| Peter Frampton
Fingerprints
New Door Records
www.frampton.com
La cultura anglosassone e quella americana si fondono e danno
vita ad un personaggio mitico per gli anglofoni, uno di quelli che
ha cavalcato onda dei '70, rimanendo aggrappato anche per le decadi
successivve, facendosi notare per motivi che vanno dalla didattica
chitarristica alla produzione musicale.
il vecchietto (ma neanche tanto) è davvero uno che trasuda
eseprienza musicale ed amore per il rock blues anni 70 rinnovato
da suoni e colori che ormai caratterizzano la produzione degli ultimi
anni.
Un vero maratoneta della chitarra, entusiasta della musica vitale,
ci regala pezzi che alternano a visioni acustiche una grande padronanza
dell'espressione elettrica.
Buffo e quantomeno provocatorio il brano cover dei Soundgarden "black
hole sun", loro pezzo forse più famoso.
In questa esecuzione Frampton sembra non voler toccare neanche di
una nota la versione originale del pezzo, sostituendo la chitarra
alla linea vocale di Chris Cornell con massima fedeltà.
il risultato è discutibile ma divertente, con un effetto
di chitarra saturo di wah che sembra scimmiottare la splendida voce
di Cornell come in una rappresentazione satirica in cui il vecchio
smacca la presunzione di innovatività del giovane.
Souvenirs de Nos Peres è un brano blues bellissimo che sa
di antico ma con un pizzico di modernità.
Divertente e fusion è Grab a Chicken (Put It Back) nel quale
si nota l'attenzione agli anni novanta e al loro necessario intrecciarsi
con i settanta passando per una divertita sperimentazione.
Un bel disco che vale la pena di ascoltare, un approccio "old
stile" alla sei corde che non stanca mai e diverte.
Paolo De Domini |