Concept


Allora Mariano finalmente abbiamo tra le mani il fatidico di-sco d’esordio siete soddisfatti del vostro lavoro?
Ogni lavoro rappresenta un differente stato evolutivo; di con-seguenza, ritengo, ciascun musicista prova sentimenti ambigui nei confronti delle proprie opere: soddisfazione per ciò che si è fatto e, al contempo, la sensazione che qualcosa avrebbe potu-to essere migliore. Ciononostante, penso che “Reason and Truth” rappresenti un buon disco d’esordio, ricco di spunti fecondi e di idee interessanti.

Debbo farti i miei complimenti in quanto questo disco ci con-segna un gruppo assolutamente valido e che ci fa onore avere a Roma, città che ormai da tempo può vantarsi di avere tra le sue antiche mura più di un gruppo in grado di competere con i gruppi più blasonati del genere non trovi?
Indubbiamente Roma può vantare bands prestigiose; la quali-tà artistica del metal romano accresce il livello qualitativo di un metal italiano che per lungo tempo è stato prigioniero di un impietoso anonimato. Speriamo di contribuire alla definitiva ascesa del metal italiano quale riferimento del metal interna-zionale al pari di quello svedese o tedesco.

Vuoi Spiegarci di cosa parla il vostro disco è per caso un con-cept e reason and truth è il concept del disco ?
Potremmo definirlo come un album che getta le fondamenta per i successivi… in sostanza rappresenta il viaggio di un indi-viduo all’interno della propria coscienza: egli incontra parti di sé di cui era all’oscuro, sicché, spaventato e angosciato, le rin-nega e le combatte. Ben presto, tuttavia, questa si rivelerà co-me una strada radicalmente erronea per conoscere sé stessi: egli dovrà riconoscere quelle oscure sembianze che aveva rin-negato e intraprendere un viaggio diverso e non-autarchico; dovrà confrontarsi con gli altri e ricostruire la propria identità attraverso lo sguardo altrui. In sostanza “Reason and Truth” sostiene una concezione sociale e anti-nichilista dell’io, tentan-do di mostrare come la guida della “ragione” e la ricerca della “verità”, nel percorso dell’autocoscienza, possano condurre a risultati diversi e talora contrastanti.

Come mai ci è voluto così tanto tempo per farlo uscire?
Problemi di ogni genere: il missaggio ha richiesto una doppia sessione; intanto il mercato stagnante diradava le uscite e “Reason and Truth” vedeva aumentare il numero dei masters pronti prima di esso nonostante fosse stato registrato mesi prima. Comunque, essenziale è che sia uscito… il resto, acqua passata…

Voi avete dato nel vostro sito una spiegazione diciamo così fi-losofica del vostro modo di intendere la musica volete dirci qualcosa a riguardo?
Se intendiamo la filosofia quale percorso ricostruttivo di elementi esistenziali mediante gli strumenti della riflessione e dell’auto-analisi, potremmo definire “filosofico” l’approccio ai problemi che noi Concept poniamo al centro delle nostre liri-che. Ciononostante, ritengo che questa modalità di affrontare gli argomenti essenziali dell’essere umano dovrebbe manife-starsi non solo nel comporre testi e musiche, ma nel costruire il percorso esistenziale quotidiano. Indubbiamente, per ciò che concerne l’elaborazione concettuale delle liriche, i Concept de-vono molto a grandi autori quali Kant, Heidegger o Wittgen-stein, che rappresentano indiscutibili punti di riferimento del pensiero occidentale contemporaneo.

Chi è l’autore della copertina che tra l’altro veramente sugge-stiva?
La copertina è dell’artista americano J.K. Bedrick; essa rap-presenta il titolo dell’album: il tempio quale simbolo della ra-gione umana contiene la verità umanamente intesa (rappre-sentata da Andromeda). Una luce di incerta provenienza illu-mina la verità umana (Andromeda) passando attraverso le fi-nestre del tempio. Al di fuori del tempio c’è la costellazione di Andromeda, che incarna una verità trascendente la ragione umana.

Nel disco avete avuto la partecipazione del batterista Riccardo Rossi come è avvenuta la collaborazione?
Riccardo, oltre che un amico, è un ottimo batterista, più aper-to al progressive e allo sperimentale di quanto fosse il nostro ex-batterista David Folchitto (che, tengo a sottolinearlo, è ri-masto un nostro grande amico). Di conseguenza, gli chiedem-mo di incidere con noi la cover degli Sword.

Avete già brani nuovi e in che modo sono differenti rispetto a questo disco?
Il sound subisce una naturale evoluzione dovuta al proseguire degli studi e delle riflessioni musicali. Naturalmente siamo propensi alla fusione tra sonorità progressive e sonorità power, ma ogni album ha una sua storia e un suo proprio svi-luppo, difficili da costringere entro le maglie di un preciso ge-nere. Considerando poi che Luca Urbinati, il nuovo batterista, ha una concezione musicale sostanzialmente differente rispetto a David, il nuovo disco avrà un’impronta ritmica chiaramente diversa rispetto a “Reason and Truth”.

Quali sono le vostre maggiori influenze?
Ogni componente ha un background musicale diverso dagli al-tri. Io prediligo il progressive rock settantiano (Yes, Genesis, King Crimson) e il progressive rock o metal attuale (dagli Spock’s Beard ai Dream Teather), ma amo molto anche la musica jazz/fusion. Molto vicino ai miei gusti è il tastierista, Andrea Mastroianni. Gianni Carcione, il cantante, rappresen-ta l’alter ego power-speed, in quanto è profondamente legato a tutta la scena power dagli esordi sino ai nostri giorni (anche se non disdegna il buon progressive). Andra Arcangeli, il bassi-sta, svaria dal thrash metal al funky, dal progressive alla fu-sion. Il nostro batterista, Luca Urbinati, è un accanito fan dei Rush, e, più in generale, del progressive rock/metal. Come puoi vedere, la poliedria dei Concept è ricollegabile al ricco background di coloro che ne fanno parte.

Quali sono le vostre maggiori aspettative riguardo alla vostra attività?
Parlare di aspettative mi sembra affrettato: abbiamo cercato con passione di realizzare i nostri sogni incidendo un album. Ora saranno gli ascoltatori a giudicare il nostro valore artisti-co; se riusciremo a riscuotere sufficienti consensi, potremo pensare di investire le nostre speranze nella musica.

Come si svolge il processo creativo di una canzone?
E’ un processo di difficile ricostruzione: spesso partiamo da un’idea concettuale da rappresentare in musica, così cerchia-mo di strutturare dei brani atti a rappresentare specifici mo-vimenti. Tentiamo quindi di scrivere liriche adatte a raffigu-rare i concetti espressi. Tuttavia, il percorso può variare, l’idea di fondo può essere musicale più che concettuale, oppu-re una determinata frase che intendiamo musicare potrebbe richiedere specifici arrangiamenti, e così via.

Quali sono gli aspetti più importanti affinché funzioni tutto al-la perfezione nell’andamento generale del gruppo?
Senza dubbio, la sintonia e l’affiatamento tra i componenti, il legame che intercorre tra noi e il progetto Concept. Il resto viene da sé…

Come mai ad un certo del disco cantate in italiano nel brano Spes III ? (tra l'altro è uno dei pezzi più interessanti del disco?
La parte cantata in italiano rappresenta l’assoluta alterità del-la lingua della divinità, una lingua che è altro-da-noi; avevamo pensato al tedesco, ma il brano doveva suonare il più melodio-so possibile, così abbiamo optato per l’italiano – anche se nes-suno mai comprenderà ciò che viene detto.

Nel brano conclusivo "Sweet dreams" avete inserito un momento di musica jazz/fusion chi è il colpevole di tutto ciò?
Noi tutti! Come già specificato prima, il nostro background musicale è ampio e variegato; un tributo alla fusion era d’obbligo, e dato che avevamo già completamente stravolto il brano degli Sword rendendolo da classico power a progressi-va-sperimentale, abbiamo deciso di arricchirlo con un interlu-dio fusion.

Bene siamo giunti alla fine dell’intervista volete dire qualcosa ai nostri visitatori?
Intendiamo innanzitutto ringraziare te, Stefano, per l’aiuto of-fertoci e per la possibilità che ci hai dato di illustrare conce-zioni musicali dei Concept. Un ringraziamento di cuore a tutti coloro che ascolteranno il nostro album, nella speranza che possa dar loro interessanti sensazioni musicali.

Stefano Bonelli