| Edenslave
Demo 2006
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È arrivato quasi del tutto inaspettato questo bel dischetto
degli Edenslave giovane band laziale delle parti di Aprilia (mmmh
che ci sia pure che dico io? Speriamo di no ovviamente eh eh N.d.R.)!!!
Mi colpisce molto l’indubbia preparazione tecnica che dimostra
che la band sa cosa fa quando imbraccia gli strumenti.
Di primo acchitto li si potrebbe scambiare per una di quelle street
bands che prendono la vita un po come viene basta che ci siano donne
e birra accanto a loro,fortunatamente la musica non è così;
almeno pur ripicchiando in toto il loro stile di vita, quando si
tratta di far parlare la musica le cose si fanno dannatamente serie.
Quindi le influenze di certo metal tedesco con band come i Gamma
Ray a farla da padrone tanto che riprendono anche un loro cavallo
di battaglia “Tribute To The Past” che tutti i metallari
hanno cantato a squarcia gola,almeno una volta nella loro sporca
vita.
Musicalmente parlando quello che mi colpisce è la loro capacità
di creare il fatidico wall of sound, assolutamente necessario per
una come la loro, ed in questo gioca sicuramente a loro favore il
risultato finale sia in fase di registrazione che di interpretazione.
Se mi posso permettere un consiglio per le prossime volte darei
più attenzione al controllo dei livelli perché in
alcuni momenti la batteria tende a coprire le voci e tutto il resto.
Un plauso particolare inoltre (non me ne voglia il buon Marco Palazzi,
porc…. è proprio lui quello cui accennavo prima) va
al cantante che sebbene quando va sugli acuti tenda forse a tirare
su troppo la nota, senza tener conto di alcuni accorgimenti del
tipo cercare di abbassare la laringe abbassando il mento il più
vicino possibile al collo e tenendo la bocca il più indietro
possibile come fosse uno sbadiglio, atti questi che vanno a rendere
più efficacie l’acuto senza troppi sforzi migliorando
in questo modo il proprio timbro vocale.
In chiusura con mia grossa sorpresa viene fatto un omaggio ad un
istrionico e ben noto personaggio capostipite dell’underground
laziale ovverosia il mitico Richard Benson che conclude in bellezza
un ottimo demo che fa bene sperare in futuro full lenght che la
band saprà gestire a l00%.
Stefano Bonelli
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