INTERVISTA CON I FUTURE IS TOMORROW
Bene ragazzi intanto complimenti per questo demo che mostra una band con tanta voglia di fare ma soprattutto di migliorarsi sempre di più ,volete spiegare ai lettori di TD qual è il concetto che sta dietro ad un nome così altisonante come il vostro ?
Gadjet: Il nome del gruppo ha due significati principali. Il primo, leggendolo per esteso (Future Is Tomorrow) è un'esortazione a vivere il presente in funzione di quello che l'oggi può offrirci. Questo ovviamente non significa che bisogna vivere alla giornata, ma che il futuro si costruisce ogni giorno, e non ci si deve dimenticare di godere dei piccoli momenti che ci scorrono continuamente tra le dita mentre progettiamo il nostro domani.
Preso in acronimo, invece, il nome diventa FIT, ovvero la regola retorica dell'aptum (fra i molti significati della parola…), per la quale ogni discorso deve essere adatto al proprio contesto. Questo è un richiamo ad una certa integrità e coerenza nella nostra proposta musicale, che nonostante varie contaminazioni presenti e future, resta pur sempre metal.
Volete spiegare brevemente in che modo si è formata la band?
Field: è successo più o meno così: Gadjet aveva intenzione di formare un gruppo (impatto Savatage, tiro Soilwork, senso del prog Symphony X), tramite un insegnante di batteria è venuto a conoscenza di Grave, il quale ha tirato in ballo me come bassista e a mia volta ho chiamato Tega alla voce e Pablic alla chitarra…queste sono le origini.
Quali sono state le maggiori difficoltà che avete incontrato durante la registrazione del demo ?
Gadjet: Non sono state di sicuro registrazioni facili, soprattutto perché era la prima esperienza dentro ad uno studio per ognuno di noi. Penso che questo si avverta ascoltando il demo, ma tutto questo ci ha permesso di maturare e di creare una certa compattezza all'interno della formazione, che si nota ora in fase live.
C'è da dire anche che il gruppo è nato nell'aprile 2003, e siamo andati a registrare agli inizi di ottobre, scelta questa forse un po' affrettata ma che sta dando risultati decisamente positivi.
Pablic: Credo che si possano sintetizzare in una: il fatto di dover essere il più possibile professionali pur non essendo dei professionisti.
Visitando il vostro sito mi sono potuto rendere conto di quanto il gruppo sia unito dall'amicizia molto simpatica la gag del bozzolo che si trasforma in farfalla ed è proprio così che io vi vedo dopo aver ascoltato il vostro materiale in quanto si sente che non tutte le potenzialità del gruppo sono uscite fuori siete d'accordo ?
Gadjet: Come detto prima, la registrazione tradisce una certa inesperienza di fondo, ma abbiamo lavorato sodo per porvi rimedio, e speriamo che con la prossima prova dietro ai microfoni riusciremo a dimostrarlo. Intanto possiamo dire che il nostro punto forte è il live, ma fortunatamente non si finisce mai di crescere. Il bello di fare musica è anche questo.
Come la scena metal delle vostre parti c'è collaborazioni tra le varie bands oppure ognuna pensa al proprio tornaconto ?
Gadjet: Tendenzialmente ognuno fa per sé, e ben pochi arrivano a risultati apprezzabili. Solo recentemente si notano dei movimenti che cercano di dare alla scena una seppur minima aggregazione, ma c'è bisogno di maggior organizzazione a riguardo. A complicare il tutto, la comune scarsità di locali dove suonare questo genere, in un ambiente che favorisce solo le cover band che propongono le hit del momento.
Pablic: Oltre a far parte in pianta stabile dei F.I.T., io, Tega, Field e Grave suoniamo anche in altri gruppi; qui il fatto che i componenti di varie bands ne formino altre di nuove è qualcosa di abbastanza diffuso e, a mio parere, è un' ottima cosa: permette lo scambio di idee e fa in modo che la gente riceva molti stimoli diversi, migliorando così i singoli musicisti e la "scena" nel suo complesso.
Il materiale che vi apprestate ad incidere in che modo sarà diverso da quanto ascoltato finora?
Gadjet: I nuovi pezzi saranno di sicuro più diretti dal punto di vista dell'impatto e più curati arrangiativamente. Occupandoci in primissima persona delle registrazioni, possiamo permetterci di impiegare il tempo che riteniamo necessario alla ricerca dei suoni che possono rendere meglio ciò che abbiamo in testa, cosa che ci è stata negata nell'incisione del demo in quanto, per dirla molto prosaicamente, pagavamo lo studio all'ora…
Alla fine è un'eterna scommessa, e non possiamo fare altro che andare avanti per la nostra strada, componendo la nostra musica e sperando che questa incontri le domande dei discografici.
Pablic: Sarà migliore!! Oggi siamo più coscienti dei nostri mezzi ed abbiamo un sound decisamente più compatto; inoltre, pur continuando Gadjet ad essere la principale mente compositiva della band, nei pezzi che faranno parte del nuovo demo c'è un maggiore apporto del gruppo nella fase di stesura dei brani.
Sicuramente l'avvento del PC ha cambiato molto il modo d'intendere la musica oggi con programmi come un buon Cubase si può creare musica stando comodamente a casa qual è il vostro pensiero a riguardo e ditemi anche cosa e pensate della annosa questione riguardante gli mp3?
Gadjet: Sicuramente il PC ha costituito una grossa evoluzione permettendo virtualmente a chiunque di avere un piccolo studio casalingo per concretizzare le proprie idee. Anche oggi, però, il livello raggiungibile con questo strumento non permette di andare oltre pre-produzioni o demo, in quanto un plug-in per modelli fisici non può sostituire un amplificatore per chitarra, un microfono con un preampli valvolare o un sintetizzatore analogico, e tutto questo si sente. Inoltre anche strumenti di base ancora più essenziali, come una coppia di buone casse per fare il mixaggio, costa cifre proibitive, per non parlare di una scheda audio dotata di buoni convertitori.
Personalmente, sono molto favorevole agli mp3 come mezzo di diffusione musicale. Io sono il primo ad ammettere di scaricare una o due canzoni di un gruppo che non conosco ma di cui sento parlare bene, e poi vado inevitabilmente a comprare il cd.
Una caratteristica decisamente apprezzabile nel metal è che un album non è una collezione di due o tre singoli molto curati e altri dieci o più pezzi che costituiscono un mero riempitivo. In questo genere musicale tutti i brani sono in genere allo stesso livello, e l'esempio migliore penso siano i concept album.
Tuttavia da audiofilo sono molto critico verso questo formato digitale, in quanto fa perdere cospicua parte della qualità della musica. Oddio, anche la compressione selvaggia dei mastering degli ultimi anni ne è complice, ma questa è un'altra storia…
Pablic: Personalmente faccio fatica ad apprezzare la musica fatta da chi non suda sul suo strumento e non ho mai visto nessuno sudare per premere i tasti di un computer; degli mp3 penso che siano un buon mezzo per far circolare la musica in internet (musica che magari non ha degli spazi sugli altri mass media), ma questo non deve avvenire a scapito del musicista. Ho sentito di gruppi che a causa delle scarse vendite dei loro dischi, distribuiti gratuitamente nel web senza il loro permesso, faticano a raccimolare i soldi per partire in tour: questo è un peccato perché il concerto dal vivo rimane lo strumento migliore per la circolazione della musica ed il vero banco di prova per un gruppo.
A Livello di contratto discografico come siete messi invece ?
Gadjet: Male, ovviamente…
Field: Non conosco questa parola…
Pablic: Siamo al livello di non averne uno…
Quali sono i dischi che avete ascoltato ultimamente e che vi sono piaciuti ?
Gadjet: Tanto per citare solo l'ultimo in ordine temporale, mi sto prendendo bene per "The Human Equation" degli Ayreon, gruppo (se così si può definire) che adoro.
Pablic: ultimamente sto ascoltando molto death metal ( soprattutto Cynic e Atheist) e sto dando una rispolverata alla discografia dei Primus; per quanto riguarda le uscite discografiche più recenti, ho apprezzato molto l'unplugged dei Pain Of Salvation, band di cui sono un grande estimatore.
Field: sono preso dentro da Punk Jazz di Jaco Pastorius, il Greatest Hits di Björk e The Odyssey dei Symphony X.
Cosa si potrebbe fare secondo voi per migliorare il metal in italia?
Gadjet: La risposta non è facile, perché ci sono infiniti fattori da considerare. Da bravo friulano quale sono, propongo di continuare a suonare la nostra musica a testa bassa, in modo da poter partire a passo di carica appena si aprirà un piccolo, favorevole spiraglio.
Bene siamo giunti al termine volete aggiungere qualcosa?
Gadjet: Grazie mille per averci dato l'opportunità di far sentire la nostra voce in rete, e buon lavoro a tutti!!!
Field: Grazie per la disponibilità e l'opportunità…HEAVY METAL RULES!
Stefano Bonelli