Barker's Shop
Hanno da poco pubblicato un album autoprodotto ed abbiamo la possibilità di fare due chiacchiere con Gennaro Piepoli chitarrista dei Barker's Shop giovane gruppo barese ma che già mostra di avere gli attributi giusti per crearsi una fetta di mercato tutta loro almeno lo speriamo vivamente, allora caro Gennaro dateci le impressione sul lavoro che avete fatto con "Phoeniric"?
I brani presenti sul cd sono stati concepiti in un arco di tempo che va dal '98 al 2002. Il repertorio è ovviamente più vasto, ma al momento di decidere che "forma" dare al nuovo lavoro, abbiamo deciso che, dopo due demos ed un mini-cd, il classico eight-pieces era la soluzione più giusta e definitiva per "tirare le somme" del discorso musicale condotto fino a quel momento, una volta per tutte.
Come mai avete scelto l'autoproduzione che comunque almeno per quello che vi riguarda e davvero ottima?
Beh, ti ringrazio! Le motivazioni sono le stesse di tanti altri...aspettare che l'etichetta di turno si faccia avanti per una demo amatoriale è al 90% vano, e gli studi di registrazione costano un occhio. Inoltre, una label deve spendere molto di più se deve accollarsi anche la produzione artistica, dunque se ti presenti bene, con un disco già finito, sei più appetibile ai loro occhi, e al massimo tutto si riduce al se gli piacerai o meno...purtroppo ormai funziona così. Per questo abbiamo deciso di allestire un project-studio tutto nostro. C'è voluto tempo e denaro (è dal '98 che accumuliamo attrezzature), ma alla fine, visto che comunque l'hard-disk recording è stato sempre un pallino comune a tutti i componenti del gruppo, ce l'abbiamo fatta. Una volta raggiunta la situazione tecnica adatta allo scopo, ci siamo letteralmente buttati a capofitto nelle lavorazioni. E poi, riuscire ad autoprodursi ad un certo livello, soprattutto oggi, non è più tanto difficile, basta avere un buon PC e saperlo usare, puoi crearti anche la veste grafica senza problemi!
Quali sono le etichette che pensate possano essere interessate ad un gruppo come il vostro ?
...Boh! A dire il vero avevamo pensato ad etichette come la Inside Out o la Limb Music Products, oppure le nostrane Frontiers o Scarlet Records...ma quelle che possono essere le nostre preferenze hanno un'importanza assai relativa, visto che all'atto pratico sono poche le etichette che sono disposte ad investire denaro su nuove bands che propongono un genere comunque "di nicchia". Noi abbiamo comunque una lista enorme di etichette di ogni tipo, manderemo a tutte il nostro materiale, e speriamo di riuscire ad ottenere almeno un contratto di distribuzione, visto che il cd è "commercialmente competitivo" (ovvero può stare senza problemi su uno scaffale di un negozio insieme ad altri, anzi ci sta già!).
Vuoi raccontarci degli esordi della tua band?
Guarda...io, Antonello e Francesco suoniamo insieme da quando avevamo 12 anni. Antonello, complice l'influenza paterna, era un fanatico del progressive già da allora, Francesco invece era fan sfegatato dei Queen mentre io ero letteralmente devoto ai Pink Floyd. Abbiamo iniziato a suonare dal vivo come tanti altri, ovvero alle feste scolastiche e via discorrendo...abbiamo cambiato il nostro repertorio a seconda dei gusti e dell'età, principalmente siamo passati dai Pink Floyd (ne eravamo praticamente una cover band!) ai Genesis, ai Deep Purple ed infine siamo approdati al prog metal dopo aver conosciuto i Dream Theater e i Fates Warning. Di lì in poi ha preso forma la line-up attuale, con l'ingresso di Ivan in formazione e l'avvicendarsi di bassisti fino all'arrivo di Giuseppe, che già aveva avuto esperienze con i Fallin' Time, a suo tempo sotto la fu Elevate Records.
Quali sono le difficoltà che avete incontrato durante le registrazioni?
....Tante!!! Davvero tante...premetto che anche se sei ferratissimo di hard disk recording dal punto di vista teorico, nel momento in cui ti metti davanti al computer cambia tutto! Inizi a combattere con segnali che spariscono misteriosamente, cavi che si rompono, files che spariscono inspiegabilmente dall'hard disk e ti costringono a ri-registrare tutto dall'inizio (e se un brano dura 11 minuti, è davvero triste!). E poi, dopo ore ed ore ad impazzire davanti al monitor alle prese con forme d'onda, effetti ed errori di Windows, anche gli occhi hanno iniziato a fare cilecca. Inoltre, a parte Ivan, siamo tutti studenti universitari, con determinati impegni da assolvere periodicamente chiamati esami, dunque non sempre tempo e mente erano disponibili...insomma, parecchi casini!.
In un città come bari quanto è difficile proporre un genere come il vostro ?
Moltissimo...figurati che in città, locali in cui suonare in generale dal vivo (finanche jazz, o Gigi d'Alessio) ce ne saranno una decina scarsa. Per suonare metal (prog, death, black, fa lo stesso) ci sono tre locali, non molto grandi, assolutamente spogli dal punto di vista tecnico e inadeguati da quello logistico. Bello eh?
Esiste una scena metal dalle tue parti?
Certo! Solo nella città di Bari ci sono abbastanza bands da coprire tutti gli ambiti, i generi e i sottogeneri! Ti posso fare anche qualche nome: Warchild, Golem, Perfect Picture, Shide, Mutala, oltre ai vari Natron che però sono già "nonni" della scena musicale estrema a livello europeo. Questo è il motivo per cui è vergognoso che non ci sia assolutamente la possibilità di promuovere a dovere una dimensione artistica tutt'altro che marginale. Se non fosse per i singoli gruppi, o per pochissimi appassionati ( a volte gli stessi componenti delle bands) che organizzano festivals o serate in giro per tutto il territorio regionale e non, saremmo tutti ancora costretti a suonare in cantina, il che è davvero deprimente...
Un fatto certamente importante è quello dei locali metal qual è la situazione a riguardo ?
Praticamente non ce ne sono, a parte due o tre posti in cui si è riusciti a portare avanti un certo discorso, anche se fra molte difficoltà. Il problema è che dalle nostre parti i gestori dei locali preferiscono i balli latino americani, nonostante le serate con musica metal dal vivo e non, nella nostra città e non solo, rappresentino per i pochi che le propongono una notevole fonte di guadagno! Purtroppo c'è da difendere l'etichetta, il metallaro invece è per definizione brutto e cattivo e spacca tutto, e all'atto pratico è meglio difendere una certa immagine (come locale e come gestore) piuttosto che attingere a nuove forme di guadagno...per la prima volta, come vedi, non ci sono solo i soldi a farla da padroni!
Nei vostri concerti proponete dei brani dei Dream Theater quali sono e secondo voi quali sono quelli che vi mettono più in difficoltà?
Un tempo proponevamo "The Ytsejam" e "Lines In The Sand", tipo due anni fa...poi più nulla. Dal punto di vista musicale, riteniamo molto più stimolante riarrangiare classici del progressive anni '70 come "YYZ" o "Tom Sayer" dei Rush o "Dance On A Vulcano" dei Genesis, o brani assolutamente al di fuori del contesto prog come "The Killing Road" dei Megadeth, anche se personalmente muoio dalla voglia di coverizzare "Strawberry Fields Forever" dei Beatles in chiave prog! Già esistono una miriade di gruppi prog-metal o cover bands che propongono brani dei Dream Theater, preferiamo non aggiungerci pure noi...
Avete in programma di farne qualcuno?
Al momento nulla perché il nostro bassista è a Roma per lavoro, quindi nel frattempo stiamo realizzando nuovi brani. Ma stiamo vedendo di organizzare un po' di date in giro per Marzo-Aprile quando lui tornerà; oltre che dalle nostre parti speriamo di passare anche da Roma e Prato, il che al momento è più che una semplice speranza.
Bene siamo giunti al termine dello spazio a nostra disposizione volete aggiungere qualcosa ?
Credo sia doveroso esortare tutti coloro che ne hanno il potere a supportare la scena musicale underground, al di là dei generi e delle etichette. Alimentate il passaparola, che è quanto di più importante si possa fare per contribuire al raggiungimento dello scopo. In tante altre nazioni si fa così, e i risultati si vedono sugli scaffali dei negozi di dischi.
Speriamo di vederci di persona al più presto!
Lo staff di Tempi Duri vi fa un grosso in bocca al lupo per tutto Keep on rockin Guys!!!!
Stefano Bonelli