INTERVISTA AI CASUS BELLI

La nostra brava Cristina si è trovata alle prese con la band tedesca dei Casus Belli freschi autori del nuovo album Intitolato In The Name Of The Rose quest’intervista è il risultato di questo incontro

Prima di tutto voglio congratularmi con voi per il vostro secondo album “In The Name Of The Rose”. Buone melodie, grande produzione di R. D. Liapakis, perfetto bilanciamento fra speed metal e melodico epic, voce splendida. Il vostro album di debutto intitolato ‘Mirror Out Of Time’ risale a quattro anni fa. Quali sono le differenze? Vi sentite cresciuti?
DEDES: Mille grazie per le tue belle parole, sono veramente molto contento che ti piaccia il nostro nuovo album. La principale differenza è che il nostro secondo album è il nostro primo lavoro con un’etichetta straniera, la produzione è riuscita a realizzare un intero album in contrasto con la realtà greca. Sebbene il nostro primo album aveva alcune ragguardevoli canzoni, mancava di coesione nella produzione e i tecnici del suono non hanno saputo dare risalto alle canzoni.
Sull’essere cresciuti… questo potrà mostrarlo meglio il nostro prossimo album, che sarà maggiormente inserito nel panorama AOR ed hard rock.

Sono curiosa sul nome della band: Casus Belli in latino significa “causa della guerra”. È un gesto crudele. Vuole essere una provocazione o c’è un altro significato?
DEDES: Leggendo con attenzione i testi dell’album si può osservare che le nostre canzoni sono totalmente contro la guerra e qui viene condannata ogni azione violenta. Ma combattere per un ideale è molto importante sebbene le tue sole armi sono la musica e l’arte in generale.
Casus Belli è una conosciuta frase latina e compie una funzione… darci un riconoscimento (basta pensare a nomi di gruppi come gli Status Quo).

L’etichetta LMP ha realizzato ‘In The Name Of The Rose’. Limb Schnoor ha scoperto i leggendari Helloween e gli Angra. Come vi sentite ad essere stati “scoperti” da lui?
DEDES: A dire il vero siamo noi ad aver scoperto lui! Fortunatamente ha avuto fiducia in noi e ci ha ritenuto una nuova band emergente con la quale collaborare, lo abbiamo apprezzato moltissimo.

Quanto è importante per una Heavy/Power Metal band produrre un album fuori dai propri confini nazionali? Quali sono le opportunità?
DEDES: Per quanto riguarda la Grecia, qualsiasi confine passi troverai sicuramente qualcosa di meglio. Se poi vai in un paese che ha le migliori etichette, le opportunità di ottenere qualcosa aumentano. Ma tutto questo non è abbastanza se la band non crede in quello che fa.

La Grecia è conosciuta in tutto il mondo come la fortezza del true metal. Il vostro old-style segue questa corrente, è un progetto musicale o il vostro metal proviene dal cuore?
DEDES: La nostra musica è quello che noi siamo. Per noi la novità, l’innovazione è rispettabile nei giovani ma, se notiamo, in tutti i festivals gli headliners sono band i cui membri hanno più di cinquant’anni. Le novità sono sempre le benvenute, ma anche il classico deve rimanere. C’è sempre stato qualcuno prima di noi.

Avete intenzione di sperimentare un tipo di metal differente con la LMP, la più famosa etichetta tedesca?
DEDES: Noi abbiamo un contratto con la LMP e al momento abbiamo anche qualcosa di differente. Non sappiamo ancora se la LMP approverà la nostra proposta, lo scoprirai fra pochi mesi nella realizzazione del nostro nuovo album!


Parliamo della vostra line-up ufficiale! Uno dei vostri membri (Panos Dedes) proviene dagli Spitfire, forse la migliore metal band greca di culto degli anni ’80. Egli ha collaborato con Arvanitis (guitar) con il quale ha formato i Condemnation. Fotis (bass) proviene da una delle migliori band greche estreme, i Nightfall. Molti artisti hanno collaborato con voi e ultimamente avete scelto il batterista tedesco Frank Huber.
Come conciliate le vostre esperienze diverse? Vi trovate bene con Frank?

DEDES: La nostra line-up è Panos Arvanitis alle chitarre, Panos Dedes cantante e Fotis Anagnostou al basso. Nelle band che hai menzionato noi eravamo solo collaboratori occasionali. Noi siamo una band molto serrata e il credo musicale di noi tre coincide.
Riguardo Frank Huber… ci ha aiutato molto con la batteria nel nostro album e lo ringraziamo moltissimo. Egli è veramente speciale e caratteristico.

Nel 1997 Panos Dedes è stato scelto dai Judas Priest fra gli ultimi venticinque finalisti per diventare il loro cantante. Cosa hai provato? È stata un’emozione sebbene ora sei il cantante dei Casus Belli?
DEDES: Beh, devo dire che ho avuto coraggio a provare un’audizione per diventare il cantante dei Judas Priest! Ero molto più giovane e pensavo di non avere niente da perdere. È stata una grande esperienza che ricorderò sempre. Sebbene Owen sia un cantante ragguardevole credo che i Judas Priest senza Rob Halford non possano esistere.

Probabilmente il titolo del nuovo album è ispirato al film. Conosci il libro scritto dal nostro Umberto Eco? Lo hai mai letto?
DEDES: Ad essere onesto non ho mai letto il libro, ho giusto visto il film ed è uno fra i miei preferiti. Il fanatismo religioso esiste ancora oggi, per esempio le reazioni che ci sono state sul ‘Codice da Vinci’. Pur essendo un cattolico, non seguo alcuna religione e credo che il solo e vero Dio sia l’amore vero e nessun altra umana frottola.

Dove avete trovato il coraggio di parlare nei vostri testi di cose che vanno così tanto “contro corrente”?
DEDES: I testi provengono da ciò che io ho provato, più le mie convinzioni su alcune cose che succedono nel mondo. Per esempio nella mia adolescenza ho fatto esperienza della pressione religiosa. I testi non sono uno stratagemma per completare la musica, vengono dal mio cuore.

Avete in progetto nuove canzoni o pensate di fare un tour?
DEDES: In questo periodo stiamo lavorando al nostro nuovo materiale e sicuramente il nostro prossimo progetto sarà un tour in Europa e negli U.S.A.
Prima di tutto vogliamo finire il nuovo album e trovare un manager con il quale organizzare tutta la promozione del tour.

Per riassumere voglio ringraziarti per l’ospitalità. Vogliamo dare i nostri migliori saluti a tutto il mondo, specialmente ai nostri vicini fans italiani, lasciandovi con una frase di Biff
“stay heavy metal thunders”.

Vi ringrazio di cuore. Con i miei migliori auguri e continuate a certificare il potere del Metal !

Cristina Ferrandi

Per gli interessati, ecco a voi la versione originale della nostra intervista.