Sottopelle
Biancolore
Autoprodotto
I Sottopelle nascono a Roma nel settembre 2002 con il nome di Cheerleaguers come cover band di gruppi italiani e non tra cui i Muse. Verso dicembre iniziano a comporre pezzi propri concentrandosi su un rock energico.
Ad aprile 2003 sostituiscono il bassista ed iniziano un intensa attività live partecipando a diverse manifestazioni tra cui "Suoni e Frastuoni" e "Daila festival". Alla fine del 2003 danno alla luce il loro primo demo "Assioma zero". Nel 2004 continuano con le esibizioni live tra cui quella di "Emergenza Festival" ed iniziano a lavorare sul loro secondo demo "Biancolore" la cui uscita è preceduta dal live "Lies - Live at the Classico Village".
Prima della recensione, un piccolo preambolo, normalmente prima di scrivere una recensione e dopo o durante l'ascolto del cd ho l'abitudine di andarmi a leggere quello che gli altri "colleghi" hanno scritto del gruppo in questione, e lo stesso è avvenuto per i Sottopelle ed ho letto delle stroncature micidiali sulla voce di Federico e sulle sonorità usate per il cd. A quest'ultimo consiglierei di non ascoltare i cd a tarda notte, ma in altri orari quando il sonno non la fa da padrone. Per quanto riguarda la voce, le critiche ricevute mi sembrano eccessive, anche se lavorarci sopra per migliorare alcune tonalità e limare dei piccoli difetti non sarebbe male. Non voglio fare il sapiente e criticare ognuno, anche perchè ognuno è libero di esprimere la propria opinione, ma bisognerebbe giudicare i demo in maniera diversa da come si giudicano i dischi delle major label, considerando i pochi mezzi ma il tanto amore con cui vengono prodotti.
Chiuso questo preambolo passiamo alla recensione, i Sottopelle ci propongono un rock abbastanza duro dove l'influenze dei Muse si sentono tutte, delle cinque tracce che compongono il demo quattro sono cantate in italiano e soltanto "White socks" è cantata in inglese. Quello che viene fuori dai loro testi è la rabbia verso il mondo attuale, capiamoci bene non è che i Sottopelle odiano il mondo nel senso di pianeta terra, ma odiano il mondo per come ha ridotto l'uomo moderno.
Nella prima traccia "Androidi" infatti possiamo ascoltare il seguente verso "Terra di automi dove gli uomini sono cadaveri…che riconoscono a stento un 20% di loro stessi".
Con al successiva ""La mia follia" si fa strada l'introspezione e i Muse ci regalano le loro emozioni. "Biancolore" è il brano migliore del demo ed è una critica ad alcune caratteristiche dell'epoca postmoderna. Con il successivo brano "L'uomo di carta" ci si avvicina ad un rock molto più estremo. L'ultimo brano"White socks" richiama a tratti un brutal metal sopratutto nell'uso della voce.
"Biancolore" è un disco particolare, che lascerà molti con l'amaro in bocca, ma non è un brutto disco ci sono alcune cose da migliorare sia a livello compositivo che strumentale ma si lascia ascoltare piacevolmente. Bravi, continuate così.
Gianfranco Belisario