Brani:
01 Heavy Steel
02 Feel the Fire
03 Back on the Streets
04 Darkness

Musicisti:
Daniele Flenghi: all vocals

Daniele Flenghi
Feel the Fire
Autoproduzione

danvocals@virgilio.it

Demo solista di un giovanissimo cantante, nonchè compositore dei brani, autore dei testi, produttore, sound engineer e curatore dell’artwork del suddetto album, coadiuvato in questa titanica impresa da una non meglio identificata “Daniele Flenghi Band”.
Un’impresa che deve essere stata davvero epica perché, nessuno si inganna al riguardo, non deve essere stato esattamente facile per un diciottenne far sì che la propria musica passasse dall’Ideale al Reale, che si concretizzasse cioè attraverso un iter complesso come quello della registrazione allo scopo di presentare a pubblico e critica un prodotto finito e commercializzabile. Non è facile per nessun artista o gruppo che si autoproduce, figuriamoci per un giovane che appena maggiorenne investe tutte le sue energie e risorse sulla propria voglia di fare musica. La dedizione deve essere stata assoluta.
Abbiamo voluto sottolineare forse più del dovuto questo aspetto della questione per far capire a coloro che ascolteranno e giudicheranno il demo di Daniele Flenghi che non sottovalutiamo -e non dovrebbero farlo neppure loro!-, il suo impegno e la tenacia, a prescindere dai risultati effettivamente ottenuti in termini di qualità dell’album e dal nostro a volte ingrato compito di recensori, perché proprio questo entusiasmo e questa determinazione saranno i cavalli di battaglia del suo futuro musicale e su di essi dovrà puntare per vincere la sfida con sé stesso e col mercato.
Detto questo, il giudizio sul lavoro attuale non può essere positivo ma nono vuole essere distruttivo: è necessario evidenziare alcuni macroscopici difetti che con l’esperienza acquisibile nel tempo potranno agevolmente essere corretti.
I brani presentati parlano un Heavy Metal classico che non brilla per originalità e la loro interpretazione richiederebbe doti di potenza ed estensione vocale che il nostro fatica molto a possedere.
La qualità della registrazione, poi, è quasi imbarazzante -nonostante siano a noi perfettamente presenti i problemi dell’autoproduzione e le limitazioni che essa impone- : si sente solo una batteria striminzita, una chitarra zanzarosa e distante ed un basso appena percettibile.
Non è lecito né giustificabile presentare un demo registrato in questo modo, perché facilmente si incorrerà in critiche molto meno delicate della nostra: non ci si può far massacrare così supinamente, perché ad un’età così giovane è estremamente facile schiantarsi contro il giudizio altrui e perdere ogni entusiasmo. E questo sarebbe davvero un peccato.
Pertanto, prima di registrare, anche “artigianalmente”, bisogna maturare esperienza, provare e riprovare fino allo sfinimento, apprendere la cura dei suoni. Ed è necessaria anche una maggiore attenzione al processo compositivo, che deve risultare più complesso ed originale. Anche il livello esecutivo deve elevarsi, perché fino a quando la produzione è costretta a restare di qualità scadente per motivi economici, è la tecnica dei musicisti a dover compensare tale carenza.

Il nostro è pertanto un invito a realizzare con calma il prossimo album, a curarlo maggiormente in tutti i suoi aspetti: è vero che la voglia di fare porta a desiderare di realizzare tutto e subito, ma a 18 anni non c’è ancora alcun scheletro con manto nero, clessidra e falce insanguinata ad ansimare sui vostri progetti e a farvi temere che qualcosa di irreparabile li annienterà, ed il tempo lo si può ancora spendere a piene mani nel migliorare le proprie doti artistiche!
RosaVelata