Reportage Magna Grecia Metal
Fest 2005
Duemilacinque, Magna Grecia Metal Fest è alla sua terza edizione con un bill di elevato spessore artistico che avrebbe dovuto richiamare fans da ogni parte del Sud Italia, ma complice un week-end estivo ed un concerto con alcuni gruppi di questo bill a Roma seguente questo Festival e la frittata è fatta.
L'organizzazione fino all'ultimo ha creduto di poter avere l'esclusiva del concerto dei Grave Digger per il Meridione, cosa che purtroppo non è successa dato che a Roma con il Summer Day in Hell il bill includeva oltre i su citati anche altre band di elevatissimo spessore come i Testament.
Solo 400 persone circa hanno affollato il Palapartenope riempito per il resto da stand più numerosi rispetto alla precedente edizione, cosa che fa riflettere su come, per reggere le spese con l'inserimento di alcune band dal cachet elevatissimo, ci sia stato bisogno di molti sponsors.
Comunque sia, entriamo nel vivo della serata e stendiamo un reportage su come questa serata metal sia stata tutto sommato una bella serata.

Opener del Festival sono i napoletani Larsen che si producono nei brani da "Perfect Crime":
Rise of the down
Reach for the sky
Perfect Crime
Time has come
Segue la band che ha come ispirazione Slayer ed affini (lo so il paragone è forte ma è così).
Parliamo dei Grimness, band capitolina che offre al pubblico estratti da "Increase Humanity Disgust", più un inedito per concludere:
Introspection of the engine (intro)
Dimension evil
Katharsis in vein
A new version of reality (inedito)
É poi il turno del gruppo organizzatore dell'evento , Lino Mazzola, drummer dei Marshall.

I nostri propongono brani da "Garden of Atlantis" più qualche inedito da "Pages from the Past - Part One" che è ancora in corso di preparazione:
The Call of Banshee (inedito)
Mission Empire (inedito)
Atlantis Rise
Ominous Silence
È poi la volta del black metal dei Mortuary Drape truccati e vestiti a puntino nonostante il calore infernale. I nostri propongono solo tre brani dalla forza tellurica:
Vengeance from behind
Mortuary Drape
All the Witches Dance
Segue uno dei due headliners, gli Atrocity , pronti a proporre nella versione live il loro "Atlantis" pluridecorato (da non confondere con il pur valente "Garden of Atlantis" dei su menzionati Marshall).
Bellissimo il duetto finale con Liv Kristine che, mentre nel resto dei brani ha solo ricamato con qualche gorgheggio, si è prodotta con Krull - ora suo marito - in una versione da brivido metallico di "Shout" brano dei Tears for Fears che con il metal non hanno niente da spartire.

Ecco la loro playlist:
Reich of Phenomena
Gods of Nations
Enigma
The Great Commandment
B.L.U.T.
Apocalypse
Omen
Cold Black Days
Shout
Ed ecco che sul palco salgono i pluridecorati Grave Digger che nonostante il tempo dimostrano sempre la loro grinta facendoci fare un giro nella macchina del tempo attraverso i loro più grandi successi di cui ricordiamo:

The last Supper
Excalibur
Tunes of War
The Dark of The Sun
Rebellion
Knights of The Cross

Ultimo commento da fare sulla serata è quello che purtroppo il Palapartenope, a nostro avviso, non può essere una struttura dove tal tipo di musica può essere ascoltata in modo eccelso, in quanto essendo al coperto, causa un effetto rimbombo che ha messo alla prova ora ed in passato (Iron Maiden, Motorhead, Saxon) tecnici di tutte le specie ed estrazione.
Forse sarebbe meglio poter cambiare location per la prossima edizione del 2006 o perlomeno diminuire i volumi della musica che, a fine serata, a causato una bella emicrania a più di uno spettatore.
Giovanni Turco
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