INTERVISTA CON GLI ATTO IV
Debbo dire di essere rimasto molto sorpreso da quanto ascoltato nel vostro demo,secondo sareste già pronti per il disco d'esordio, volete raccontarci il percorso che avete fatto per arrivare alla attuale formazione?
VALERIO: il progetto è nato nel 2002 da me ed Alex, ma abbiamo cominciato a suonare seriamente solo poco meno di un anno fa. Gran parte del tempo è andato perso in continui cambi di formazione che hanno reso il lavoro praticamente impossibile nei primi tempi perchè era un continuo ricominciare daccapo. Poi nel 2003 si è stabilizzato tutto per un po' di tempo e siamo riusciti a fare Sanremo Rock e a registrare il CD. Però il batterista se ne è andato appena finito il disco, e c'è stato un rapido rivoluzionamento nella line-up con l'arrivo di Christian e di Sebastiano.
CHRISTIAN: Tuttavia quando sono arrivato non ci sono stati problemi, anche perché avevo già fatto parte di una delle vecchie formazioni; a parte qualche piccolo riarrangiamento, eravamo già perfettamente affiatati e pronti a continuare come se nulla fosse successo.
La scelta di cantare in italiano potrebbe sembrare la più ovvia per un genere come il rock progressivo visti i nostri gloriosi trascorsi ma essendo voi più metal che rock e dovendo eventualmente esportare il vostro prodotto non pensate che cantare in lingua madre sia controproducente?
ALEX: Da un certo punto di vista potrebbe sembrare limitante, ma la nostra è una scelta precisa e vogliamo che sia un elemento che ci distingue da tutti gli altri: del resto oggi in Italia non sono molti i gruppi che fanno prog in italiano. Per quanto riguarda l'esportabilità, puntiamo proprio su questa caratteristica - confidando nella musicalità e nel fascino che la nostra lingua ha per il resto del mondo - e sul fatto che, anche se l'italiano non è comprensibile a tutti, tuttavia lo possono essere le melodie vocali.Se a questo aggiungi che nei nostri brani prevale la musica - che è un linguaggio universale - il gioco è fatto!
CHRISTIAN: Del resto ci sono già esempi di gruppi che esportano nel mondo senza problemi pur cantando nella loro lingua; per esempio i Rammstein: chi non è tedesco e non lo parla non capisce una parola di quel che dicono, ma tutti orecchiano perfettamente le melodie della voce.
Qual è l'età media del gruppo?
SEBASTIANO: 25 anni.
Il vostro monicker fa pensare che voi siate propensi a ragionare con la vostra musica teatralmente parlando qual è il motivo di tale scelta?
VALERIO: L'aspetto visuale e di performance è per noi molto importante. I concerti e il fatto di suonare in una band hanno molto di teatrale, nel modo di comporre, di presentarsi, in quello che si dice e si suona; la musica è una forma d'arte, e come tale dev'essere simbolica, metaforica, "costruita". Per cui, volendo valorizzare questo aspetto, abbiamo anche deciso di collaborare con il regista Claudio Ceranto, che sta preparando per noi dei filmati di videoarte costruiti appositamente sui nostri brani e che verranno proiettati sul palco durante i nostri concerti come commento visuale alla musica.
CHRISTIAN: Dato che da molti anni anch'io mi occupo di video e montaggio, mi sento molto coinvolto in questo aspetto del gruppo, che coordino con Claudio.
Una piccola cittadina come è Varese immagino che sia abbastanza difficile gestire un attività come quella del musicista intesa soprattutto come attività concertistica come vi muovete affinché tutto vada per il meglio?
SEBASTIANO: Per i primi tempi ci occupavamo direttamente noi delle date, ma è molto difficile trovare locali che facciano suonare roba tua, soprattutto se fai prog; per cui ora ci affidiamo ad agenzie locali.
Alcune vostre sonorità mi hanno riportato alla mente gruppi storici italiani come Le Orme ed Il Banco Del Mutuo Soccorso per l'uso del pianoforte cosa potete dirmi a riguardo?
ALEX: Che hai perfettamente ragione! Soprattutto il Banco è una delle nostre maggiori fonti d'ispirazione, tanto per l'uso degli strumenti acustici, quanto per l'approccio jazzistico.
Chi è di voi che ascolta jazz ? vi piace il movimento canterburiano? (inteso come Rock canterburiano)
VALERIO: Io ascolto jazz e fusion da qualche anno, e penso che questo si rifletta nella composizione dei brani. Per quanto riguarda la Scuola di Canterbury, conosco solo qualcosa di Allan Holdsworth, ma non ho mai approfondito molto.
CHRISTIAN: Anch'io sono ormai parecchi anni che ascolto batteristi come Dave Weckl e grandi jazzisti come Chick Corea, e non è male se pensi che sono partito dal death metal! Invece sono alquanto lontano dal rock di Canterbury, se escludi grandi artisti come Elton John o Dave Stewart, che chiunque ascolta ed apprezza…
Come vi state muovendo per l'eventuale contratto discografico?
SEBASTIANO: Abbiamo contattato una ventina di indies italiane che si orientano sul prog, e abbiamo mandato loro il CD corredato di curriculum e vario materiale esplicativo sulla nostra, seppur breve, carriera. Inoltre contiamo molto sui concerti e il loro potere promozionale.
In che modo viene concepita la vostra musica e come si svolge il processo compositivo?
VALERIO: I brani partono da singole idee, frasi, interi temi, che rielaboro preventivamente nella mia testa per trovare quali possano andare d'accordo. Poi annoto le idee su pentagramma e le organizzo accostandole e sviluppandole le une dalle altre. Esattamente come un tema letterario. Quando ho così ottenuto la struttura del pezzo, registro su multitraccia e faccio un demo perché gli altri si facciano un idea. Quindi sistemiamo gli arrangiamenti tutti insieme, eventualmente modificando e perfezionando i materiali. Quando la parte musicale è completata, aggiungiamo i testi.
ALEX: Anche il mio metodo è simile, ma io utilizzo direttamente il computer. Appena ho collezionato e organizzato le idee, compongo e registro tutto su PC; poi faccio sentire agli altri e si passa al lavoro d'insieme. Se invece scriviamo a più mani - come è successo con Allucinazioni temporali, che abbiamo scritto io e Valerio - facciamo sentire le nostre idee in sala e il lavoro di composizione si fa tutti insieme sul momento, parallelamente all'arrangiamento.
Potreste dirmi cosa intendete per Stati Alterati ?
SEBASTIANO: Intendiamo tutto ciò che altera la psiche. Attraverso la nostra musica e i nostri testi cerchiamo di esplorare gli stati dell'anima nelle sue nevrosi, contraddizioni, paure, ed equilibri mai del tutto raggiunti; ci sembra che siano argomenti che meritano una canzone…
CHRISTIAN: Il titolo rappresenta un'incursione nei lati oscuri e più problematici della mente. Per la loro articolata complessità sono soggetti sui quali si può ragionare all'infinito, anche se su questo già molto si è detto in musica; è più che altro l'interpretazione che ne diamo che cerca di essere originale.
Certamente i vostri testi non sono banali o fine se stessi sfiorando anzi una certa filosofia chi è il dotto in questione tra di voi ?
VALERIO: Sono io il professore noioso! (eh eh eh )n.d.r.
Purtroppo abbiamo concluso volete dire ancora qualcosa?
ALEX: Se volete venire a vederci, il 23 maggio suoniamo al Sitting Bull di Certosa di Pavia, e per l'estate saremo probabilmente in giro per festival qui nel Nord Italia. Per fine anno poi, stiamo lavorando su quattro nuovi brani che rappresentano la seconda parte dell'EP, che in questo modo diverrà un full-lenght album. Per l'anno prossimo invece, abbiamo già pronto del materiale da lavorare per un concept. Insomma ci sono molte idee da realizzare!
Stefano Bonelli