Emmanuel Project
La Luna Sul Palco
www.emmanuelformia.it
Doveva essere edito già due anni fa, come “seconda
puntata” del precedente “È tutta un’altra
musica”, ma le tante attività della Comunità
Emmanuel hanno fatto slittare la pubblicazione. Finalmente in queste
settimane vede la luce “La luna sul palco”, terzo album
degli Emmanuel Project.
Del precedente lavoro discografico rimasero nel cassetto un bel
po’ di brani: non ce la sentivamo di proporre un doppio CD.
Pensammo nel giro di un anno di completare il progetto “È
tutta un’altra musica”, raccogliendo le canzoni già
registrate, con altre nuove su cui si stava lavorando, in un nuovo
album, seguito ideale dell’altro.
Non avendo potuto concretizzare l’idea nel tempo che ci eravamo
prefissati, abbiamo dato spazio agli spettacoli che restano il trampolino
di lancio più idoneo per ogni performance, quindi anche per
nuove canzoni e coreografie: da questa esperienza è maturato
il titolo “La luna sul palco”. Ci è sembrato
bello condividere con questo CD emozioni provate durante i concerti,
nel contatto immediato e sincero con il pubblico che è entrato
sempre in un rapporto di complicità, lasciandosi coinvolgere
dalla nostra testimonianza.
Certo noi non andiamo sul palco a cantare noi stessi ma l’amore
di Dio e la gente che viene a sentirci, dapprima ignara, nel corso
della serata si lascia prendere il cuore dai suoni, dalle voci,
dalla semplicità con cui si presentano valori grandi, che
danno significato alla vita. E poi resta magnetizzata da quella
“luna” che, realmente presente in tanti spettacoli,
anche quando il cielo la nascondeva, in senso figurato era tra noi
a ricordarci la presenza di Dio, il quale continua a parlare ai
cuori una volta terminato il concerto. Noi strumenti nelle sue mani
perché Lui possa essere riscoperto come significato della
vita di ognuno: ecco giustificato il titolo “La luna sul palco”.
Sì, perché la presenza di Dio prima, durante e dopo
ogni spettacolo è quella “luna”! Basta leggere
le righe stampate sulla inlaycard del CD per comprendere il senso
di quello che stiamo dicendo. Nelle canzoni dell’album e nelle
foto del booklet abbiamo raccolto queste sensazioni con l’intento
di trasmetterle agli amici che sfoglieranno il libretto, leggeranno
i testi e si lasceranno prendere dalle belle melodie.
E certamente sarà così, perché ancora una volta
le voci degli Emmanuel Project si intrecciano con quelle di altri
artisti come don Giosy Cento in “Sei tu che ci prendi per
mano”, da lui composta insieme al nostro don Vittorio Valerio,
Claudio Parachinetto o Annarita Colajanni in “L’ultima
fermata”, la “canzone della Shoah”; e Giorgio
Ammirabile, in “Acqua” e “Ciao amore, ciao”,
un vecchio brano di Luigi Tenco, o addirittura con l’organetto
dell’etnomusicologo Ambrogio Sparagna, che ha concesso di
incidere la sua “Vorrei ballare”, ballata che raccoglie
i colori dei nostri paesi dell’Appennino.
Oltre i brani già citati è giusto ricordare l’altra
cover “Cantare, gridare, sentirsi tutti uguali” di Leano
Morelli, una canzone dei primi anni ‘80 che tante suggestioni
suscitava quando la si cantava tutti in cerchio intorno ad un fuoco
nelle sere d’estate, senza dimenticare la new version di “Noi
ponti”, un inno alla pace tra le genti, tratta dal primo album
“Tu canti al posto mio”. Senza tralasciare la preghiera
sofferta di “Parla al mio cuore”, il dolce dialogo di
“Nata per volare”, il grido struggente di “Cobain”,
la delicata poesia di “In ogni anima”, con il brano
“Siamo qui tra voi”, che carico di entusiasmo apre ogni
concerto degli Emmanuel Project, coinvolgendo il pubblico a fare
spazio a Dio nel proprio cuore.
É il musicista Aldo Valente a curare la direzione artistica
del progetto, offrendo una pregevole tessitura di arrangiamenti
con il contributo di musicisti di talento come Massimo Arminchiardi,
Albino Montisci e Alessandro Valente alle chitarre, Daniele De Cario
e Luciano Saracino al basso, Michele Lazzarini ai fiati, Andrea
Bozzoli all’arpa, Manù Saladino e Gianpaolo Petrini
alle batterie e percussioni.
E il cuore si apre alla musica. E la voce si presta al canto. E
solo così la luna può lasciare il suo cielo per scendere
sul palco e dal palco illuminare la vita di tutti. Per ora abbiamo
tentato di racchiuderla in questo nostro ultimo album. Guardatela
e… ascoltatelo!
Recensione di Stefano Bonelli
Beh io non dovrei aggiungere altro anche perché questa lunga
introduzione è assai esplicativa del lavoro fatto si qui
dall’Emmanuel Project giunti ormai al loro terzo album.
La scelta di pubblicare in due parti questo lavoro, alla fine si
è rivelata lungimirante e ponderata dando agli ascoltatori
due prodotti “è tutta un altra musica e La luna Sul
Palco che godono entrambi di una freschezza compositiva unica e
che permette un ascolto ed un’ analisi di quello che è
ascoltato del tutto lucida e diretta.
Inutile dire che La luna Sul Palco gode di una buona produzione,
e la realizzazione del disco assolutamente professionale pone gli
Emmanuel Project al di sopra di ogni altro gruppo normale di christian
music.
Dare al pubblico un prodotto che abbia tali prerogative è
di importanza perché è la strada giusta per far uscire
dalla zona di nicchia nella quale è stata relegata ingiustamente
la christian music italiana.
Molto bello tra l’altro il concetto che sta dietro a questo
nuovo lavoro e cioè quello di figurare la presenza di Dio
nella nostra vita come la luna che sta li anche quando è
nascosta dalle nuvole, dove le nuvole sono nella nostra vita le
pesantezza che ci fanno da zavorra e non ci permettono di stare
al cospetto di Dio in tutta sincerità.
Musicalmente “la luna….”riprende in parte il discorso
lasciato in sospeso da “ è tutta un'altra musica”
con in più alcuni brani nuovi tra questi se non mi sbaglio
è “l’ultima fermata” canzone che parla
dello sterminio degli Ebrei da parte dei nazisti durante la seconda
guerra mondiale,che a mio avviso è uno dei momenti alti del
disco,divertente invece la ripresa di un vecchio classico di Luigi
Tenco quella Ciao Amore che qui è stata resa in versione
quasi da discoteca almeno al momento del ritornello, e come ne precedente
album non manca nemmeno la canzone in lingua napoletana ovverosia
“comme “na varca”,il tutto per un disco veramente
assai vario e variopinto e che dice talvore ce ne fosse ancora bisogno
che la chrstian music NON è QUELLA LITURGICA CAPITO???
Stefano Bonelli
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