Paolo Spoladore
UT
Usiogope
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Ut è il titolo del nuovo cd di Paolo Spoladore che è
un sacerdote della diocesi si Padova e ormai da circa 25 anni compone
musica per lodare Dio e le sue meraviglie.
Questa parola ha in se un significato profondo che altro non è
che il Do antico della prima scala diatonica del do,l’unica
scala senza accidenti che è anche simbolo dell’armonia
e della Pace Integra che si raggiunge stando a contatto diretto
con Lui.
È veramente incredibile se ci pensate un po’ di quanto
il padre eterno faccia uso della creatività donando all’uomo
la capacità di comunicare anche attraverso la musica conferendole
una semplicità fuori del comune,infatti la scala di DO la
si può definire la scala musicale di Dio, essendo priva di
note intermedie come il diesis e di bemolle, e come Dio arriva diretta
a cuore dell’uomo.
In questo arco di tempo ha inciso la bellezza di sette albumi cui
questo UT è l’ottavo in ordine cronologico.
Questo lavoro arriva dopo circa sette anni di silenzio discografico
e senza un importante passo avanti nella christian music,infatti
Paolo Spoladore con la sua musica, propone un rock melodico molto
vicino all’hardrock di gruppi storici come i Deep Purple di
cui soprattutto il chitarrista Alberto Menegazzo è un grande
sostenitore e durante i suoi assoli ma non solo è possibile
riscontrare l’influenza di Ritchie Blackmore.
Il connubio christian music ed hardrock nella musica di Donpà(per
gli amici)sembra alquanto azzardato ma evidente l’esperienza
che il nostro don ha assunto negli anni riesce a raggiungere il
suo scopo,con brani dalla struttura musicale diretta e semplice
per mezzo della quale comunica le sue esperienze di vita attraverso
la quale invita l’uomo a scoprire l’amore di Dio.
Le sue canzoni parlano di fragilità e di quotidiano,ma che
invitano a scoprire quanto di meraviglioso c'è in ogni uomo,
alla ricerca di un rapporto più vero ed intenso con Dio,
il Creato e i nostri fratelli.
Già dalla prima canzoni si capiscono le intenzioni (bellicose)del
nostro artista il quale con “Apriro “da vita ad un brano
veramente suggestivo fatto di momenti esplosivi nel ritornello,mentre
l’andamento del brano è molto lento e riflessivo,con
suggestioni blues molto accattivanti.
Altro che mi colpisce molto per la sua estrema bellezza è
il conclusivo Tuuh,altro episodio significativo di questa nuova
produzione,introdotto dalla bella chitarra di Alberto che sfodera
soprattutto in questo pezzo una performance di tutto rispetto per
patos ed interpretazione.
Certo, dal canto suo il nostro buon Donpà si da fare dietro
al microfono ed in più di un occasione dimostra di essere
in possesso dei giusti requisiti per essere in più di un
occasione all’altezza della situazione,infatti la sua voce
è calda ed avvolgente ed è senza dubbio il valore
aggiunto di questo bel disco.
Osservando la copertina del cd, la cosa che salta subito agli occhi
sono i titoli della scaletta tutti composti di una sola parola,
non so se il fatto sia voluto o del tutto affidato alla casualità,
ma certo è che questo aspetto permette di individuare immediatamente
cosa in questo stiamo ascoltando.
Ad esempio “Pezzo”sembra un titolo incompleto in realtà
è un brano che parla dell’arroganza dell’uomo
il quale paragonandosi a Dio, non fa altro che costruire una torre
dalla struttura fragile fatta di mattoni di sabbia che se Dio volesse
la potrebbe distruggere con un sol soffio.
Tra l’altro i cd contiene in allegato un dvd che ci fa capire
meglio con le immagini quello che questa opera vuole dire.
Stefano Bonelli
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