Intervista ai Krisalide
Ciao Davide come va ? Spero bene
Partiamo subito con la prima domanda,qual è stato il percorso che
vi ha portato ad incidere il secondo disco ?
Il percorso è sempre lo stesso, la ricerca e la consapevolezza
di una scelta, da cui il titolo The Stand che significa appunto “la
scelta”.

Siete soddisfatti della sua realizzazione
?
Siamo molto soddisfatti, i pezzi sono ben realizzati e le idee musicali
a nostro parere sono ottime inoltre suonare in concerto questi brani ci
da molta soddisfazione.
Quali sono gli argomenti principali
che vengono trattati in The stand ?
Nelle 10 canzoni di The Stand si parla dei difficili tempi che stiamo
vivendo, con le guerre da una parte e la perdita di un’ identità
forte dall’altra. C’è l’idea che è tempo
di cambiare le cose sorretti da una forza che viene soprattutto da Dio.
Si parla anche della meraviglia di un incontro, del dono della vita, dell’amore
donato ed incontrato.
A proposito del titolo del vostro
cd The Stand non sarebbe dovuto essere il vostro nuovo monicker? Come
mai ci avete ripensato ?
A dire il vero è un’idea che ci è balenata per la
testa visto che la band si è rinnovata quasi completamente nei
suoi componenti, rispetto alla vecchia formazione, ma il nome Krisalide
ha in se una storia ed un significato così profondo che lo abbiamo
voluto mantenere.
So che avete avuto dei contrattempi per quanto riguarda
l’etichetta con la quale sarebbe dovuto uscire il cd ti va di dirmi
come sono andate le cose?
Se devo dirti la verità non è mai esistita nessuna etichetta
per cui sarebbe dovuto uscire il cd, è autoprodotto e a dire di
diversi tecnici, che lo hanno valutato, molto ben fatto. Non è
ancora stato stampato da nessuna etichetta ma una casa di produzione di
Miami (USA) si è interessata ad alcuni brani del disco e li ha
inseriti nel suo catalogo.
A parte la scelta ovvia dell’autoproduzione
che comunque è di buona qualità e sicuramente superiore
a quelle di tanti dischi usciti ufficialmente, quali sono le conseguenti
scelte che siete stati costretti a prendere?
Bhe quando si autoproduce un disco il primo e più grande scoglio
da superare sono i costi degli studi di registrazione, poi una volta finito
il lavoro bisogna essere pronti ad incassare le tante porte in faccia
delle case editrici e di distribuzione. Le nuove canzoni hanno un sound
internazionale e non mi stupisco se in Italia, visto anche il triste andazzo
del nostro mercato discografico, in pochi sono disposti a spenderci del
denaro e del tempo e parimenti non mi stupisco se invece una etichetta
di Miami ci ha messo gli occhi sopra.
Avete rinunciato ad un contratto discografico
oppure pensate che ci sia ancora spazio per la musica di una certa qualità
come la vostra?
Non si rinuncia mai ai propri sogni, e la speranza che in Italia si smuova
qualcosa c’è sempre.
Qual è il tuo pensiero circa
l’atteggiamento che l’uomo assume davanti ad avvenimenti come
quelli che stiamo vivendo come ad esempio la recentissima guerra in medio
oriente, non pensi che tutto questo possa mettere a dura prova la fede
dell’uomo verso Dio ?
Dare la colpa a Dio, di quello che l’uomo fa di sbagliato,
è una tentazione in cui si incespica troppo facilmente. Se l’uomo
confidasse di più in Dio invece di dargli la colpa per ogni sua
scelleratezza di sicuro le cose andrebbero meglio.
Per quella che è la tua esperienza
qual è il modo giusto per entrare nel cuore della gente per parlare
di Dio ?
Io credo che il modo giusto non esista, credo piuttosto che se una persona
è una persona di Dio sarà l’amore, che è frutto
del vero incontro con Dio, ad aprire il cuore delle persone.
Che valore ha oggi come oggi la christian
music sopratutto in Italia ?
Ha il valore di una grande risorsa troppo sottovalutata e snobbata dai
grandi media, e dalle grandi etichette.
Ho notato che stilisticamente parlando
avete cambiato direzione spostandovi verso una pop music inglese anni
80, cos’è Lenny Kravitz è ormai datato ?
No anzi, Lenny è noto per essere molto camaleontico nel suo stile,
ed anche noi siamo in evoluzione. Più che un cambio di direzione
la vedo come un andare avanti senza girarsi indietro, certi stili possono
essere rivisitati con una nuova mentalità e trasportati nel nostro
tempo. Il processo creativo è un fiume impetuoso che ti porta dove
vuole lui, difficile decidere a tavolino quando una melodia o un arrangiamento
fa breccia nel cuore e nella mente del compositore.
Quali sono i vostri programmi imminenti
?
Stiamo suonando e provando nuovi brani che confluiranno in un prossimo
cd.
Bene siamo giunti al termine del nostro
spazio vuoi aggiungere dell’altro ?
Si, fa piacere che abbiate letto l’intervista fino alla fine e ne
approfitto per ringraziare i membri della band: Daniele Caprelli (flauto
traverso e sax), Davide Marani (voce solista), Davide Balzani (basso elettrico),
Stefano Zani (chitarra elettrica), Davide Rossi (batteria), Massimo Sternini
(chitarra elettrica). Un saluto a tutti dai Krisalide.
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