Track List:

01 Burn
02 Bad Boys
03 Love Ain't No Stranger
04 Ready An' Willing
05 Is This Love
06 Give Me All Your Love
07 Judgement Day
08 Blues For Mylene
09 Snake Dance
11 Crying In The Rain
12 Ain't No Love In The Heart Of The City
13 Don't Break My Heart
14 Fool For Your Loving
15 Here I Go Again
16 Take Me With You
17 Still Of The Night

Line Up:
David Coverdale Voce
Doug aldrich Chitarra/Cori
Reb Beach Chitarra/Cori
Timothy Drury Tastiere/Cori
Tommy Aldridge Batteria
Marco Mendoza Basso/Cori

 

Whitesnake
Live In the Still of the night
AFM Records
www.whitesnake.com

Sono tornati! Il serpente bianco minaccia ancora l’incolumità delle nostre orecchie… e delle nostre donne!
Sempre sensuale, e in forma come non lo sentivo da anni, Mr. David Coverdale torna ad incantarci con voce graffiante e presenza scenica, le quali, oltre ad essere inimitabili, sono anche marchio di fabbrica di uno dei più grandi cantanti che la storia del Rock abbia avuto. E continua ad avere!
D’Ouverture c’è una Burn che fa concorrenza a quella di Glenn Hughes su Burning Japan Live, in medley con Stormbringer. Che dire?!? Grande!
Il resto delle tracce è ciò che porta alto il nome Whitesnake!
Un apprezzamento sulla scelta delle canzoni:
una bell’importanza l’ha avuta il passato del Serpente Bianco, infatti possiamo trovare successi dei primissimi anni ’80, come Don’t Break my Heart Again e Ready an’ Willing, insieme alle mitiche Take me with You e Ain’t No Love in the Heart of the City.
Ma 1987 non poteva non essere un pozzo senza fondo da cui trarre bellissime canzoni!
Molto bella Judgement Day, unico pezzo da Slip of the Tongue, che, a mio giudizio, mette in risalto Marco Mendoza come ottima seconda voce oltre che come bassista! (Ma che strano! Un bravissimo bassista cantante insieme a Coverdale…dove l’ho già sentita!?!?!?).
Gli altri musicisti ci mettono poco a mettersi in mostra! L’incisivo Snake Dance ed il magnifico assolo di batteria “a là” Bonahm hanno lasciato a bocca aperta un bel po’ di musicisti di mia conoscenza.
Mr Coverdale è lettera per lettera tutto ciò che forma le parole “Animale da Palcoscenico”. La sensibilità con cui fa il “Fucking Human Juke Box” è strepitosa. Regala al pubblico ciò che vuole a suo modo… quello che in fondo ogni buon fan di Coverdale ama!

Marco Palazzi