Track List:

01 Forever
02 On the Road
03 Edenslave
04 Tribute to the Past

Line Up:
Angelo (Angel Pretty) Chitarra
Adriano (Adrian Raw) Chitarra
Andrea (Andrew Spring) Batteria
Claudio (Dani Lixx) Voce
Marco Palazzi (Palazzi Show) Keyboards
Carlo Fantoni Basso


Edenslave
Demo 2006
www.edenslave.com

È arrivato quasi del tutto inaspettato questo bel dischetto degli Edenslave giovane band laziale delle parti di Aprilia (mmmh che ci sia pure che dico io? Speriamo di no ovviamente eh eh N.d.R.)!!!
Mi colpisce molto l’indubbia preparazione tecnica che dimostra che la band sa cosa fa quando imbraccia gli strumenti.
Di primo acchitto li si potrebbe scambiare per una di quelle street bands che prendono la vita un po come viene basta che ci siano donne e birra accanto a loro,fortunatamente la musica non è così; almeno pur ripicchiando in toto il loro stile di vita, quando si tratta di far parlare la musica le cose si fanno dannatamente serie.
Quindi le influenze di certo metal tedesco con band come i Gamma Ray a farla da padrone tanto che riprendono anche un loro cavallo di battaglia “Tribute To The Past” che tutti i metallari hanno cantato a squarcia gola,almeno una volta nella loro sporca vita.
Musicalmente parlando quello che mi colpisce è la loro capacità di creare il fatidico wall of sound, assolutamente necessario per una come la loro, ed in questo gioca sicuramente a loro favore il risultato finale sia in fase di registrazione che di interpretazione.
Se mi posso permettere un consiglio per le prossime volte darei più attenzione al controllo dei livelli perché in alcuni momenti la batteria tende a coprire le voci e tutto il resto.
Un plauso particolare inoltre (non me ne voglia il buon Marco Palazzi, porc…. è proprio lui quello cui accennavo prima) va al cantante che sebbene quando va sugli acuti tenda forse a tirare su troppo la nota, senza tener conto di alcuni accorgimenti del tipo cercare di abbassare la laringe abbassando il mento il più vicino possibile al collo e tenendo la bocca il più indietro possibile come fosse uno sbadiglio, atti questi che vanno a rendere più efficacie l’acuto senza troppi sforzi migliorando in questo modo il proprio timbro vocale.
In chiusura con mia grossa sorpresa viene fatto un omaggio ad un istrionico e ben noto personaggio capostipite dell’underground laziale ovverosia il mitico Richard Benson che conclude in bellezza un ottimo demo che fa bene sperare in futuro full lenght che la band saprà gestire a l00%.

Stefano Bonelli