Foghat (Roger Earl)
Intervistare uno dei gruppi che ha reso grande l’America, ovvero i meravigliosi Foghat, è uno dei miei sogni che si avverano! Ho l’opportunità di parlare con Roger Earl in persona, batterista del gruppo, che insieme a Tony Steven mantiene ancora alto il nome della band. Ciao Roger! E’ un vero piacere ed è un onore poter trascorrere un pò di tempo con te, anche se tramite e.mail. Come mai avete intitolato il vostro cd “Family Joules”?
Ciao Stefano, Beh, dopo aver terminato il CD, avevamo l’intenzione di chiamarlo ‘vino rosso grande’, e avevamo deciso che andava bene. Stavamo tutti pensando a dei nomi quando Bryan ha suggerito ‘JOULES’ invece di ‘JEWELS’ (‘GIOIELLI’, NdT), che significa ‘Una misura di Energia’. E noi abbiamo tanta energia! Com’è che Charlie Hunn, membro della band del leone di Detroit Ted Nugent, si è unito ai Foghat?
Ted, nella sua infinita saggezza, ha deciso di far uscire Charlie dalla sua band. Charlie in seguito si è unito agli HUMBLE PIE, per rimpiazzare il nostro vecchio compagno Stevie Marriott. Io e Dave abbiamo avuto l’opportunità di vedere cantare Charlie con gli HUMBLE PIE a metà degli anni Novanta, quando hanno aperto per noi a Toledo, Ohio. Siamo rimasti impressionati. Dopo la morte di suonare senza Dave. Ma, anche Dave mi aveva detto prima di morire che avremmo dovuto continuare a suonare la nostra musica. Ho ricevuto molti CD e molti nastri da diversi cantanti, ma io mi ricordavo della voce di Dave da quello spettacolo a Toledo. L’ho chiamato ed il resto è storia!
Dall’ascolto del cd traspare il fatto che vi siate divertiti molto a suonare. Pensi che questo sia importante in un gruppo come il vostro?
SI! Siamo stati sempre accusati di divertirci troppo. Ma non è il divertimento la cosa più bella da provare?
Pensi che il suono della chitarra slide sia ancora attuale nel 2003? O siete voi, in quanto band del passato, che volete conservare il vostro suono?
Per noi la slide guitar, in qualunque periodo, se Bryan la sta suonando, sarà sempre molto importante!
Ovviamente ho conosciuto i Foghat solo musicalmente. Ci puoi ricordare, per piacere, la figura di Lonesome Dave Peverett, che io considero a livello personale uno dei grandi frontman del mondo?
Dave aveva un vero cuore Rock! Ogni volta che suonavamo da qualche parte, Dave dava sempre il 110% alla sua esecuzione. Lo amavo come un fratello di madre diversa. Dave non si dimenticava mai come essere un fan. Aveva una conoscenza tremenda della musica blues e del rock. Era una biblioteca del rock vivente. Era una persona abbastanza calma fuori dal palco , ma quando le luci si accendevano e il pubblico cominciava ad acclamare…lui si accendeva come un albero di Natale!
Come consideri “Family Joules” rispetto a ‘Energized’ o a ‘Foghat Live’?
In relatà non mi piace molto fare paragoni tra i nostri dischi. Non abbiamo mai registrato canzoni che non ci piacevano. Per ciò, mi piacciono tutte le canzoni su ‘Family Joules’, su ‘Energized’ e su ‘Foghat Live’.
Ne è passato di tempo da quando avete iniziato. Secondo te, quali sono i gruppi che hanno ancora qualcosa da dire oggi?
I Rolling Stones, i Little Feat, Bruce Springsteen, Edgar Winter, John Fogerty....ci sono tante grandi bands in giro.
Linda mi ha detto che tempo fa siete stati in Italia. Pensate di tornare per qualche concerto?
SI GRAZIE! Amo il vostro paese. La gente è meravigliosa, il paese è bello, il cibo è straordinario….e il vino assolutamente delizioso. Penso che in una vita passata sono stato un Italiano. Infatti, mio padre mi diceva sempre “Figliolo, c’è un po’ di sangue romano in noi”. Non vediamo l’ora di tornare e ci piacerebbe suonare lì da voi e scuotervi fino in fondo a suon di Boogie!
Questa è una domanda che ho fatto anche ai Power of Omens. Che cosa è cambiato nella vostra vita e nella vostra musica dopo l’11 Settembre?
Noi viviamo appena fuori New York. Conoscevamo delle persone che sono morte l’11 Settembre. E’ stato molto triste. Uno spettacolo d’orrore dal vivo. Ma...noi non abbiamo permesso a questi figli di puttana di terroristi di impedirci di suonare. Invece di volare, abbiamo guidato per 900 miglia verso il primo concerto la settimana seguente all’attacco, e i nostri fans l’hanno profondamente apprezzato. Le nostre vite sono cambiate molto dopo l’11 Settembre. C’è molta più sicurezza dappertutto, e noi abbiamo perso una bella quantità di libertà a causa di quello che è successo, specialmente quelli di noi che viaggiano molto, come facciamo noi. Ma la vita deve andare avanti…e quelli di noi che amano la libertà e il Rock’n’Roll vinceranno. Non riesco a immaginare Osama Bin Laden battere i piedi al suono di ‘Slow Ride’!
In quanto batterista del gruppo, come si è evoluto il suono della batteria dagli anni Settanta ad oggi?
Negli anni Settanta usavo una batteria Ludwig, ma negli anni 90 sono passato alla DW. Il suono della mia batteria è rimasto coerente negli anni, ma se tu parli del suono ‘attuale’ della batteria, in quanto la batteria è uno strumento acustico,, il suo suono cambierà in base alla stanza o all’ambiente in cui stai suonando. E, naturalmente, in base anche ai microfoni che usi e dove li piazzi.. Mi piace il suono di batteria che avevo negli anni 70 e mi piace il suono che ho adesso.
Chi sono, secondo te, i più importanti batteristi sulla scena attuale?
Tutti noi siamo importanti! Cos’è una Rock’nRoll band senza un batterista decente? Siamo noi che facciamo sembrare bravi i chitarristi!
Tornando al cd, quali sono i tuoi pezzi preferiti?
Mi piacciono tutti...è come dover scegliere tra uno dei tuoi figli...Mi piace Thames Delta Blues, Self-Medicated, I’m a Rock’nRoller, Mumbo...Oh..Mi piacciono tutti.. Mi sono divertito un sacco a fare questo disco e ci piacciono tutte le canzoni!
Ho notato che la canzone “I’m a Rock’n’Roller” potrebbe essere facilmente scambiata per un pezzo degli AC/DC epoca Bon Scott. E’ stato un fatto deciso a tavolino o è parte del vostro background?
Mi piacciono gli AC/DC. Che grande chitarrista che è Angus! Può unirsi ai Foghat quando vuole! Anche se potrebbe sentirsi un po’ stretto sul palco! No, non è stata una cosa programmata e il nostro background è vario, e poiché ognuno ha contribuito alla composizione di questo cd, il risultato finale è abbastanza diverso!
Ok, sfortunatamente siamo al termine. Prima di salutarci, vorrei esprimerti il mio sincero rispetto e la mia ammirazione e voglio sottolineare che il vostro nuovo cd è semplicemente incredibile e pieno di slide guitar! Vuoi dire qualcosa ai navigatori del sito web “Tempi Duri”?
Si! Non vediamo davvero l’ora di venire a suonare in Italia. E grazie veramente per il tuo supporto nel corso degli anni. Il gruppo lo apprezza davvero. E noi siamo molto, molto contenti che ti piaccia molto ‘FAMILY JOULES’!
Keep on Rockin’ Roger
Grazie molte, Roger! Ci vediamo alla prossima!
Stefano Bonelli