Custard Pie
Sono molto contento di poter fare quattro chiacchiere con Pucci Lattanzio chitarrista dei Custard Pie cover band dei Led Zeppelin,allora come va e innanzitutto complimenti per il vostro demo, so che è in preparazione un dvd vuoi dirci qualcosa a riguardo?
Grazie per i complimenti! Si, stiamo lavorando ad un DVD: si tratta della registrazione audiovisiva di un nostro recente concerto al Geronimo’s Pub. Nonostante tutte le limitazioni tecniche (abbiamo usato un paio di telecamere amatoriali e due soli microfoni per la ripresa audio), credo che questo nuovo lavoro sia quello che meglio rappresenta i Custard Pie dal vivo. Come per tutti i nostri lavori precedenti, anche questo riveste un carattere prettamente promozionale, e dunque sarà disponibile al solo costo del rimborso spese.
Quando si deve scegliere dei brani di un gruppo come quello degli Zeppelin come si giunge ad un accordo che accontenti tutti?
Di solito non c’è bisogno di trovare un accordo tra di noi, suoniamo insieme da troppo tempo! Diciamo che per noi tutti l’ideale sarebbe riproporre le vere setlist dei Led Zeppelin, ma questo non sempre è possibile: a parte quei locali che presentano limitazioni di carattere tecnico (ad esempio, non tutti i palchi dispongono di spazio e di un’attrezzatura sufficienti a far funzionare correttamente anche un set acustico), la buona riuscita di uno spettacolo secondo me dipende proprio dal capire il tipo di pubblico che hai davanti, e questo lo puoi sapere solo pochi minuti prima del concerto: c’è il pubblico più sensibile ai brani più hard rock, quello più ricettivo nei confronti delle ballate, quello di fans e grandi conoscitori che adorano ascoltare qualche “chicca”… noi cerchiamo di dare ascolto a questa specie di “sesto senso”, ed è per questo che le nostre scalette vengono preparate cinque minuti prima di salire sul palco.
Tutti i grandi gruppi hanno una loro mela marcia che per i Led Zeppelin è rappresentata da un disco come Houses of the Holy cosa ne pensi a riguardo?
Houses of the holy è un disco meraviglioso…..non saprei come rispondere a questa domanda. Ma non parlo da fanatico: quel disco racchiude almeno 4 o 5 capolavori della musica rock dagli ultimi 30 anni… Ho notato una certa cura da parte vostra nel cercare di somigliare il più possibile agli originali (addirittura negli abbigliamenti) non si corre il rischio da parte vostra di spersonalizzare troppo la vostra impronta sonora Noi siamo una tribute band, perciò il nostro obiettivo è quello di rendere l’idea in maniera più fedele possibile di quello che sono stati i Led Zeppelin, prima di tutto per quanto afferisce le sonorità e le atmosfere. I nostri coetanei ricordano con piacere e nostalgia gli anni Settanta, ed i ventenni possono farsi un’ idea di quello che non hanno vissuto di persona… anche attraverso un certo tipo di abbigliamento. Se avessimo scelto la via delle cover avremmo sicuramente dato più spazio all’interpretazione personale (e qualche volta per gioco lo abbiamo fatto: ad esempio, la “Custard Pie” del nostro primo demo è stata completamente rivisitata), ma quello che per il momento ci interessa è esattamente ciò che facciamo, nel modo in cui lo facciamo.
La vostra collocazione musicale mi fa pensare che comunque il periodo musicale al quale siete appassionati siano gli anni ‘70 Ma è proprio vero poi che i decenni successivi siano stati così deficitari a livello artistico?
E’ una questione di coinvolgimenti. Negli anni settanta la Musica è assurta a ruolo di massimo protagonista della contestazione giovanile; i ragazzi avevano maturato un tipo di coscienza che era in forte contrasto con le politiche dell’epoca (in barba a tutti i governi), ed il fermento che c’è stato in quegli anni non si è mai più ripetuto. I gruppi di quel periodo sono diventati tra i maggiori simboli del movimento giovanile, e questo è stato fondamentale per la loro ispirazione. E’ stato il pubblico a permettere agli artisti di esprimersi liberamente, fuori da ogni schema predefinito. Oggi la Musica è scesa al ruolo di sottofondo ad altre attività (ballare, guidare, allenarsi, etc.), e nessuno più si mette in cuffia ad ascoltare un disco rigirando tra le mani la copertina… nessuno vuole più ascoltare un brano di 20 minuti… Oggi gli artisti sono costretti a sottostare alle richieste del mercato: riff, bridge, ritornello, solo di chitarra di tre battute, coro finale e via. E non è colpa né dei gruppi né della discografia: è il tipo di fruizione ad essere cambiato. Ecco perché il rock ha espresso quasi tutto in quel periodo. Tutto il resto ha avuto poca originalità e moltissimi riferimenti e citazioni al passato. I decenni successivi sono stati deficitari a livello artistico, malgrado i gruppi. Soundgarden, Nirvana, Audioslave… tutti bravi, tutti sanno suonare, ma ciò che hanno potuto esprimere Led Zeppelin, Yes , Genesis, Pink Floyd, Jethro Tull… è di un altro pianeta.
La scelta del repertorio è circoscritta ai brani più famosi degli Zep. Quando poi Robert Plant Jimmy Page si sono imbarcati in quello strano progetto esotico che ha dato vita al disco live cosa vi è rimasto di quel progetto in duo?(No Quarter)
Un disco ed un video bellissimo suonato da due cinquantenni che la sanno ancora lunga su come si suona e si canta… due fuoriclasse che riescono ancora oggi ad influenzare la musica attuale: I chiari riferimenti alle atmosfere di “No Quarter” nei lavori di quotatissimi artisti odierni sono molto più che evidenti…
Senza dubbio caro Pucci la colonna sonora del film “The song remains the same”è un testamento sonoro lasciato ai posteri ed fondamentale per scoprire certe sonorità degli Zeppelin dal vivo, uno dei momenti secondo me più esaltanti è l’assolo di Jimmy Page coll’archetto di violino tra l’altro voi avete fatto un demo che si rifà a quei concerti interpretare la parte di Jimmy Page proprio coll’archetto come ti fa sentire?
Io sono onorato di suonare la musica di Jimmy Page e non è soltanto quel brano che mi emoziona ma tutti in assoluto. Già il fatto di avere fra le mani una doppio manico o voltarmi ed avere alle spalle lo stesso tipo di amplificatore… ma ti confesso una cosa: avrei esattamente la stessa strumentazione anche se non suonassi in un tributo ai Led Zeppelin… e se qualcuno - come spesso avviene - mi invitasse su un palco a suonare un brano dei Rolling Stones, lo interpreterei esattamente come se fosse Good Times Bad Times o Ramble On…
Quale dovrebbe essere l’atteggiamento più consono da parte delle cover bands rispetto ai gruppi madre?
Di assoluto rispetto e ammirazione, in ogni caso mai competitivo: puoi essere bravo quanto ti pare, ma non potrai mai competere con gli originali, per mezzo milione di motivi. Ma vedo che tu continui a citare la parola “cover”, che in realtà ha molto poco a che vedere col concetto di “tributo”… una cover è la reinterpretazione di un brano famoso secondo le proprie influenze, le proprie visioni, il proprio stile: ci sono cover che stravolgono talmente l’originale da essere difficili da individuare… Un tributo invece è volto a ricreare le stesse sonorità, le stesse atmosfere… una esecuzione il più fedele possibile, che viene fatta al solo scopo di contribuire ad una sempre maggior diffusione della musica del “gruppo madre”…
Quali sono le cose più interessanti che avete ascoltato ultimamente?
Forse gli Audioslave… ma ieri ascoltavo un brano dei Pooh in auto… e l’ultima volta che ho visto Clapton suonare Holy Mother al Pavarotti & Friends mi sono emozionato come un ragazzino. Ho ascoltato il primo successo di Paola e Chiara e c’è un assolo di chitarra fantastico… mi piace Avril Lavigne, è una brava autrice.
Una domanda un po’ strana qual è secondo la definizione più giusta per un artista genericamente parlando ?
Un artista? E’ colui che riesce a toccarti l’anima, in qualunque modo ed a qualsiasi livello. Qualcuno che crea un disegno, un progetto, una immagine dal nulla… quando tutto sembra fermo e banale. Anche Pelè era un artista…
Cosa ne pensate dei locali che preferiscono bands come la vostra piuttosto magari una che fa pezzi propri?
Prima di tutto ci tengo a dirti che ciascuno di noi in passato ha fatto parte di progetti di musica originale, e ciascuno di noi ha avuto a che fare con la penosa trafila delle audizioni, dei concerti… a qualcuno di noi è andata bene, a qualcun altro un po’ meno… quindi capisco benissimo di cosa stai parlando. Massimo rispetto e solidarietà, ma purtroppo è solo una questione di mercato, e il mercato lo fa il pubblico. Questo può sicuramente non piacere, ma è così da sempre: soldi. Quando abbiamo iniziato noi il concetto stesso di “tributo” non esisteva, e ti facevano suonare solo se eseguivi le solite cover miste: Stones, Cream, ZZ Top, etc.; oggi c’è questa moda del tributo, domani chissà…
Una cosa è certa: la via della musica propria è sempre stata e sempre sarà la più difficile. Sarebbe bello se il pubblico fosse più attento ai talenti emergenti, ma a quanto pare non è così, e i locali non possono che adeguarsi ai gusti del pubblico. Non chiedermi però di sputare su gruppi come il mio: che oggi i Custard Pie godano di un discreto seguito è un fatto del tutto fortuito… semmai potrei sputare sui tributi che si formano al solo scopo di suonare dal vivo, senza che nessuno dei componenti nutra un particolare amore verso il gruppo che rappresenta… ecco, questo si che è deprecabile… suonare “White Room” con lo stile di Steve Vai produce un risultato molto poco credibile, e se le cose continueranno ad andare così vedrai che questa moda del tributo finirà presto…
Come musicisti siete attenti a quello che la tecnologia moderna attualmente offre
oppure preferire lo standard sonoro tipico degli anni ’70?
La nostra strumentazione è quanto più possibile uguale a quella dei Led Zeppelin degli anni 70… il mio bassista potrebbe entrare in diretta nell’impianto del locale con una D.I. come si usa oggi, e invece ogni volta si porta sulle spalle un Ampeg SVT-2 a doppia cassa che pesa mezza tonnellata… il fatto è che, pur essendo determinante “la mano” del musicista, è altrettanto importante usare uno strumento che possa riprodurre fedelmente certe sonorità. Anche questo aspetto rientra nel concetto generale di tributo…
Per esempio qual è il tuo equipaggiamento attuale?
Chitarre Gibson Les Paul (ne ho tre), Telecaster, Danelectro, e naturalmente la “leggendaria” Gibson doppio manico. Ogni tanto uso due acustiche e un mandolino Fender. Amplificatore Marshall valvolare da 100 Watt (modello SLP 1959 - quello di Page, Hendrix e Clapton per intenderci). Ci sono persone che ai piedi hanno una centrale termonucleare, mentre come unico effetto io ho solo un Cry Baby.
Bene purtroppo lo spazio a nostra disposizione termina qui ti do la possibilità di farti un po’ di pubblicità e cerca in modo efficace di convincere i nostri lettori di ascoltare la vostra musica?
“Vieni a sentire un po’ di rock”.
Stefano Bonelli