Odd Dimension
A New Dimension
Demo
www.odddimension.it
Ottimo questa opera prima per gli Alessandrini Odd Dimension, i
quali si mostrano tutto l’indubbio talento dando alle stampe
un demo professionale, realizzato in modo impeccabile come raramente
succede.
Anche se posso capire lo scoramento che può prendere se non
si vedovo i risultati del proprio lavoro realizzandolo con un album
di debutto , è importantissimo invece dare al pubblico un
prodotto che sia degno di nota anche perché tutto potrebbe
succedere in modo inaspettato e proprio per questo motivo è
bene presentarsi al meglio delle proprie possibilità, per
farsi notare dalle persone giuste.
Ovviamente il gruppo in questione ha lavorato molto prima di incidere
questo demo intitolato “ A New Dimension”che ci permette
di ascoltare un gruppo che propone un genere che ormai sta subendo
una saturazione ed avrebbe bisogno invece di una spremitura, in
modo che quello si ottiene da tale spremitura sia il risultato di
una selezione fatta di band non solo in grado di dire qualcosa di
nuovo,ma anche di band dal un buon tasso qualitativo.
Il gruppo Alessandrino in soli tre brani riesce in questa difficile
operazione,essendo ottimamente preparato sia a livello tecnico che
interpretativo,ma anche in fase di songwriting gli Odd Dimension
mostrano di sapere come si fa a fare buona musica.
I brani in se per se sono tutti composti da una struttura assai
articolata ed intricata allo stesso tempo,ma l’indubbia cultura
musicale della band ha permesso loro di non strafare in questo senso,
permettendo anzi agli Alessandrini di non andare ad impelagarsi
in inutili esercizi di tecnica che in fase di composizione non servono,
dando modo alla melodia di farla da padrone.
Certo si tratta sempre di un gruppo metal prog, e quindi le prerogative
di tale genere musicale ci sono tutte,ascoltare per esempio il brano
conclusivo intitolato “Like a Misunderstanding”e ditemi
voi se i Dream Theater avrebbero saputo fare di meglio .
Il gruppo inoltre in questo demo mi sembra essere particolarmente
sugli scudi e soprattutto la chitarra di Gianmaria Saddi e la voce
di Manuel Candiotto escono fuori alla grande cosa che gli viene
permessa da una sezione ritmica di tutto rispetto e che permette
loro di andare sul sicuro.
In conclusione direi che se Gianmaria Saddi e soci giocano bene
le loro carte,potrebbe anche riuscire non dico a sfondare ma a farsi
notare dalla gante che conta quello si:
Stefano Bonelli
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