INTERVISTA AI FLUIDO ROSA
E’
davvero con vivo interesse che finalmente Tempi Duri vi da la possibilità di
leggere quest’intervista che faremo insieme a Danilo Cherni tastierista del
gruppo che é riuscito ad incarnare ed a catturare lo spirito dei Pink Floyd
attraverso la realizzazione di questo che credo sia il miglior tributo italiano
per quanto riguarda il gruppo inglese, direi che possiamo cominciare senza
indugio alcuno e questa é la prima domanda.
Ciao Danilo come va ? Per questa vostra realizzazione che finalmente ci da la
possibilità di ascoltarvi quanto ci pare e piace e gustare qualcosa di
estremamente piacevole,
da
quanto tempo esiste la band?
Tutto
bene, grazie. Il gruppo esiste dal 1993 ed abbiamo iniziato subito alla grande
suonando al Palladium che a quel tempo era il tempio del rock. E’ stata una
bella esperienza suonare davanti a 1500 persone così di botto, con l’aiuto di
Radio Rock che all’epoca ci voleva bene, poi purtroppo questo amore é sfumato,
ma non per colpa nostra.
La
band è sempre stata la stessa ,oppure c’é stato il solito percorso di entrate
ed uscite di elementi ?
Più o
meno sempre la stessa formazione, sono cambiati più volte solo i batteristi e
una delle coriste.
Da
chi é nata l’ídea di formare un tributo come questo ?
Dal
bassista Adriano Lo Giudice che ci propose di scegliere tra Pink Floyd e Santana.
La maggioranza votò per i primi.
Certamente interpretare la musica dei Pink Floyd non é cosa semplice, con quale
spirito avete affrontato un’avventura del genere che vi ha dato comunque delle
soddisfazioni, immagino?
Per
alcuni di noi é stata una scoperta, per altri una conferma. Personalmente amo
molto la musica dei Pink, l’ho sempre suonata fin da piccolo. Certo, eseguirla
ad alto livello con un gruppo di professionisti é tutt’altra cosa. Alcuni
componenti del gruppo non sono riusciti ad entrarci subito ma, man mano hanno
recepito la forza e il fascino di questo gruppo leggendario e della sua musica.
Qual é il brano che vi mette più in difficoltà durante la sua esecuzione?
In
realtà nessuno in particolare. Dopo 13 anni di attività i brani sono quasi
automatici. Sai con la musica dei Pink non é un problema tecnico ma di stile.
Riuscire a cogliere le sfumature e a capire quel modo peculiare di suonare gli
strumenti, oserei dire da non-musicisti, questo é difficile. Le partiture dei
Pink sono di una semplicità estrema ma il loro modo di eseguirle é molto
personale ed originale, é lì che “casca l’asino”.
Nei
vostri spettacoli in che modo cercate di ovviare alle mancanze visive che
indubbiamente hanno la loro importanza nei concerti originali?
Beh,
non ce ne preoccupiamo più di tanto anche perché sarebbe impossibile con i
nostri piccoli mezzi riproporre quello spettacolo meraviglioso ma anche molto
costoso. Cerchiamo solamente di far parlare il più possibile la musica. Qualche
volta, laddove é possibile, facciamo proiettare un dvd di nostra fattura con
delle immagini ma solo su alcuni pezzi.
Per
quanto riguarda invece gli effetti sonori che sono presenti nei dischi originali
in che modo gestite questa cosa?
Di
queste cose me ne occupo io personalmente e semplicemente mi sono campionato
tutto quello che era possibile laddove i rumori di ambiente erano fondamentali
nel brano.
Devo dire che la scelta di chiamarvi Fluido Rosa é stata davvero azzeccata ma
sappiamo che questi due acronimi non sono la traduzione del monicker inglese
puoi dirci qual é la vera origine del nome originale?
Ma,
sembra che si riferisse a due cognomi di due bluesmen cari ai Pink Floyd, però
qualcuno parla di altri significati. Per questo argomento vi rimando al nostro
sito dove c’é un interessante scritto di Gabriele Marciano, il nostro cantante.
Qual é il disco dei Pink Floyd che più vi é rimasto nell’anima ?
Anche
qui se rivolgessi la stessa domanda ad ognuno dei componenti avresti risposte
diverse. Per quanto mi riguarda direi la suite “Echoes” che si trova sull’album
“Meddle”.
So
che affronterete la realizzazione di TheWall dal vivo la domanda sorge spontanea
(come diceva qualcuno) costruirete il muro anche voi ?
Nello
spettacolo “The Wall” abbiamo elementi scenici come il muro, gli attori e molte
proiezioni, ma purtroppo visto il costo elevato dell’operazione riusciamo poche
volte a realizzarlo. In ogni caso, per chi fosse interessato (approfitto per un
po' di pubblicità, consultate anche www.fluidorosa.it) il 28 febbraio 2006
eseguiremo tutta l’opera “The Wall” a Roma nel locale Stazione Birra questa
volta con l’aggiunta anche di un balletto preparato apposta per l’occasione.
Nel
disco é presente un brano inedito che per altro risente parecchio e non potrebbe
essere altrimenti dell’influenza floydiana, trovate che la cosa a lungo andare
possa essere d’intralcio verso un ispirazione più personale oppure la cosa non
vi tocca minimente ?
Il
brano presente nel disco é un rifacimento di un brano che Maurizio Perfetto (il
chitarrista) scrisse 10 anni fa per i Fluido Rosa. Ora stiamo pensando ad un
nostro CD di brani inediti in italiano ma con una maggiore larghezza di vedute,
cercheremo cioé di liberarci un po' dal legame che ci unisce inevitabilmente al
gruppo inglese anche se le influenze saranno ovviamente presenti.
Come siete riusciti a contattare un musicista prestigioso come Derek Wilson?
Beh,
noi lo conosciamo e ci lavoriamo insieme dal 1987, quindi era una vecchia
conoscenza. Abbiamo suonato con lui per Venditti sia in studio che in tour
quindi ci é sembrata una logica continuità.
Bene siamo giunti al termine de nostro spazio vuoi aggiungere dell’altro?
Beh,
vorrei ringraziarti per averci regalato questo spazio e concluderei “lunga vita
a tempi-duri!”, ciao!
Stefano Bonelli