Brani:
01 Final Countdown
02 Carrie


Musicisti:
Max Farina Vocals
Roberto Franzò Guitar
Emanuele Casali Keyboards
Andrea Casali Bass
Franco Casini Drums
Prisoners In paradise
A Tribute To Europe
Autoprodotto

Eccoci qui a parlare di un altro tributo questa volta infatti tocca agli Europe ad essere coverizzati, la band che si cimenta in questo ruolo si chiama "Prisoners in Paradise"che è il titolo di un brano degli Europe title track dell'omonimo album.
Inutile dire che anche qui fatti salvi tutti i limiti del caso il gruppo romano mette in mostra le proprie capacità,e debbo dire che sia globalmente parlando sia a livello personale la band si esibisce in una performance di tutto rispetto, un plauso particolare vanno al cantante e al chitarrista non che il resto del gruppo non siano all'altezza della situazione anzi però nell'immaginario collettivo colpisce di più la coppia che primeggia sul palco cioè cantante chitarrista.
Il timbro che Max farina possiede che seppur si attesti su tonalità alte è in grado di gestire perfettamente le sue capacità anche quando l'interpretazione richiede tonalità più basse,mentre Roberto Franzò è diviso tra l'amore per i due chitarristi che hanno fatto parte degli Europe e cioè John Norum prima e Kee Marcello dopo.
Personalmente ritengo che Roberto sia più vicino al primo chitarrista che non al secondo,soprattutto per il fatto che la sua diteggiatura predilige sonorità diciamo così più cupe rispetto al lirismo di Kee,il tutto per un risultato ottimale che molto si avvicina alle sonorità originali.
Inutile dire che il disco che viene scaltramente preso in considerazione è quello di "The Final Countdown"e non potrebbe essere altrimenti visto che questo è stato il disco con il quale gli Europe sono diventati delle stelle internazionali,e quindi i brani che fanno parte di questo demo sono appunto"The Final Countdown" e la ballata strappalacrime "Carrie"concludendo seguite questo consiglio se vi capita andateli a vedere rimarrete sorpresi; inoltre Roberto Farnzò fa parte di un gruppo che si chiama Rachel nel quale scrive materiale di propria produzione e che Tempi Duri non mancherà di recensire.


Stefano Bonelli