Fabio Lentola


1. E Finalmente arriva anche il turno per il caro amico Fabio Lentola di farsi conoscere ai nostri lettori,allora come va, fa caldo dalle tue parti ?
No! Qui a Padova si sta benissimo, c’è un bel clima, secco e temperato…… see… magari!!! Il caldo e l’umidità in questa città sono veramente insopportabili!!! Cmq per fortuna da qualche giorno è arrivato un po’ di fresco.

2. Beh qui siamo a Roma ed essendo una grande città,con asfalto e cemento in tutti i pizzi il caldo è assicurato. Comunque parlaci un po’ di te in generale?
Ok. Il nome già lo sapete; musicalmente parlando suono la chitarra ma principalmente mi occupo di registrazioni e produzioni, soprattutto in ambito heavy metal; suono negli Anarchÿ-x (Queensrÿche tribute band) e parallelamente porto avanti alcuni miei progetti in cui provvedo direttamente io a curare le composizioni, gli arrangiamenti e a suonare gli altri strumenti. Mi piace ascoltare molti tipi di musica, principalmente metal e rock progressive, ma non solo, anche dark (però non l’unz unz odierno), musica celtica, medievale e molto altro. Gestisco il fanclub italiano dei Queensrÿche, il The Italian Empire, e collaboro con una webzine scrivendo qualche recensione. Adoro i gatti, la cioccolata ed i dolci in generale, la fantascienza (in particolare Star Trek), computer ed internet, sono attratto bene o male da tutte le nuove tecnologie, leggo qualche fumetto (Nathan Never, Jonathan Steel e Dylan Dog), non fumo. Mi piace viaggiare, fotografare, vedere film; come colori non ne ho di preferiti anche se ho una “lieve” tendenza verso il rossonero… ehm…

3. Ci ha veramente colpito il tuo lavoro per il demo degli Anarchy-x come è nata l’idea di diventare cover band di quel gruppo? Tra l’altro mi sembra di capire che il batterista Fabio Leperdi abbia qualche altra cover band o no ?
La musica dei Queensrÿche mi ha subito stregato, cioè da quella domenica mattina verso la metà degli anni ’80: avevo scoperto che una tv locale dopo mezzanotte si collegava con reti musicali straniere, per l’esattezza “music box”, e il sabato notte c’era lo spazio dedicato all’heavy metal. Registravo le puntate e poi me le rivedevo il giorno seguente solitamente mentre facevo colazione. Quindi quella mattina metto su la vhs e ad un certo punto sento un arpeggio magnifico ed una voce altrettanto splendida… era “take hold of the flame”: da quel momento è iniziato tutto. Successivamente mandarono in onda anche il video di “queen of the reich” e lì ci fu il definitivo colpo di grazia. I remember now, I remember how it started!!!

4. Quando verso la fine degli anni ’80 diedi vita agli Angel of Mercy nel repertorio c’erano già diverse canzoni dei Queensrÿche. il gruppo si sciolse alla fine del 93 e da allora per almeno 8 anni non ho più cercato di rimettere in piedi una mia band e mi sono tenuto lontano dal mondo musicale. È stato un periodo non certo facile, segnato anche da eventi tragici: in particolare mi riferisco alla morte di mio fratello nel marzo 2001, aveva 32 anni. Lui era un chitarrista veramente molto bravo e versatile, purtroppo le sue possibilità sono state annientate dal tumore che lo ha perseguitato per oltre 10 anni. Comunque era già da qualche mese che cercavo persone per formare una cover band e nel dicembre 2001 sono entrato in contatto con Max (voce). Cantava in una Dream Theater cover band e nel repertorio c’era anche qualche brano dei Ryche; sapevo che stava cercando elementi per realizzare una serata “evento” con solo musica dei Queensrÿche e da lì invece è si è dato vita agli Anarchÿ-x. Singolarmente ognuno di noi ha in piedi altri progetti musicali e/o collaborazioni, per questo ne approfitto per dire che Anarchÿ-x per ora resta solo la tribute band italiana dei Queensrÿche. Vedremo come si svilupperanno le cose in futuro, magari prossimamente riusciremo a realizzare anche musica nostra. 4. La vostra vocalist ha delle qualità incredibili come avete fatto a trovarla?
Beh, Valeria era la cantante negli Angel of Mercy pertanto le canzoni dei Queensrÿche non poteva non conoscerle! Quindi sapevo che sarebbe riuscita ad interpretare al meglio il ruolo negli Anarchÿ-x. Inoltre Geoff Tate è uno dei suoi cantanti preferiti, insieme anche a Midnight dei Crimson Glory, quindi due ottimi punti di riferimento. Fra l’altro io adoro Midnight, insieme a Ray Alder, e naturalmente a sua Maestà Geoff Tate, è uno dei miei vocalist preferiti in assoluto. Su Valeria la cosa da far notare è che era da diversi anni che non affrontava un compito del genere: anche lei dopo lo scioglimento degli Angel of Mercy è rimasta per un lungo periodo senza cantare e solo da pochi anni è entrata a far parte degli Urban Voices, il coro che ha partecipato alla realizzazione di “Suite Sister Mary”. Effettivamente riuscire a calarsi nella parte solista senza aver la possibilità di provare anche con una certa regolarità non fa altro che rimarcare ancora di più i suoi meriti per l’incredibile risultato che ha raggiunto. E non mi riferisco solo alla parte di Mary ma anche a tutto il lavoro vocale nel coro e soprattutto su “Someone Else?”.

5. Qual è il brano in cui avete più difficoltà nell’interpretazione e qual è lo spirito con cui affrontate il lavoro?
Hai detto una cosa molto giusta: infatti la cosa più difficile per suonare la musica dei Queensrÿche è riuscire ad interpretarla. Per questo è fondamentale essere concentrati al massimo ed essere calati nella parte. Ma credo che il segreto sta principalmente proprio nel lasciarsi coinvolgere dalla bellezza dei brani e lasciarsi trasportare dalla musica. Dal punto di vista “tecnico” può essere un vantaggio il fatto che abbiamo conosciuto i Queensrÿche proprio nel periodo storico in cui sono venuti fuori, cioè a metà anni ’80, quindi scoprendo direttamente in prima persona le sperimentazioni quasi progressive di Rage for Order, l’incredibile storia raccontata nel concept Operation: Mindcrime e così via. Lo show non ci consente particolari improvvisazioni e viene preparato in maniera abbastanza dettagliata, fra l’altro su due brani io e Fabio (batteria) utilizziamo il metronomo in cuffia per poter usufruire delle basi preregistrate. Detto questo credo che, tra quelli attualmente presenti nel nostro repertorio, il brano più difficile da rendere è “Della Brown”.

6. Quali sono le differenze tra gli Anarchy-x e Fabio Lentola solista?
Diverse, anche se va fatta una precisazione sul termine “solista”. Uno dei miei progetti musicali da solista consiste nello sviluppare il tema proposto col promo cd “Echoes from Mind”: questo brano fa parte di un contesto molto più ampio, infatti posso dire che si tratta di un’anticipazione, di un estratto di quello che, spero, sarà un album completo. “Echoes from Mind” è un brano unico di circa 18 minuti (diviso in 6 parti) in stile metal progressive e non ci sono linee vocali. In questo va considerato come strumentale ma non alla stregua dei lavori dei guitar hero, in cui tutto o quasi viene fatto in funzione della chitarra solista. Personalmente la troverei molto limitante come situazione: ovviamente è un mio personale punto di vista determinato anche dalla mia idea di musica e di come esprimere le mie sensazioni ed emozioni. Magari come arrangiamenti si può cogliere una prevalenza di chitarra rispetto agli altri strumenti (in fin dei conti è e resta il mio strumento principale) ma non diventa mai una cosa fine a sé stessa. Quindi, ritornando alla tua domanda, se negli Anarchÿ-x sono principalmente un chitarrista, a livello solista rivesto più ruoli sia come musicista sia come produzione, il che implica scegliere i suoni, gli arrangiamenti, ecc. Comunque sono ambedue situazioni molto stimolanti!




7. L’Italia è un paese un po’ particolare questo è risaputo. da cosa dipende il fatto che nei club o nei pub che dir si voglia si vuole ascoltare solo brani di altri e non brani originali?
Fondamentalmente è un problema culturale. Cioè manca lo stimolo nell’ascoltare musica originale. Questo perché innanzitutto c’è un approccio superficiale verso la musica stessa da parte dell’ascoltatore medio. Poi forse c’è anche un altro discorso da fare, legato alla qualità delle proposte. Io personalmente oggi traggo più soddisfazione nell’ascoltare prodotti di band sconosciute (anche a livello di democd) e le preferisco di gran lunga a certe produzioni blasonate; quindi ho modificato il mio criterio di ricerca nel senso che passo più tempo su internet che non nei negozi di musica nel senso che leggo le recensioni, vado sui relativi siti dei gruppi e scarico gli mp3 in modo da avere un’idea della loro musica. E questo indipendentemente dal fatto se la band ha realizzato cd ufficiali o solo demo. Se il prodotto mi piace faccio in modo di procurarmene una copia. Di conseguenza quando ci sono band che propongono musica propria non parto col preconcetto che le loro canzoni non sono all’altezza perché non hanno ancora un contratto discografico o perché non sono in copertina su una rivista a tiratura nazionale. Ripeto, è un discorso di superficialità, in un certo senso la cover rassicura di più ed è sicuramente meno impegnativa da ascoltare in quanto la si conosce già.

8. Vorresti dirci qualcosa sulla scena veneta e se scendo ci sono gruppi in grado di dire qualcosa?
La scena metal veneta è tanto vasta quanto interessante. Restando in ambito di gruppi ancora sprovvisti di contratto discografico, la proposta che trovo veramente competitiva è quella dei vicentini HYPNOTHETICALL (www.hypnotheticall.com) la cui musica è veramente difficile da definire: quello che posso dire è che sono innovativi e personali mescolando insieme elementi metal, progressive e molto altro ma con una classe e maturità veramente fuori dal comune. In un anno hanno già all’attivo due democd anche se il secondo (“Thorns”) è un album a tutti gli effetti visto che dura oltre 40 minuti. Quindi la cosa migliore da fare è visitare il loro sito, scaricarsi gli mp3 e richiedere i loro democd! Altre bands da seguire sono gli Airhead (thrash metal), i Powerful (classic metal), i Silent Scream (classic/prog metal) ma ce ne sono molte altre.Ne approfitto invece per varcare i confini veneti spostandomi più ad est per segnalarvi quello che a mio avviso è il vero scandalo a livello italiano: sto parlando dei friulani Garden Wall. Hanno già 5 album all’attivo (se non sbaglio) e sono una delle band più innovative ed originali a livello nazionale: fondono elementi metal, progressive, jazz ed avanguardia fornendo altissime prestazioni sia in studio che dal vivo. Ovviamente l’atipicità della loro proposta musicale li porta ad esibirsi molto raramente e a dover fronteggiare moltissime difficoltà… troppe! Mah, questa cosa mi rattrista molto… soprattutto quando vedo che per proposta “progressiva”, sperimentale ed innovativa si va a prendere quella di gruppi famosi ovviamente oltralpe che di progressivo ed innovativo magari hanno veramente ben poco e non c’è la giusta considerazione per gruppi come i Garden Wall che meritano molta più attenzione e considerazione di quanto hanno ora.

9. Finora hai prodotto solo demo anche se in modo professionale. quando arriverà il debutto ufficiale su full lenght?
A dire il vero un album c’è già ed è “The Noble Ancestry” dei Mind Snare, band death metal di Torino/Vicenza, lavoro uscito per la Forever Underground. Poi ho messo lo zampino anche sul primo lavoro dei padovani Somniae Status anche se il mio ruolo è stato quello di occuparmi solo di parte della registrazione, infatti il grosso del lavoro è stato fatto e curato da Alex DeRosso. Ma per me lavorare su demo piuttosto che su cd ufficiali non è un problema che mi pongo più di tanto anche perché sono io il primo a non fare particolari differenze in merito proprio per i motivi che dicevo prima.

10. Ascoltando la tua musica ho potuto notare di come tu preferisca più lavorare sulla musica in se per se che piuttosto badare alle singole note sei d’accordo?
Certo, te lo confermo. Infatti non sono e non mi considero un guitar hero nella maniera più assoluta, quindi non utilizzo certi cliché perché non me li sento appartenere. Giustamente ci si può chiedere come sia possibile realizzare un lavoro strumentale chitarristico staccandosi dalla concezione puramente solistica: beh, credo che “Echoes from Mind” sia una delle tante dimostrazioni (non di certo l’unica) che ciò è possibile.

11. Vuoi parlaci di te come chitarrista?
Beh, ho già avuto modo di dare qualche indicazione a riguardo… comunque sono autodidatta e come avrete già capito ho un’impostazione più ritmica che solista. Mi piace moltissimo suonare le chitarre acustiche sia a 6 che a 12 corde. Ultimamente nelle situazioni acustiche sto sperimentando accordature diverse per le singole corde in funzione della tonalità del brano che suono o che compongo. Posso completare il quadro aggiungendo quali sono i miei chitarristi preferiti: quello a cui mi sento più legato ultimamente è Jim Matheos dei Fates Warning anche se non posso non nominare il mio “alter ego” Chris DeGarmo dei Queensrÿche; sempre in ambito metal non mi stancherò mai di ascoltare la musica di due chitarristi tanto bravi quanto sfortunati, Randy Rhoads e Jason Becker. Un altro chitarrista eccezionale è Dan Ar Braz, chitarrista celtico che mi trasmette emozioni indescrivibili!

12. Mostrati ai nostri lettori ?
Beh, che ti posso dire? La morte di mio fratello Mauro ha cambiato molte cose in me. Vivo molto più alla giornata, nel senso che non faccio progetti a lungo termine ma cerco invece di essere molto più concentrato sull’istante, pronto a vivere tutto quello che mi può capitare di buono nella maniera più positiva ed ampia possibile. In questi mesi mi sono successe delle cose fantastiche, ho coronato dei miei piccoli sogni ma da queste piccole cose se ne sono sviluppate altre che sinceramente mai e poi mai avrei lontanamente previsto! Una su tutte: il 4 e 5 ottobre gli Anarchÿ-x suoneranno al Progpower Europe 2003 che si terrà a Baarlo in Olanda; Stefano, non posso neanche dirti a parole cosa significa questo per me! La strada che ho scelto di percorrere è lunga ed ancora in salita, soprattutto quando non hai le possibilità di attuare completamente le tue idee e soprattutto quando sei alle prese coi problemi quotidiani che ti lascio immaginare, ma io ho visto una persona lottare ogni giorno con tutte le sue forze per anni e anni, senza perdersi mai d’animo; fino all’ultimo, quando le forze glielo hanno consentito, riusciva a “indossare” la chitarra e a comporre, a registrare e a suonare anche live.Per questo dico che non possiamo chiudere le porte ai nostri sogni, mai.

13. Qual è il tuo attuale equipaggiamento ?
Come chitarre elettriche ho una ESP MII CUSTOM e una B.C. RICH, come acustiche ho una OVATION LIMITED EDITION del 1991 (splendida!!!) e una 12 corde della JASMINE, sottomarca della TAKAMINE. In più conservo quelle che erano di mio fratello, cioè una IBANEZ STEVE VAI 7 corde, una HERITAGE (in pratica una GIBSON LES PAUL CUSTOM) e una TAKAMINE 12 corde. Come strumentazione utilizzo il sistema pre/finale/casse con TRIAXIS, NINETY e casse MESABOOGIE con coni ELECTROVOICE. Spesso mi diverto anche col POD2 della LINE 6, soprattutto quando suono a casa o quando non ho voglia di portare tutta la strumentazione alle prove!

14. Ed in assoluto qual è la chitarra con cui preferisci suonare sia in studio che live ?
La chitarra con cui mi trovo meglio in assoluto è la ESP su cui ho montato due pick up humbucker SH5 della Seymour Duncan che mi danno un suono pieno ed equilibrato sia nei puliti che nei distorti.

15. Quale potrebbe essere la carta vincente per risvegliare definitivamente il mercato italiano nei riguardi dell’heavy metal?
Tutto si racchiude in una parola: professionalità nel senso più ampio del termine. Il metal è vivo, oggi più che mai. Basta pensare per esempio al numero di riviste nazionali che si possono trovare in edicola e al sempre più crescente numero di manifestazioni e concerti nel nostro paese. Tuttavia ci si scontra con situazioni spesso al limite del ridicolo e questo non fa affatto bene. Ma ognuno deve fare la sua parte, da una parte e dall’altra; anche il più piccolo contributo può servire a migliorare la situazione e bisogna crederlo e crederci perché questo è un paese che ha un’infinità di risorse ma non vengono affatto sfruttate!

16. Come mai in italia non ci sono etichette indipendenti specializzate in heavy metal ?
Mah, anche qui mi è difficile rispondere. Credo che bisogna affrontare le cose in modo più “passionale”, non da ragionieri. Insomma, non vorrei ripetermi ma si ritorna sempre al solito discorso: bisogna essere spinti da un reale interesse e passione nel fare questo tipo di cose. Soprattutto quelle in campo artistico.

17. Dacci un buon motivo per ascoltare la tua musica?
Non c’è un motivo particolare, quello che è importante è che ci sia curiosità e mente aperta nell’ascoltare qualsiasi tipo di proposta musicale.Comunque come Anarchÿ-x può essere interessante sentire come interpretiamo le canzoni e, nel mio caso specifico, non basarsi solo sull’aspetto chitarristico ma anche dal punto di vista della produzione, il che vuol dire per esempio ascoltare il “restyling” che ho apportato ai brani, alcuni dei quali non dimentichiamolo sono stati scritti oltre 15 anni fa.Come “solista” mi è più difficile rispondere proprio per il contenuto delle mie composizioni: nel caso specifico di “Echoes from Mind” affronto situazioni molto personali ed intime, spesso frutto di una mia analisi interiore in cui mi metto io stesso in discussione. È un lavoro sicuramente non di immediata comprensione, anche “cerebrotico” (incrocio fra cerebrale e cervellotico) però credo che un ascolto lo meriti.

18. Abbiamo concluso puoi lasciare un messaggio ai posteri?
Beh, più che ai posteri preferisco lasciarlo ai miei contemporanei! Quindi dico di non perdersi mai d’animo di fronte a qualsiasi difficoltà. Sto notando con immensa soddisfazione che ci sono tante persone che nonostante le difficoltà riescono a metterci passione nelle cose e credono in quello che fanno al di là delle mode o degli interessi economici o personali. So che la situazione musicale (ma non solo quella) è particolarmente frustrante ma di certo non è facendo gli struzzi che le cose si mettono a posto.Comunque prima di chiudere ringrazio i lettori di Tempi Duri per l’attenzione che mi è stata rivolta ma soprattutto voglio ringraziare ancora una volta te e tutto lo staff per la gentile e preziosa opportunità che mi avete offerto e per il supporto che state dando a tutto il metal italiano. Grazie ancora!!!

Stefano Bonelli