INTERVISTA A GIANLUCA FERRO


Ciao Gianluca permettimi di farti i più vivi complimenti per questa tua realeas assolutamente interessante che mostra che anche in Italia si può fare musica di un certo livello.
Cosa porta ad un musicista come te a registrare un cd da solista?
Innanzitutto grazie,è un' affermazione importante ! Il progetto nasce innanzitutto dall' esigenza di confrontarmi con me stesso, di cercare una voce intima nella mia creatività . Sentivo la necessità di scrivere musica in un modo più astratto e scevro di compromessi. Poi c'è la mia passione per i dischi strumentali; il primo che ascoltai fù "Passion and Warfare" di Steve Vai e ne rimasi folgorato…In un certo senso la musica è un linguaggio autosufficiente, non ha bisogno delle parole; La sua natura è incorporea, intangibile e quindi più spirituale rispetto alle forme di comunicazioni convenzionali.

Ho potuto notare ascoltando il tuo cd le diverse influenze che indubbiamente hanno contribuito moltissimo alla direzione artistica che ha il lavoro in questione, e quindi chitarristi come Allan Holdsworth Joe Satriani e Frank Zappa sono nomi che tu hai sicuramente nel tuo Dna sei d'accordo?
Sono d'accordissimo! Credo che il disco abbia molte atmosfere in comune con la musica di Holdsworth, alcune soluzioni armoniche riflettono la mia devozione nei suoi confronti.. E' una mente musicale eccelsa, un vero genio! Per quanto riguarda Satriani e Steve vai credo proprio di averne assorbito le influenze inconsciamente nel corso degli anni, sono certo che nessun chitarrista rock possa ignorare il peso che questi due chitarristi hanno esercitato sul panorama della musica strumentale. Frank Zappa è una mia passione relativamente recente, una personalità complessa e poliedrica; lo reputo un grande innovatore, un pioniere che ha unito cultura freak e serietà compositiva aprendo le frontiere al cosiddetto "Rock colto".




Pur essendo abbastanza giovane ha già avuto la possibilità di collaborare con diversi artisti, qual è la collaborazione che artisticamente parlando ti ha fatto crescere come musicista?
A dire il vero un pò tutte...Ogni collaborazione è momento di crescita sia sotto il profilo professionale che artistico. La collaborazione con Scott Mc Gill mi ha dato molto in termini musicali, è stata un occasione di confronto e ho imparato molto dal suo modo di intendere l'armonia. L' esperienza con Andrè Matos mi ha dato molto dal punto di vista umano, lui ha una personalità straordinaria, musicalmente eccelsa eppure estremamente umile.

Certamente registrare un disco come questo in Italia vuol dire non fare soldi anche perché il target cui si rivolge è fatto da un pubblico che ha un età medio alta, non potrebbe esser controproducente fare un disco così?
Sicuramente un progetto di questo tipo non ha grosse prospettive commerciali, non è un disco nato per assecondare mode o tendenze musicali. Inizialmente volevo solo scrivere dei pezzi strumentali, quasi per gioco; non avevo ancora deciso di pubblicare il lavoro... Involution è un disco che risale a tre anni fa ed è stato pubblicato solo ora; nel frattempo ho cambiato molto il mio modo di scrivere, sono cresciuto come chitarrista e come "compositore" , riesco a strutturare meglio le mie idee ma a tuttoggi, quando scrivo, penso solo a fare qualcosa di stimolante e divertente; non penso che la musica possa avere una reale evoluzione quando viene concepita solamente in termini commerciali.





Durante l'ascolto ci accorge che tu sei un chitarrista molto tecnico ma che non disdegna un certo gusto per la melodia anche se inserita in discorso intrinseco puoi dirci qual è secondo il giusto equilibrio che deve impostare al momento del registrazione?
Sai è molto difficile risponderti poichè l'equilibrio è una questione molto personale, soggettiva. Per quanto mi riguarda varia molto a seconda dei periodi...Quando ho scritto i brani di Involution ascoltavo musica molto tesa armonicamente: Holdsworth, Thordendal, Webern, Messiaen, John Zorn...Volevo realizzare un disco "spigoloso". Ora sono molto affascinato dalla melodia e dal groove pur continuando ad amare le armonie "futuristiche".
Ho visto che in alcuni brani è stata usata un v-drum ,come mai questa scelta non si poteva usare un batteria vera diciamo così?
Inizialmente la V-drum ci pareva una soluzione adatta ai pezzi più sperimentali... La maggior parte dei brani è suonata con una batteria acustica mentre per altri cercavo un mood molto tecnologico, quasi robotico; credo ancora che sia stata una scelta adatta per quella tipologia di pezzo ma, se dovessi registrare qualcosa di nuovo, utilizzerei la batteria microfonata su tutto il disco, magari con delle sequenze di percussioni elettroniche scritte su sequencer.

Questo cd avrà un seguito oppure si è trattato di un tuo sfogo personale?
Ci sarà indubbiamente un seguito... Da tempo stò registrando e catalogando tutte le nuove idee, alcune di esse sono scaricabili dal mio sito internet; si tratta di versioni provvisorie con sequenze programmate che verrano ri-suonate dai musicisti con i quali collaborerò !Stò cercando di integrare maggiormente il gusto della sperimentazione con il piacere dell'ascolto !

Hai intenzione di portare questo lavoro dal vivo ?
Sì, ho una nuova formazione che non ha ancora un nome, proporremo cover di Dream Theater, Rush, Genesis, qualcosa di fusion e ricaveremo lo spazio per suonare qualcuno dei miei brani. Credo che una serata completamente strumentale, specialmente con le atmosfere contorte di involution, rusulti pesante, inoltre così posso dar sfogo la mia vena rock ! Presto saranno pubblicate le date sul mio sito !





Bene siamo giunti al termine del nostro spazio vuoi aggiungere qualcosa ?
Voglio ringraziarti per avemi dato l' opportunità di parlare del mio modo di fare musica e di pensare ad essa, vorrei inoltre rivolgere un invito a tutti i musicisti che sentono il fatto di sviluppare una propria personale voce come una necessità: la musica è il linguaggio più profondo e potente che conosciamo, seguire il proprio istinto è difficile ma è il modo migliore per contribuire alla evoluzione di questo spendida, misteriosa forma d' arte !



Ok grazie alla prossima, Stefano Bonelli.