| Pat Traves Power Trio
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Mascot provogue
www.pattravers.com
Un chitarrista con trent'anni di esperienza in giro per il mondo
macinando dischi fin dai primi anni settanta non ha bisogno di tante
introduzioni.
Sembra necessario che, olimpo a parte, l'esperienza di molti chitarristi
di livello si sviluppi a partire da un genere ben definito, e ne
attraversi tutte le declinazioni.
Non so se è un bene o no.
Mi sembra che il trend della fedeltà sia tipicamente americano,
quasi che il "genere" sia il marchio di un chitarrista.
Forse perchè la maggior parte dei generi musicali che ascoltiamo
sono chitarristicamente nati proprio nel nuovo continente.
Il disco in questione è infatti piuttosto istituzionale,
in un senso buono, e le tredici covers (perchè di covers
si tratta) suonano potenti ed ottimamente suonate.
In certi punti si sente anche qualche sfumatura fortemente hard
rock (sentite "Swlabr") che avvolge tutto donando tiro
e ritmo.
Credo che sia un buon modo di dare una spolverata ai vecchi baluardi,
quello di dare una veste e un suono moderni alle composizioni.
Pat Travers si muove come un vero maestro e convince tutti del fatto
che quei brani sono stati scelti in base alla passione del chitarrista
stesso, davvero interessante a riguardo è il brano "Green
Eyed Lady" nel quale si avvertono anche dei passaggi che ammicano
al progressive anni '70.
In generale un ottimo disco.
Per gli amanti del genere e per quelli che hanno voglia di subire
allegramente una vera lezione di arrangiamento.
L'unica nota dolente è sempre la solita: arriverà
mai qualcosa di degno di nota per la sua innovatività?
Paolo De Domini |