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Neverdream
Rain of Sorrow
Autoproduzione
neverdream5@virgilio.it
I Neverdream possiedono una caratteristica (di cui sono consapevoli senza false
modestie), che difetta alla maggior parte delle band esordienti: l’originalità.
Del tutto personale è infatti la loro insolita miscela di Progressive e Thrash,
la cui complessa formula si desume dall’ascolto attento e ripetuto dei tre brani
presentati al pubblico, per nulla scontati e per questo non immediatamente
decifrabili: raffinate melodie progressive liberate dalla cervellotica
complessità compositiva del Prog e dalla pesante sovrastruttura di cambi di
tempo anch’essa tipica del genere, vengono rinvigorite dalle robuste ritmiche di
un Thrash che sembra risentire soprattutto dell’influsso dei Nevermore. A questo
si aggiungano alcuni timidi sconfinamenti nel campo della sperimentazione
elettronica e la formula è pronta a reagire al contatto con l’aria!
Infatti, se è vero che la decodificazione delle componenti del linguaggio
musicale dei Neverdream è un processo che necessità di tempo e di
concentrazione, il risultato è invece molto “emotivo” ed incredibilmente vario
nonostante il campionario sia piuttosto limitato: ogni pezzo ha un suo carattere
ben definito, pur avendo in comune con gli altri un’atmosfera che definirei
“futuristica” per la presenza di sonorità elettroniche. Se in “New Millennium” i
potenti riff di chitarra creano un raro equilibrio tra tensione e dinamismo,
nella bellissima “No More Tears” la fascinazione ben si sposa alla complessità
compositiva; nell’ultima “Rain of Sorrow” ci si lascia avvolgere da un’aura di
malinconia venata di riflessi quasi romantici.
Il merito di tutto ciò va agli ottimi musicisti ed in particolar modo al singer
Giorgio Massimi, dalla voce caleidoscopica, come pure ad una buona produzione,
soprattutto considerando che non è stata affidata a dei professionisti del
settore ma “fatta in casa”.
Attendiamo con ansia il loro prossimo lavoro, che a quanto ci dicono gli stessi
autori sarà un concept album su “Christiane F. e i ragazzi dello zoo di Berlino”
e che ormai è in dirittura di arrivo: lo aspettiamo con trepidazione in primo
luogo perché pare che esprimerà un sound ancora più personale con influenze
gothic inserite allo scopo di meglio trasmettere la drammaticità del tema; ed in
secondo luogo perché ci auguriamo che i nostri riescano a mantenere un così alto
standard qualitativo per l’intera durata di un album completo.
RosaVelata
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