempio nella bellissima opener "Fire In the Sky"; altri riferimenti che mi sono venuti ascoltando l'album, sono il solista Jeff Kollman, il grande Joe Satriani e ovviamente J. Page.
La produzione dell'album risulta essere abbastanza "calda" e riesce a valorizzare l'impegno di tutti i musicisti; ottima la sezione ritmica e anche l'uso abbondante e accurato delle tastiere, suonate da Emilio "Millo" Sapia.
Nel complesso tutti brani sono molto interessanti, infatti impegnano l'ascoltatore facendo spesso venire voglia di riascoltare più volte ogni singolo pezzo.
Gianluca Galli, infatti, oltre ad essere un chitarrista completo, possiede anche spiccate doti compositive, in quanto nei suoi brani non cerca solamente di stupirci con solos ipertecnici, ma costruisce le sue composizioni con un occhio sempre attento alle melodie di fondo, al giusto "groove" e alle atmosfere create grazie ad arrangiamenti (anche delle tastiere) veramente curati; efficace il suo usare spesso chitarre elettriche alternate ad acustiche (anche 12 corde) o anche il sitar.
Consiglio questo Cd non solo agli amici chitarristi, ma a tutto il pubblico che apprezza la musica strumentale, troverete ottimi riff "rock" al 100% (come ad esempio in "Hake"), melodie suggestive ed intricate (ascoltate il sitar in "The 4th dimension"), brani acustici veramente riusciti (come la conclusiva "First Day On Earth" o la stupenda "Avatar") alternati ad episodi più moderni (ad esempio "Jadoo").
Insomma un album molto vario e molto riuscito, veramente una scoperta per il sottoscritto, sarebbe un peccato lasciarselo sfuggire !!!
Alessandro "Metal Alex" Bonfà
ps: Per maggiori informazioni e curiosità potete leggere l'intervista a Gianluca Galli sempre nelle pagine virtuali di questo sito.