Enemynside


Da quando abbiamo messo su questa webzine ho fatto veramente tante interviste,ma debbo che più di tutte oltre a quella con Erik Norlander che potete leggere tranquillamente così come quella con Grame Murray il bassista dei Pallas,questa a cui mi sto accingendo si mostra come una delle più interessanti,vuoi perché il gruppo propone un genere il thrash al quale sono poco avvezzo lo ammetto, vuoi perchè il disco che hanno inciso dal titolo “Let the madness begin “è tutto un programma ho deciso d’intervistare la band, infatti faremo due chiacchiere con Matteo Bellezza chitarrista del gruppo. Allora come ci sente dopo aver inciso un disco come questo qui?siete soddisfatti di come sono andate le cose?
Thrasher: Siamo felici di aver chiuso finalmente un discorso aperto due anni fa con l’inizio delle registrazioni dell’album! Un periodo interminabile che ci ha visti lavorare al disco ad intermittenza. Ci sono stati momenti in cui credevamo che “Let The Madness Begin…” non sarebbe mai uscito ed altri in cui invece ci sembrava che mancasse pochissimo alla sua pubblicazione. Forse l’intenzione iniziale con cui abbiamo iniziato le registrazioni durante i due anni di lavorazione si è persa. Per il resto siamo abbastanza soddisfatti….

Let the madness begin fa presagire già il contenuto del disco ma voi come siete in realtà, qual è la differenza di quando siete su un palco rispetto alla vita di tutti i giorni?
Thrasher: chiaramente sul palco possiamo amplificare quello che in noi stessi nella quotidianità deve essere parzialmente (o in certi casi totalmente) soffocato. Possiamo essere selvaggi, senza freni e liberi da ogni condizionamento. La vita in genere ci impone un codice comportamentale, un approccio e un modo di fare che in media non ci piace e che non accettiamo. Dobbiamo sottostare a regole che sono state scritte per noi da qualcuno prima di noi! Questo è frustrante specialmente se nelle regole suddette non ci si rispecchia e ci si sente limitati…




Mentre ascoltavo il disco ho notato alcune possibili influenze che comunque appartengono alla Bay area gruppi (per esempio)come Exodus e Overkill e i primi Metallica rientrano nelle vostre influenze oppure ho sbagliato analisi?
Thrasher: si rientrano nelle nostre influenze. In fondo è da lì che siamo partiti. Ma quelle stesse influenze sono state assorbite metabolizzate e mischiate alle nostre idee. Altrimenti ci sentiremmo solo una semplice copia di quanto già fatto in passato….

Vorrei una risposta sincera secondo voi sono cambiate le cose riguardo all’atteggiamento delle case discografiche e dei locali oppure pensate che ci sia ancora da soffrire? L’italia è un paese dove si può vivere facendo il musicista a tempo pieno?
Thrasher: in Italia non c’è la cultura per fare nulla che non sia seguire i ritmi di vita dettati dal sistema. Chi vuole suonare o fare arte in generale è un freak, un disadattato che deve accontentarsi delle briciole! La nostra società non permette lo sviluppo dell’individualità, il singolo è assorbito dalla massa e pensa con una testa comune. Il che naturalmente fa comodo a chi ingrassa con il lavoro dei poveri cittadini privati della loro personalità e ridotti a numeri, a ingranaggi. Non c’è modo né di vivere facendo questa musica e né di trovare strutture adeguate per le esigenze dei gruppi…. Tempo fa è saltata fuori anche la storia a dir poco ridicola dell’ENPALS secondo la quale anche i gruppi che forniscono prestazioni occasionali suonando nei locali devono iscriversi all’ENPALS! Invece che facilitare, chi come noi non solo suona ogni tanto ma fatica a trovare anche locali in cui esibirsi, ci vengono anche a complicare la vita con leggi inutili. L’Italia è un paese del cazzo…..




Quali sono i vostri prossimi impegni?
Thrasher: stiamo organizzando delle date di supporto al disco. Il 12 novembre suoneremo insieme ai danesi Konkhra e ad altri gruppi all’Alpheus di Roma. Poi a partire dal 2004 suoneremo un po’ ovunque cercando di coprire il più possibile il territorio italiano. Speriamo poi che in estate si riesca a partecipare anche a qualche festival importante….

Ritornando al vostro disco come si è svolto il lavoro in generale?
Thrasher: molto lentamente! Per problemi a far combaciare la disponibilità della sala con la nostra disponibilità, le registrazioni si sono svolte a singhiozzo. A novembre 2001 sono state registrate le tracce di batteria. A gennaio 2002 le chitarre. Poi ci sono stati dei mesi di fermo che ci hanno portato a registrare basso e voce all’inizio dell’estate. Il missaggio del tutto poi è stato fatto fra agosto 2002 e febbraio/marzo 2003! Poi altri stop importanti sono stati rappresentati dall’allontanamento del bassista proprio durante le registrazioni delle tracce di basso (che ci siamo accollati io e Francesco) e l’incidente sull’autostrada avuto la scorsa estate proprio prima del mix del disco. Incidente che ci poteva costare carissimo e che comunque ha lasciato danni permanenti a Francesco.




Domanda forse un po’ scontata, se aveste la possibilità di cambiare delle cose di “Let….”cosa cambiereste?
Thrasher: faremmo delle modifiche principalmente su alcuni suoni (basso e batteria in primis). Mentre riguardo agli arrangiamenti dei pezzi siamo pienamente soddisfatti.

Quando siete in fase diciamo così di creazione in che modo nascono le vostre canzoni?
Thrasher: i principali compositori siamo io e Francesco. In genere il pezzo nasce a casa mia o a casa sua e in secondo luogo viene portato all’attenzione degli altri. Grazie all’ausilio di una batteria elettronica e del Cool Edit registriamo una versione demo della canzone sulla quale poi si inizia a lavorare in fase di arrangiamento. Alcune volte il pezzo rimane praticamente uguale alla versione demo e altre volte invece viene stravolto nella struttura e nell’arrangiamento. Un approccio compositivo che non abbiamo mai sperimentato è quello di iniziare a jammare in sala e vedere cosa esce…..ci siamo sempre riproposti di provarlo un giorno…:P

Quali sono le cose che vi preme comunicare a chi vi ascolta mentre scrivete i testi ?
Thrasher: i testi sono completamente ad opera di Francesco il quale nelle sue lyrics non racconta mai storie di senso compiuto. Sono più che altro frutto di riflessioni personali che vengono lasciate aperte a qualsiasi interpretazione. Una sorta di ermetismo in chiave thrash J

Rispetto al primissimo periodo del gruppo cosa è cambiato a livello di mentalità e consapevolezza?
Thrasher: beh abbiamo sempre avuto una gran determinazione fin dagli inizi anche se rispetto a quanto abbiamo seminato nel corso degli anni potevamo raccogliere sicuramente di più. Non parlo di seguito e di fans (che per fortuna non mancano) ma di situazioni a livello pratico. Dobbiamo ancora occuparci di tutto noi (a parte qualche eccezione), dai contatti con i locali ai rapporti con i media. Per fortuna da quando abbiamo firmato per Temple Of Noise un po’ di lavoro ci viene alleggerito e qualche data ci è stata organizzata tramite il loro staff. Ma in generale ci sobbarchiamo sempre una mole di lavoro non indifferente. Alcune volte ci accorgiamo che quello che dovremmo fare di più, cioè suonare, è quello che alla fine viene trascurato maggiormente.




Ed ora una domanda a te Matteo qual è il tuo approccio come chitarrista in seno al gruppo? Ti faccio questa domanda perché sempre ascoltando il disco, ho come avuto la senzazione che le chitarre (sebbene siano lo strumento principale nell’economia generale del gruppo)siano al servizio del resto degli strumenti e che tutto poi si fonda in quello che è il sound del gruppo non trovi?
Thrasher: Beh come ti accennavo prima, la nostra musica nasce principalmente sulla chitarra mia e di Francesco. Sono quindi i riff a dare il via alla stesura del pezzo. Se il riff convince e ha quella giusta dose di aggressività, di ricerca musicale e soprattutto non risulta scontato, allora poi ci si costruisce la canzone intorno. Quello che dici è positivo perché in un certo senso mi fa capire che l’impressione che hai avuto è di un’amalgama generale fra tutti gli strumenti. Il che vuol dire che il tutto fluisce in maniera naturale senza sembrare forzato o messo lì per caso…..è questa l’impressione che hai avuto oppure ho capito male io? :P( no! no! e proprio questa. Ndr)

Bene purtroppo siamo giunti al termine cosa senti di dover dire ai visitatori di Tempi Duri?
Thrasher: li consiglio di visitare il nostro sito all’indirizzo www.enemynside.com per provare a scaricare qualche mp3 e quindi per poter conoscere ed eventualmente apprezzare la nostra proposta musicale! Poi chi volesse contattarci può farlo scrivendo a band@enemynside.com oppure a enemynside@libero.it Grazie a voi per l’intervista e a tutti i lettori che si sono soffermati a leggerla! Thrash on!!

Stefano Bonelli