Alex De Rosso


Ciao alex non ti nascondo che mai intervista fu più complicata da fare, per tutto questo tempo non ho fatto altro che inseguirti, comunque bentornato!!!!! Puoi dirci come è stata la tua avventura con i Dokken?
L’avventura è stata indimenticabile, specialmente l’ultimo tour che si è concluso a fine marzo, dove i Dokken aprivano per Whitesnake e Scorpions…potrei scrivere un libro, ma mi limito a dire che penso di avere vissuto un’esperienza difficilmente ripetibile.

Vuoi parlarci un po di te per chi non ti conosce?
Mah…volevo fare il batterista…sono quindi diventato chitarrista per ripiego…mi piace scrivere canzoni, ho tre album solisti all’attivo più tantissime collaborazioni con altri artisti, faccio solo quello che mi piace. Amo la buona cucina ed il buon vino, odio i paraculi. Suono e faccio tutto ciò che riguarda la musica, produzioni etc., per pura passione.

Come mai uno come Don Dokken sceglierebbe un chitarrista italiano piuttosto che uno americano?
Gli ho fatto subito anche io la stessa domanda…e ciò che mi ha detto è che avevo l’approccio ritmico ideale per suonare quelle songs, più il giusto equilibrio tra tecnica e gusto per i soli. Gli sono piaciuti molto i miei due ultimi cd, ha apprezzato molto sia il songwriting che la produzione. Anche l’affidabilità ha giocato per lui un ruolo fondamentale.

Quali sono le differenze sostanziali tra il tuo ultimo lavoro e i precedenti?
E’ un lavoro fatto con molta calma e sperimentando molto, con i suoni, con la produzione, e anche con la mia voce, visto che è la prima volta che canto i brani che ho scritto.

Ascoltando il disco ho potuto notare un ottima produzione, cosa che ultimamente è molto difficile trovare in giro quanto tempo avete impiegato a realizzare il cd?
Ho impiegato molto tempo, proprio per i motivi che spiegavo prima, e sono contento che tu l’abbia notato, proprio perché ho investito molto sulla produzione.

The thin line between, black and white a cosa si riferisce il titolo?
E’ la vita…non è mai tutto bianco o tutto nero, c’è sempre una via di mezzo, anche se pur all’apparenza invisibile.

Nel disco in questione ti cimentato anche dietro al microfono hai trovato particolari difficoltà nel cantare ?
Non più di tanto, visto che avevo comunque scritto le melodie vocali adatte al mio range. Il difficile è stato farmi piacere ciò che avevo cantato…

Ora parliamo di te come chitarrista domanda più che ovvia quali sono i musicisti che più ti hanno influenzato?
Sicuramente George Lynch (Dokken, Lynch Mob), Steve Lukather (Toto), Eddie Van Halen, e poi sono comunque tanti quelli forti…

Indubbiamente il modo di suonare la chitarra si è evoluto negli anni come ritieni che sia il tuo stile ?
Ora penso che sia molto libero, sempre ovviamente rock, che si adatta molto all situazione e che punta molto sulla ritmica.

Ora ci facciamo un po di affari tuoi, qual’ è il tuo attuale equipaggiamento ?
Ahia…! Qui rischiamo di andare fuori spazio massimo ! Ti dico ciò che ho usato nell’ultimo tour. Chitarre ESP del custom shop, pickups Seymour Duncan con preferenza al nuovo modello Custom 5 nella posizione al ponte, amplificatori VHT Pitbull, corde De Salvo, chorus e reverb a pedale Electro Harmonix, delay Boss DD5, il tutto rigorosamente cablato Monster Cable.

Qual è il modello di chitarra con il quale preferisci suonare ?
Tutte quelle che ho…ma faccio riferimento ora alla mia chitarra principale in tour con i Dokken: è un modello del custom shop che ha molte similitudini, soprattutto estetiche con la M-III. Corpo in mogano, top in acero quilted, manico in acero con tastiera in ebano, Floyd Rose original appoggiato al body, pickups Seymour Duncan configurati H-S-H, corde De Salvo in acciaio 9-42.

Sto facendo una sorta d’inchiesta nel mondo della musica e ho riscontrato questo che in Italia è più facile fare dischi piuttosto che organizzare una tournee a supporto, tu hai lavorato in America quali sono le differenze tra i due paesi ?
Sì, in Italia si fanno molti più dischi, ma tanti fanno schifo. Molti gruppi esistono solo in studio, e con qualche trucchetto viene fuori che sono dei draghi…poi vai a vederli dal vivo e fanno cagare. Tanti scrivono brani con una velocità ed una facilità che hanno dell’incredibile…ma poi l’unica cosa credibile è che suonano di già sentito migliaia di volte, banali e scontati.

Progetti per il futuro ? Sarai tu il chitarrista dei Dokken nel loro prossimo disco?
Ho già dei brani pronti, in più ne sto scrivendo degli altri. Mi piacerebbe fare un album con un po’ dei ragazzi che ho conosciuto durante i tour. Mi sto organizzando a contattarli proprio in questo periodo. Per la seconda domanda, purtroppo ora non ho una risposta.

Cosa senti di dire a coloro che decidono di fare il musicista con la chitarra?
Che facciano sempre ciò che piace a loro, il più seriamente possibile, cercando comunque sempre di divertirsi.

Ok abbiamo concluso vuoi salutare i lettori di tempi duri?
Certo che sì ! Fate i bravi e comprate il cd ! A presto !!!

Ciao ALex alla prossima!!!!!


Stefano Bonelli