Paul Gilbert
Paul The Young Dude - The best of Paul Gilbert
Se c'è un aggettivo in grado di definire in maniera efficace il contenuto di quest'ultima uscita discografica di Paul Gilbert questo è senz'altro 'ironico'. Si, perché già dal titolo delle canzoni, e soprattutto dal significato dei testi, si capisce la sostanza della vena ironica di Gilbert. E in un momento così delicato e spesso triste della realtà mondiale, ben vengano tracce di humor. Tra l'altro, non è certo nuova questa vena ironica del nostro, visto e considerato che negli album dei Racer X vi è questa tendenza a non prendersi troppo sul serio.
Ma veniamo al disco in questione. "Paul The Young Dude - The best of Paul Gilbert" è essenzialmente una raccolta, ma diversa dalle solite. Il nostro, infatti, non si è solamente limitato a raccogliere gli hits della sua carriera fuori dai Mr. Big e dei suoi Racer X ma ha anche arricchito la sua proposta con 5 inediti e un secondo disco interamente acustico. Pertanto, è possibile dividere in due il contenuto di questo doppio CD. Il primo marcatamente rock. Qui, però, al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare da Gilbert rockettaro, le canzoni sono abbastanza 'spensierate', nel senso che emergono melodie dal forte sapore beatlesiano e di un certo serf-rock californiano. Tutto ciò, però, non è affatto un lato negativo, in quanto la costruzione armonica e gli arrangiamenti delle canzoni sono di tutto rispetto. Poi, tra l'altro, la chitarra di Gilbert è in grado di rendere bella anche una canzone discreta.. Alla voce troviamo lo stesso Paul, il che non sfigura affatto. Queste 17 canzoni spaziano dall'hard rock alla musica classica, dalle ballate ai pezzi strumentali, ovvero l'intera produzione gilbertiana. E' anche presente una cover: Karn # 9 degli Emerson, Lake and Palmer. Grande!
Passando al secondo Cd, l'atmosfera cambia radicalmente. Qui ci troviamo in un ambiente più acustico, deliziati dalle canzoni che lo stesso Gilbert ha detto di aver composto durante il suo soggiorno giapponese. Ottimi gli arrangiamenti e le rivisitazioni Bachiane ad opera del nostro. Devo dire che la voce di Gilbert si incastra perfettamente tra le note di queste canzoni. Anche qui è presente una cover: The Lamb Lies Down On Broadway dei Genesis. Gilbert non ha mai nascosto il suo amore per il progressive anni '70 e per i Beatles.
In generale, è una raccolta che merita attenzione già per il fatto che non è propriamente una classica operazione commerciale, ma tende ad offrire a chi non si fosse ancora avvicinato, una panoramica del Gilbert più solista. E' un Gilbert che 'respira', nel senso che qui Paul può esprimersi su diversi livelli, sia come chitarrista che come compositore. E' inutile rimarcare la grandezza tecnica ed espressiva del nostro. Penso che ormai tutti conoscano la bravura di questo simpatico e folle mostro delle sei corde!
B. C.