Daedalus
Bene ragazzi davvero complimenti per questo disco d’esordio che mostra già una band sicura dei propri mezzi anche se con dei distinguo, qual è stato il motivo per cui avete deciso di abbandonare i TM?
Fabio: il gruppo Daedalus è nato nel 2000 ed è sempre stato il progetto principale della mia attività di musicista, quello in cui posso esprimermi più liberamente ed ottenere risultati di livello musicale e culturale più elevato. I TM! sono un’idea molto più recente, un tentativo di costruire brani più immediati, diretti, sfruttando l’attuale corrente di tendenza nu-metal... un lavoro interessante ma meno intenso e significativo di quello che porto avanti con i Daedalus. Andrea: io li avevo abbandonati già da tempo...
Per quanto riguarda il discorso della copertina non era meglio farne un'altra diversa da quella del demo, in modo da non creare confusione?
In realtà è il demo ad avere la copertina dell’album: l’idea usata per la copertina è sempre stata concepita come naturale complemento al lavoro finito. Quando abbiamo voluto far girare i primi brani in forma di demo abbiamo preferito concentrarci sulla musica e utilizzare la bozza della copertina definitiva, anche perchè i brani del demo sono contenuti tutti nell’album ed appartengono quindi allo stesso contesto.
Cominciamo a parlare del disco, quanto tempo è occorso al gruppo per l’intero escursus ?
Il lavoro è stato davvero lungo e complesso: le prime idee risalgono ad almeno due anni fa, mentre tre degli otto brani sono dell’anno scorso. Abbiamo purtroppo dovuto sostenere cambi di formazione e contrattempi, che hanno rallentato la realizzazione del disco. Inoltre, non disponendo di un budget elevato, abbiamo fatto gran parte del lavoro per conto nostro, lasciando alle mani del fonico solo la masterizzazione finale: questo ha contribuito a dilatare i tempi di realizzo.
Quali sono le difficoltà incontrate durante le registrazioni?
Come già accennato, abbiamo realizzato le registrazioni nel nostro studio, quindi abbiamo dovuto affrontare tutte le problematiche che invece in studi professionali sono lasciate ai tecnici: microfonazione, equalizzazione, mixaggio. Il risultato non è certamente confrontabile con le produzioni delle etichette più importanti, ma è comunque dignitoso. Per quanto riguarda le registrazioni in sè, i pezzi presentano difficoltà notevoli di esecuzione, quindi il completamento del lavoro ha richiesto un tempo considerevole.
Come dicevo nell’introduzione mi è sembrato soprattutto nel primo brano che Alessio Brunetti abbia incontrato alcune difficoltà nell’interpretare il brano “Masquerade”, dove è sembrato che non ci arrivasse come tonalità arrivando persino a “stonare” in certi punti: non siete riusciti a correggere questo particolare in sede di registrazione? Come mai?
Cogliamo l’occasione per chiarire una volta per tutte il discorso sul nostro cantante: Alessio ha una voce particolare, con una timbrica a nostro avviso molto interessante che lo rende sicuramente differente da molti altri cantanti che si sentono attualmente nell’ambito metal italiano (alcuni dei quali peraltro simili tra loro). Il nostro cantante è molto giovane e sicuramente ha tanto lavoro da fare per maturare e migliorarsi, ma da quando lo conosciamo ha fatto progressi straordinari. Abbiamo avuto tempo fa un cantante con una voce più limpida, magari più intonato, ma aveva una timbrica vocale decisamente più “anonima” ed insignificante. Abbiamo deciso di lavorare con Alessio, di puntare su di lui, e devo dire che siamo soddisfatti di come le cose stanno andando. In fase di registrazione non ci siamo potuti avvalere di strumentazione professionale per la correzione della voce (cosa che invece abitualmente si fa, diciamolo), quindi le registrazioni risultano più naturali e “veritiere”.
È chiaro che la vostra maggiore influenza sia rappresentata dal gruppo di John Petrucci e soci, avete ascoltato il loro nuovo disco ed in che modo sfruttate questa influenza?
L’influenza che i Dream Theater hanno avuto su molti gruppi prog, tra cui noi Daedalus, è innegabile e non vedo come potrebbe essere diversamente: sono un caposaldo del prog metal internazionale e sono stati fonte di ispirazione preziosissima, non solo in ambito prettamente compositivo. Credo che sia importante nella musica assecondare l’influenza che si riceve dai gruppi che si ascoltano, senza tentare di nasconderla, cercando casomai di evolverla ed arricchirla con elementi originali, per delineare un proprio stile musicale. Il nuovo album dei Dream Theater è molto diverso dal loro tipico sound, è molto più pesante ed aggressivo, non si ritrovano le melodie limpide ed orecchiabili e gli assoli inconfondibili dei dischi precedenti; è un lavoro che potrebbe lasciare l’amaro in bocca a molti sostenitori del quintetto americano, ma credo che il risultato conseguito in Train Of Thought sia una naturale evoluzione in un gruppo che si può considerare propriamente “progressivo”. La nostra idea di prog è proprio questa, un continuo innovarsi e crescere, ampliando i propri orizzonti: questa forse è la maggiore ispirazione che abbiamo ricevuto dai Dream Theater.
Avete già avuto la possibilità di suonare dal vivo il vostro cd?
Ancora no, presenteremo il CD per la prima volta in concerto il 23 dicembre 2003 al New Bulldog Pub di Serra Riccò, in provincia di Genova.
Di tutto il lotto delle canzoni che fanno parte del disco la title track è quella più lunga, dura infatti 10’39’’; si tratta di un episodio a sè stante oppure pensate più in là di fare dei brani più lunghi?
“Leading far from a mistake” è sicuramente il brano più elaborato e significativo dell’intero CD, quello che ha richiesto la maggiore attenzione sia nella composizione, sia nell’arrangiamento e nella stesura del testo. Ci ha sempre solleticato l’idea di scrivere un brano molto lungo ed articolato, in cui si potessero delineare differenti atmosfere, collegate in modo opportuno, ma nel quale si potesse comunque scorgere un filo conduttore. Non è escluso che in futuro scriveremo brani più lunghi.
Il disco è per caso un concept?
No, anche se si possono scorgere punti in comune nei testi dei diversi brani: cerchiamo sempre di trattare argomenti che siano in qualche modo connessi con la psiche umana e le molteplici situazioni emotive di in cui l’essere umano può trovarsi. Abbiamo intenzione di realizzare un concept album, ma credo se ne riparlerà verso il terzo CD.
Chi è il maggiore autore delle canzoni? C’è la possibilità da parte del gruppo di sviluppare ulteriormente quanto composto oppure in sala prove si provano i brani e basta?
I brani del CD sono stati composti per la maggior parte da Fabio Gremo (basso), ad eccezione di Time che è una elaborazione di un brano di Andrea Rinaldi (chitarra) e Masquerade, nata da un’idea di Giuseppe Spanò (tastiera). Fabio ha curato anche gli arrangiamenti di tutti i brani. Ovviamente tutti gli elementi del gruppo hanno partecipato all’evoluzione delle composizioni, sia in fase di realizzo sia in sala prove. Per i prossimi brani abbiamo deciso di lavorare molto più in gruppo, sviluppando insieme le idee, per dare più spazio a ciascun musicista.
Scusate la curiosità ma TM è un progetto abbandonato del tutto oppure pensate un giorno di fare un disco anche con quel nome?
Fabio: rispondo di nuovo io in quanto fondatore di entrambi i progetti; l’attività dei TM! è sempre stata separata da quella dei Daedalus, per differenza di stile, per complessità e spessore musicale e per formazione. Attualmente il progetto TM! è sceso inevitabilmente in secondo piano rispetto ai Daedalus, ma ciò non significa che non abbia intenzione di continuare a lavorarci: stiamo infatti completando gli ultimi brani per una eventuale pubblicazione. Ci tengo comunque a ribadire che le due realtà sono nettamente distinte. Andrea: a meno che non si decida di collaborare per dare ancora maggiori spunti alla nostra band.
Bene lo spazio a nostra disposizione è terminato, cosa volete dire ai nostri fruitori ?
Ci auguriamo che chiunque abbia l’occasione di ascoltare la nostra musica possa apprezzarla e sentirsi coinvolto nell’atmosfera sonora che tentiamo di creare. Chi volesse ottenere informazioni più dettagliate sulla nostra attività può visitare il nostro sito www.progdaedalus.it. Ringraziamo di cuore Tempi Duri per lo spazio che ci è stato gentilmente concesso.
Stefano Bonelli