INTERVISTA AI GRAAL


Intervista ai Graal sulla scena musicale romana possiamo vantarci di avere delle ottime bands primi fra tutti i DGM che ormai non hanno bisogno di presentazioni ed ora arrivano i Graal a ribadire il concetto sulla qualità medio alta delle nostre bands.
Allora innanzitutto davvero complimenti per la vostra interessante proposta musicale la prima domanda è la seguente da quanto tempo esistono i Graal?
La band si è formata all'incirca due anni fa dalla fusione di tre gruppi Hard Rock del panorama romano.

Come mai avete scelto questo monicker visto che fate una musica assai diversa da ciò che monicker come questi farebbero pensare in realtà?
Il monicker Graal ci è piaciuto fin dall'inizio: siamo convinti che il nome sia appropriato al genere di musica che proponiamo, anche perché nelle nostre canzoni non sono rari gli episodi che rimandano la fantasia di chi ci ascolta, a immagini e ambientazioni di tipo medioevale, soprattutto nei numerosi interventi delle chitarre acustiche. Una canzone come Realm of Fantasy, non è forse abbastanza graal?
Qual è l'età media della band, vi chiedo questo perché la vostra musica è piena di richiami anni settanta e per proporre un certo genere si deve avere una enorme cultura musicale che si raggiunge solamente essendo in là con gli anni, non dico che bisogna avere cinquant'anni ma quasi, che mi dite in questo senso?
Siamo tutti più o meno sui 35 anni. Non crediamo che per proporre un genere musicale che sia Rock, Hard Rock, Heavy Metal, sia necessaria una cultura musicale che sia al di sopra della media, anche perché consideriamo la musica puro istinto. A conferma di ciò possiamo dire di aver suonato con persone molto preparate e grandi conoscitori di musica, ma che nel comporre mancano di anima e di spontaneità. Quindi l'età e la cultura, secondo il nostro modesto parere, sono fattori poco rilevanti nell'esprimersi musicalmente.

So che state per uscire con un full length in che modo sarà diverso da quanto abbiamo ascoltato nel demo?
Tanto per cominciare, rispetto al demo c'è stata l'aggiunta di un quinto elemento, Danilo Petrelli alle tastiere, che caratterizzerà sempre più il suono dei Graal. Poi, grazie al lavoro di missaggio svolto, i 10 pezzi contenuti nell'album godranno di una sonorità che crediamo renderà merito al genere proposto, e in cui anche i vari arpeggi di chitarra avranno il giusto risalto.





Come mai avete scelto questo target e non un genere diciamo più consono alla richiesta del mercato, non pensate di rendere le cose ancora più difficili di quello che sono?
Come dicevamo prima, per noi la musica è vero istinto; non ci saremmo mai potuti sedere a tavolino, discutere sul genere del momento e cercare di vendere più copie. Gruppi che fanno Hard Rock e ragionano con la mentalità da marketing, crediamo sminuiscano la purezza della musica, ma soprattutto delle idee. La musica è un viaggio tra i più belli, e se anche in questo campo dovessimo cominciare a mettere i paletti, le censure e le proibizioni, da qui a indossare una giacca e una cravatta mentre suoniamo, il passo sarebbe brevissimo. Quando la musica si fa col cuore, non sei tu a scegliere lei, ma è lei che sceglie te per venir fuori ed essere ascoltata.
Per Andrea; quali sono i chitarristi che ti influenzano di più visto l'uso che fai del uauah?
Chiariamo subito una cosa: le parti di chitarra con il uauah, sono suonate da Francesco Zagarese, che si occupa anche di tutti i solo sia del demo che del disco. Per quanto riguarda me, non credo di aver assimilato lo stile di nessuno, non per eccesso di originalità, semplicemente perché i chitarristi che ammiro non mi hanno influenzato, ma mi hanno fatto amare il genere che oggi, attraverso i Graal, cerco di proporre nel miglior modo possibile. La coppia Gorham/Robertson dei Thin Lizzy, Ace Frehley, Gary Moore e Ronnie Montrose, sono solo alcuni dei nomi che più apprezzo nello sconfinato mondo dell'Hard Rock.

Ritieni che sia giusto che per suonare un genere come il vostro si debba avere una buona tecnica ed un buon background?
Per quanto riguarda il backround, basta risalire di qualche domanda. La tecnica, invece, è un qualcosa di estremamente relativo, perché se i suoni che escono dal tuo strumento sono quelli che avevi in mente, allora l'espressione è direttamente proporzionale alla tecnica; quando questo non accade, se non si vuole rimanere imprigionati in una situazione che diventerà sinonimo di frustrazione, la tecnica deve essere sicuramente rivista e migliorata.

Quali sono le difficoltà che avete incontrato registrando il primo disco?
Sicuramente i soldi e il tempo. Ci siamo resi conto che il perfezionismo costa. Con questo non vogliamo dire di aver realizzato un prodotto perfetto, anzi, ma quello che le persone ascolteranno è sicuramente il meglio di ciò che in quel momento potevamo dare.

Bene siamo giunti al termine dell'intervista cosa volete aggiungere in conclusione?
Vorremmo ringraziare il vostro sito per averci dato la possibilità di esprimerci non solo attraverso la nostra musica, ma anche attraverso le nostre parole, e speriamo che i vostri lettori siano colti da irrefrenabile curiosità, tanto da non poter trattenersi dall'ascoltare il nostro primo disco Realm of Fantasy e la miriade di band sconosciute che attraverso la propria musica si affacciano sul mercato con non poche difficoltà.
Supportate sempre la musica originale e date una possibilità d'ascolto a tutti, senza pregiudizi di sorta utili solo a creare svantaggi. Grazie e a presto!
Stay tune.



Ok grazie alla prossima, Stefano Bonelli.