INTERVISTA agli Astarte Syriaca
In occasione del concerto tenuto alla Stazione della Birra abbiamo fatto qualche domanda agli Astarte Syriaca, giovane ma già esperto gruppo romano che si è profuso in un notevole sforzo organizzativo per dar luogo ad una serata speciale, non a caso denominata "Le stagioni di Astarte", Ma lasciamo subito spazio alle loro parole…
Allora ragazzi, com'è nata l'idea di realizzare un concerto così particolare? E' stato difficile coordinare ed organizzare il tutto?
Andrea: Il concerto così come lo avete visto è concepito più come uno spettacolo che come un vero e proprio concerto. La scelta di distribuire un programma di sala serviva a dare la possibilità a tutti di capire il significato di quello che stiamo facendo. Creare un filo conduttore che possa porre lo spettatore in un contesto in grado di proiettarlo all'interno della musica è un'idea che stiamo cercando di realizzare da molto tempo, purtroppo gli spazi sono quelli che sono e non sempre riesci a farti ospitare da una struttura che possa soddisfare tutte le nostre richieste.
L'organizzazione è stata molto dura, anche perché era la prima volta, ma devo dire che abbiamo lavorato molto bene insieme e anche lo staff di "Stazione Birra" è stato molto disponibile.
Alfonso: Probabilmente la risposta sta nel nostro modo di fare musica, quindi di continua ricerca, ed anche il fatto di fare un concerto è per noi motivo e spunto di sperimentare e miscelare nuove situazioni, come appunto unire più forme di espressione diverse, come la pittura, la poesia ed ovviamente la musica.
Pensate di ripetere in futuro esperienze di questo tipo?
Andrea: sicuramente, come ti dicevo vogliamo che questo diventi il nostro marchio di fabbrica. La scaletta non sarà più scandita da necessità tecniche o da stratagemmi per attirare l'attenzione dello spettatore, ma avrà un significato ed uno stile drammaturgico che connoteranno la musica nel contesto del live di modo che, l'impressione finale possa essere simile a quella che si prova andando al cinema o a teatro. Questo è un nuovo modo di vedere la musica specialmente il progressive che, devo dire, si presta molto a questo scopo.
Alessio: l'aspetto teatrale sarà sicuramente presente in una forma più solida rispetto a quella della volta scorsa. Diciamo che questo è stato un esperimento che ha dimostrato la sua efficacia e per questo in futuro saremo in grado di proporre al pubblico un'immersione "attiva", non solo facendolo ondeggiare sulla nostra nave, ma dandogli anche più di un appoggio per decidere come muoversi al suo interno.
Alfonso: Penso che ovunque avremo l'opportunità di esibirci dal vivo riproporremo questo tipo di spettacolo. L'importante è essere ben supportati dai locali come appunto "Stazione Birra", che ha alla base un solido gruppo di persone capaci e competenti, che hanno supportato e "sopportato" ogni nostra richiesta.
Potete dirci qualcosa in più riguardo agli artisti che hanno collaborato con voi in questa esperienza?
Andrea: La nostra band si è presentata in una nuova formazione composta da Daniele Corsi, Alessio Contorni, Andrea Neri, Alfonso Pascarella e Alessio Brancati. Barbara Alesse è l'attrice che ha già recitato nel nostro videoclip Winged Horses girato da Riccardo Ponis. Micaela Bruno è la cantante degli Experia una band romana con all'attivo un Cd molto interessante, un mix di psichedelic rock e pop-rock molto accattivante. Le immagini sono state curate da Georgia Tribuiani, la coordinazione luci - immagini era diretta da Chiara Parigi e i dipinti all'ingresso erano di Clizia Aloisi. Mi sembra di aver citato tutti quanti… Ah no, la truccatrice di Barbara Alesse era Marianna Zambenedetti. Insomma c'era un bel po' di gente a lavorare.
Non temevate che tanti diversivi come recitazioni e cantanti ospiti potessero distogliere l'attenzione degli spettatori dalla vostra musica?
Andrea: No, se vedi il tutto come un grande spettacolo. L'aspetto di maggior disturbo, a detta di molti, è stato il primo gruppo. Purtroppo non hanno cominciato in orario e questo ci ha penalizzati. Il loro set non prevedeva l'aspetto "teatrale" e nonostante questo è durato molto dando quasi un'impressione di invasione di palco. In futuro, forti di questa esperienza, ci faremo accompagnare da un gruppo spalla che non suoni per più di mezz'ora.
Alessio: hai colto un punto molto importante con la tua domanda… molti credono che la musica debba bastare da sola e che se il pubblico è ignorante tanto peggio per lui se non capisce! La presenza di soluzioni diverse invece potrà dare la possibilità anche all'ascoltatore occasionale di poter trovare all'interno dello spettacolo un qualcosa che lo stimoli, che gli susciti qualche emozione e che in qualche modo lo arricchisca.
Ho notato una grande cura nella scelta dei suoni e nell'uso degli effetti, sbaglio o è un aspetto che curate con particolare attenzione?
Andrea: si, ci piace sperimentare molto e, fortunatamente, possediamo un'attrezzatura che ci permette di giocare un po'. E' il nostro modo di ammiccare alla musica elettronica…
Alessio: la scelta di un suono o di uno strumento è fondamentale per il significato che si vuole dare alla storia, così come la scelta di un tema o di un riff. Come diceva Andy fortunatamente possiamo permetterci questo lusso e sarebbe da barbari non sfruttare tutte le potenzialità che ci vengono offerte solo per la pigrizia di dover smanettare un po'.
Alfonso: Per quanto riguarda il mio strumento, cioè il basso, ho sempre cercato nel corso degli anni di semplificare i suoni e quindi evitare strani effetti, ma questo tipo di approccio musicale non deve avere nessun limite e quindi ti può spesso portare a "giocare con le scatolette rumorose". La cosa è comunque molto divertente e interessante, e si impara molto sperimentando sui suoni, cosa che probabilmente si fa sempre di meno… purtroppo.
Mi ha positivamente impressionato "In Silence", potete dirmi qualcosa in più su questa canzone?
Alessio: questo brano è la seconda parte di una storia che comincia con Approaching Light (potrete sentirla al prossimo concerto) e che si conclude con Dreaming. E' una storia in bilico tra la fantascienza e il thriller che vuole far riflettere su come troppo spesso siamo convinti di una cosa solo perché qualcuno ci ha detto che "è così e non si discute". Oltre a questo però c'è da stare attenti che la nostra mente può non essere ancora preparata allo sradicamento dei preconcetti, andando a finire che si impazzisce e festa finita! Fondamentalmente uno sguardo negli abissi dell'universo per scoprire in realtà gli abissi dell'uomo. In Silence in particolare è il preludio a quella che noi chiamiamo pazzia e che forse è solo un eccesso di lucidità.
Come siete arrivati alla scelta di Lady Marmelade come cover da presentare in questo concerto?
Andrea: Abbiamo scelto una provocazione. Ci siamo detti:"Cosa non vorrebbe mai ascoltare il pubblico che viene ai nostri concerti? Semplice, un pezzo commerciale!". Ed ecco Lady Marmalade che è piaciuta tantissimo. Il progressive è anche questo, reinterpretare qualcosa di insolito, proporre sonorità diverse.
Alfonso: Perché è divertente!!!
Non sarebbe stato meglio tagliare qualche assolo, ed in particolare quello di batteria, al posto di "Impressioni di Settembre", che fa sempre la sua porca figura?
Andrea: Impressioni di settembre è stata tagliata perché il primo gruppo ha finito tardi. Tagliare un assolo significa togliere ad un singolo elemento la possibilità di sfogarsi senza confini ritmici o armonici. E' come nel jazz, l'assolo è un momento intimo, un urlo interiore. Mai tenersi dentro le urla, si rischia l'infarto!!!
Alessio: … e di cover, diciamocelo, se ne sentono tante che una più, una meno, cambia poco. Almeno gli assoli sono composizioni estemporanee e sempre nuove. Inoltre, in futuro, ognuno dei quattro strumentisti eseguirà un pezzo solista rappresentando uno dei quattro elementi, quindi tutto avrà maggiormente senso rispetto alla volta scorsa. Riguardo a Impressioni di Settembre: doveva essere una jam-session con l'altro gruppo che, purtroppo, quattro giorni prima del concerto, ci ha comunicato di non volerla più fare e, avendola noi montata per bene, non ci andava di buttarla via ma… alla fine è andata come è andata.
Dietro i vostri testi c'è una precisa ricerca spirituale o sono il frutto dell'ispirazione del momento?
Andrea: se per ricerca spirituale intendi sconfinare nella metafisica ti dico di no. Se invece con spirituale intendi una ricerca della propria identità interiore allora si e credo che chiunque scriva musica ti risponderà allo stesso modo.
Per concludere questa intervista parlateci un po' dei vostri progetti a breve scadenza…
Andrea: replicheremo alla Stazione Birra e abbiamo già altre due proposte sempre su Roma, evidentemente questo tipo di spettacolo è piaciuto e la gente, quando proponi qualcosa di diverso dai soliti schemi, si dimostra insolitamente interessata.
Ti ringrazio di essere venuto a vederci e dello spazio che ci avete concesso nella vostra webzine. A presto
Alessio: volevo ricordare che il prossimo spettacolo vedrà presenti alcuni nuovi artisti, quindi ci sarà ancora molto da scoprire. Ciao e a presto!
Alfonso: Credo che sia pensiero comune evolvere ancora il nostro live show, che per quanto mi riguarda è una sorta di organismo pluricellulare che sta simpaticamente mutando in un qualcosa di molto interessante. Presto dovremo inserire nuove canzoni e, con il nuovo anno, dovrebbe vedere la luce un nuovo demo.
Ok,grazie e a presto!