Track List:

01 High Water Everywhere
02 Bridge To Better Days
03 Asking Around For You
04 So Many Roads
05 I Don’t Believe
06 Tamp Em Up Solid
07 Django
08 Tea For One
09 Palm Trees Helicopters And Gasoline
10 Your Funeral And My Trial
11 Torn Down

Musicisti:
Joe Bonamassa: Guitars And Vocals
Eric Czar: Bass
Kenny Kramme: Drums
Joe Bonamassa
You & Me
www.jbonamassa.com

Back and a little beyond the blues..
Quanto "a little"?
Il nostro Bonamassa (che sia anche lui del club "italians do it better?") ha vinto nel 2005 un premio internazionale coma miglior artista blues e questo ci dice quasi tutto. Quasi.
Sapete (o no?) come la penso sul blues: ne siamo tutti debitori consapevoli, molti dei riff metal che siamo abituati a suonare sono in realtà frammenti di pentatoniche blues suonati con una metrica lineare. Proprio per questo sentire un disco blues ci da sempre l'impressione del già sentito "al cubo"...
Comunque sia, il Bonamassa ha "tiro" tutta l'energia e groove che necessita un disco blues per evitare che anche noi di "tempi duri" veniamo colti da narcolessia.
Ci sono poi dei pezzi che proprio spaccano la cortina di apparenza, esaltando le doti compositive del chitarrista, mettendo in evidenza influenze più rock progressive, a tratti pinkfloydiane (Tea for one, la traccia 8(Led Zeppelin CoverN.D.R., bellissima), tra wish you where here e the wall soprattutto nelle parti soliste.
Django, la traccia 7, comincia con una lunga intro di slide guitar per sfociare in solo lento e dilatato, quasi un inno nazionale nostalgico...stranissimo.
I suoni del disco sono fenomenali e al di sopra di qualunque produzione del vecchio continente. I suoni vintage sono così puliti e definiti che sembra impossibile che non perdano la loro graffiante connotazione blues.
Anche nelle parti più gilmouriane il Bonamassa ha fra le mani un suono mai siderale e ben piantato per terra, quasi a volerci dire che "io posso muovermi su terreni quasi psichedelici e rimanere sempre fottutamente blues senza che voi neanche ve ne accorgiate."
"lui può".
Bastardo e bravo.
Per quanto riguarda la voce, secondo me è un pochino stereotipata nel suo essere assolutamente dentro il genere. A me dopo un pochino annoia la consapevolezza che ogni vocalizzo una volta partito sai già dove andrà a parare.
Cosa che per fortuna così non accade con i soli di chitarra. quasi sempre perfetti e creativi.
Per l'ennesima volta mi vengono in mente le parole di una pubblicità Gibson:
"lyrics, Wasted times between solos".
c'ho riso una settimana. Da bravo maniaco seicordista.
Voglio la maglietta.

Paolo De Domini