Whitesnake
Live In the Still of the night
AFM Records
www.whitesnake.com
Sono tornati! Il serpente bianco minaccia ancora l’incolumità
delle nostre orecchie… e delle nostre donne!
Sempre sensuale, e in forma come non lo sentivo da anni, Mr. David
Coverdale torna ad incantarci con voce graffiante e presenza scenica,
le quali, oltre ad essere inimitabili, sono anche marchio di fabbrica
di uno dei più grandi cantanti che la storia del Rock abbia
avuto. E continua ad avere!
D’Ouverture c’è una Burn che fa concorrenza a
quella di Glenn Hughes su Burning Japan Live, in medley con Stormbringer.
Che dire?!? Grande!
Il resto delle tracce è ciò che porta alto il nome
Whitesnake!
Un apprezzamento sulla scelta delle canzoni:
una bell’importanza l’ha avuta il passato del Serpente
Bianco, infatti possiamo trovare successi dei primissimi anni ’80,
come Don’t Break my Heart Again e Ready an’ Willing,
insieme alle mitiche Take me with You e Ain’t No Love in the
Heart of the City.
Ma 1987 non poteva non essere un pozzo senza fondo da cui trarre
bellissime canzoni!
Molto bella Judgement Day, unico pezzo da Slip of the Tongue, che,
a mio giudizio, mette in risalto Marco Mendoza come ottima seconda
voce oltre che come bassista! (Ma che strano! Un bravissimo bassista
cantante insieme a Coverdale…dove l’ho già sentita!?!?!?).
Gli altri musicisti ci mettono poco a mettersi in mostra! L’incisivo
Snake Dance ed il magnifico assolo di batteria “a là”
Bonahm hanno lasciato a bocca aperta un bel po’ di musicisti
di mia conoscenza.
Mr Coverdale è lettera per lettera tutto ciò che forma
le parole “Animale da Palcoscenico”. La sensibilità
con cui fa il “Fucking Human Juke Box” è strepitosa.
Regala al pubblico ciò che vuole a suo modo… quello
che in fondo ogni buon fan di Coverdale ama!
Marco Palazzi
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