Brani:
01 Guitarchitecture
02 Transcendental
03 Divided by three
04 Subliminal dream
05 Super charged
06 Grooves in orbit
07 Dance of the monster gods
08 Instant vibe potion
09 Chatterbox
10 Aetaphysical
11Exhilaration (Bonus track)
12 String retoric (Bonus track)
Musicisti:
Rob Johnson: Guitars, Bass, Guitar Synth, Samples
Rick May: Drums and percussions
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ROB JOHNSON
"Guitarchitecture"
Con Rob Johnsonn siamo di fronte al solito chitarrista "tutto muscoli e niente feeling", come si potrebbe dire...In realtà, ciò che mi preme sottolineare è la sostanziale mancanza di ottime linee melodiche e del buongusto nell'uso delle tecniche più sofisticate. Qui e là nel disco è possibile cogliere l'influenza di Satriani e Vai, cosa che ormai non stupisce più di tanto visto e considerato che i chitarristi odierni, e in particolare quelli americani, non conoscono altra moda migliore dei suddetti "mostri". Per carità, nulla da ridire, in quanto Vai e Satriani possono vantare meriti tecnici e innovativi enormi. Ma quello che mi preme rimarcare, nel caso di Rob Johnson, è una certa esagerazione nell'uso di uno sweep e di uno shredding spesso privi di melodia e di fraseggio. Ciò che manca al disco è un fraseggio di chitarra vero e proprio. Siamo di fronte semplicemente al puro sfoggio tecnico che, detto sinceramente, né stupisce né si fa ricordare. Certo, ci sono dei momenti godibili, come la title track, "Transcendental" o "Aetaphysical", dove la chitarra e la composizione hanno un senso reale... Per il resto, nulla di nuovo: il solito chitarrista iper veloce, iper tecnico, iper preparato, iper arrapato di velocità e di shredding senza senso, iper tutto...Insomma, per chi ama la velocità fine a sé stessa è un ottimo lavoro. Per chi desidera, invece, ascoltare dalla chitarra qualcosa di più profondo, oltre che di tecnico, è bene risparmiare i soldi e cercare innovazione e genialità da qualche altra parte...... Chi ha detto Jeff Beck?
Bruno Cavicchini
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