| Joe Satriani
Super Colossal
Bmg Sony
www.satriani.com
Proviamo a fare un esperimento mentale.
Pensate a Bruce Lee. Pensatelo a cinquant'anni fare le solite peripezie
di quando ne aveva venti, scazzotando cattivi di ottanta chili quando
lui sfiora appena i sessantacinque.
Cosa pensereste di lui?
Pensereste che è ormai è un mito e che nonostante
i suoi film siano la stessa zuppa non è possibile fare a
meno di arrivare a vedere quale mossa userà per distruggere
il boss della mala cinese di turno.
Ecco. ora sostituite Joe Striani a Bruce Lee e mettete una chitarra
Ibanez (signature series) al posto delle scazzotate.
Il risultato non cambia.
Quando un chitarrista diventa Tradizione produce esattamente ciò
che ci si aspetta da lui: un prodotto che sia espressione della
tradizione.
Dopo che un artista ha subito un tale processo diventa difficile
giudicare un disco come Super Colossal. Se lo avesse fatto chiunque
sarebbe un dischetto senza infamia ne lode, allora perchè
non bocciarlo?
Esattamente perchè l'opinione su un disco del genere considererebbe
il fatto che Satriani ha gia fatto cose simili per vent'anni, per
cui perchè copiare cosi pedissequamente il maestro?
Ma se è il maestro a riproporre la Sua tradizione chitarristica
allora dobbiamo prendere le cose un pochino diversamente.
Chi ama Satch ritrova tutto Satch, senza particolare ispirazione
certo, ma con il solito stile compositivo oltre che chitarristico
che mette in primo piano lunghe frasi melodiche alternate alle solite
sgommate blues.
Questi dischi sembrano anche delle buone operazioni per fare in
modo da motivare il vecchio Joe e soci a partire per le solite lunghe
tournee, basta visitare il sito del musicista americano per rendersi
conto di come i tre si divertino un mondo in sala prove quasi avessero
diciassette anni.
Magnifici.
Super Colossal, ribadisce quindi in tutta la sua interezza quello
che joe ha composto nel corso della sua carriera, troviamo la ballata
"the meaning of love" lirica, dilatata, morbida e romantica
e la pacchianissima Crowd Chant nella quale un coro di tifosi di
Satch accompagna il fraseggio chitarristico.
Movin On è un chiara rivisitazione dei brani più rock
di "Surfin with the alien", mentre Made of tears richiama
una "crying" un pochino spompata ma ascoltabile.
Solo per chi ha voglia di Satriani, per gli altri è bene
che abbiano già tra i loro dischi "Surfing with the
alien" , "the Extremist" e "Flying in a blue
dream", prima di comprarsi Super Colossal.
Postilla: I maestri non hanno bisogno di innovazione, ne dovrebbero
avere bisogno i giovani. Quelli che raccolgono l'eredità
per variarla e non riconfermarla come Satriani, prima o poi dovranno
spuntare fuori se ci sono, pena la perdita di spessore di uno strumento
già strano e giovane come la chitarra elettrica. Bach e Debussi
suonavano lo stesso strumento eppure le epoche hanno determinato
in un modo così pesante il loro stile da rendere impossibile
ogni paragone, a parità di strumento. Spero che il tempo
mi dia torto ma la mia sensazione è che la chitarra elettrica
non avrà la stessa fortuna dei cugini di conservatorio, armi
secolari di espressione artistica. I linguaggi espressivi si ripetono
ossessivamente con una circolarità troppo perfetta quasi
nevrotica, di chitarrista in chitarrista. E il concetto di bravura
prende delle strane inclinazioni,Satriani è stato un "bravo",Who
is the next?
Stefano Bonelli |