| INTERVISTA AGLI HOCCULTA
Ed ecco di nuovo gli Hocculta i quali freschi di stampa
del minicd Taste the Return intendono dare un assaggio appunto di
quelle che saranno le intenzioni future.
Allora intanto ben tornati tra noi come ci si sente ad essere di
nuovo in carreggiata dopo tanti anni?
In verità non abbiamo mai lasciato la musica, ci siamo persi
di vista subito dopo il secondo album, ognuno alla ricerca di nuove
esperienze, anche in altri generi. Personalmente ho ripreso gli
studi abbandonati di sax, ma questo è un capitolo a parte.
In ogni caso ci si sente bene, è come essere ritornati a
casa dopo un lungo viaggio, in fondo abbiamo iniziato proprio da
quì.
Certo che dopo tanto tempo le cose intorno
a voi sono cambiate qual è stata la vostra esperienza riguardo
questi cambiamenti per la scena musicale italiana quali sono le
differenze principali che avete riscontrato?
Negli anni ottanta era relativamente semplice cavalcare l’onda
fenomenale heavy in Italia; i gruppi che hanno caratterizzato quel
periodo erano numerosi e tutti coinvolti e trascinati principalmente
da una grande passione. Finito l’entusiasmo, molti gruppi
si sono sciolti, altri hanno rallentato l’attività
ed altri ne sono nati; la differenza sostanziale è che è
migliorato il livello qualitativo delle band che tra l’altro
ha permesso una più decisa selezione delle stesse.
Cosa avete combinato in questo lungo lasso
di tempo?
Posso parlare per me stesso, considerato che alcuni degli altri
componenti della band li ho rivisti saltuariamente calcare palchi
in altre situazioni. Questi anni sono stati spesi nell’esplorazione
di altri generi, partecipando attivamente a livello compositivo,
effettuando turni in sala di registrazione, live e studiando.
Siete freschi di pubblicazione del vostro
mini cd che importanza date ad un prodotto del genere?
L’idea di registrare qualcosa balenava nella mente da tempo,
ma tutto si è cominciato a muovere in seguito all’incontro
con personaggi chiave dell’ambiente, da Francesco (basso)
e da Cesare (metalshow.it)
con i quali ho iniziato a sviluppare il progetto. Tutto ciò
con lo scopo e la voglia di riproporre la propria musica, la volontà
di tastare il polso dei nuovi ascoltatori verso un modo di interpretare
l’heavy che ha caratterizzato gli anni 80.
Ora vedremo cosa succede e poi penseremo far uscire un album in
base al riscontro “dell’assaggio”.
Come mai avete inserito una cover degli Scorpions?
Eeheheheh, questa domanda me l’aspettavo ...
Dal 1984 al 1988, ho letto parecchie recensioni agli HOCCULTA dove
spesso si parlava della stretta somiglianza della mia voce con quella
di Klaus Meine. Ebbene, qualcuno ha elogiato questa qualità,
qualcuno l’ha criticata fermamente accusandomi di voler a
tutti costi imitarlo. Ammetto che gli Scorpions sono stati uno dei
miei gruppi preferiti (anche se i Judas Priest erano il massimo
per me), ammetto anche che il mio timbro vocale è molto vicino
a quello di Klaus ... e allora?
Allora dovevamo decidere che cover fare e scegliere tra le infinite
possibilità ... abbiamo scelto il pezzo che più ci
piaceva e che meglio ci veniva. Ancora una volta troppo simile a
Klaus ?
Sì, grazie, questa volta l’ho fatto apposta, ahahahah
...

Che tipo di lavoro svolgerete per far conoscere
questo mini?
Volutamente abbiamo deciso per il momento di non siglare accordi
per la distribuzione “fisica” del prodotto e, grazie
a DEDALO SOUND (la nostra etichetta di supporto), faremo una massiccia
promozione direttamente su eStore on line (iTunes, ecc.) e vendita
parallela del CD stampato solo attraverso il nostro sito ufficiale:
www.hocculta.com
Certo che quando voi eravate più
in voga rispetto ai giorni nostri le cose erano differenti anche
per quanto riguarda i mezzi di comunicazione,ora che il livello
tecnologico è quanto meno esasperato dalle continue innovazioni
cosa pensate di un mezzo come internet siete d’accordo sul
download di materiale audio visivo qual è la vostra posizione
a riguardo?
Sposiamo pienamente questa opportunità, basti pensare che
si abbassano notevolmente le spese di produzione, si abbassano i
costi costi all’utente che scarica legalmente solo quello
che gli piace senza essere costretto a comprare un CD (e sappiamo
quanto costa), ed è per questo che abbiamo accettato la proposta
di DEDALO SOUND che è una delle etichette indie più
all’avanguardia in questo settore al momento. Con la distribuzione
digitale saremo presto visibili in tutto il mondo, DEDALO ci ha
saputo ascoltare, ci ha guidato verso una conoscenza più
approfondita del mercato digitale che a dire il vero all’inizio
può spaventare, ma le opportunità sono decisamente
molteplici. In ogni caso abbiamo comunque stampato un minimo di
copie che vendiamo direttamente al prezzo simbolico.

La formazione attuale degli Hocculta prevede
che solamente Massimo Lodini sia l’elemento unico delle formazioni
che tipo di lavoro hai svolto per reclutare i nuovi Hocculta?
Uhm, lavoro mooolto divertente! Sì, perchè innanzitutto
non sono partito da solo, ma Francesco Fabbri (basso) ha iniziato
con me questa incredibile avventura. Conosco Francesco da qualche
anno, abbiamo suonato tempo fa assieme, poi ci siamo persi di vista
ed ora collaboriamo ancora in un progetto decisamente più
easy. Francesco ritorna alle origini, ha iniziato proprio come me,
ha suonato assieme a musicisti che poi hanno creato i Domine (quindi
la mano non doveva imparare nulla), senza di lui non mi sarei imbarcato
in questa nuova avventura. In realtà siamo stati noi due
a scegliere il resto della banda.
Il terzo arrivato è Luca Giberti (chitarra), che ha accettato
la sfida per un genere che in realtà è un po’
distante dal suo modo di suonare. Scelta voluta, scelta azzeccata,
ci serviva una chitarra un po’ vintage, un po “slow”
che avremmo poi amalgamato con il resto del sound.
Paolo Pirola (batteria) è il più giovane, ma ragazzi,
sa il fatto suo. Preciso e perfetto, ha lavorato in modo eccellente
e nei brani si sente.
L’ultimo, ma non per importanza, è Giacomo Ciccarelli
(chitarra) con il quale collaboro (insieme a Francesco) nel progetto
“easy”. Chitarrista molto versatile, stile Steve Lukather
dei Toto, si è inserito benissimo nella band dando spunti
interessanti negli arrangiamenti. Come vedi c’è un
po’ di tutto, purtroppo i pezzi erano a scatola chiusa (scritti
negli anni 85/86) e volutamente sono stati rivisti sì, ma
non stravolti. Un eventuale album sarebbe ancora diverso ...

Cosa riversa il futuro per voi?
Puntiamo al disco di platino! Eheheh, permettimi qualche cazzata
(ops, magari questa me la censuri), ma come sempre è difficile
prevederlo. Diciamo che farebbe piacere avere un riscontro buono
a questi mini lavoro. Se così fosse, direi che potremmo promettere
l’album.
Bene siamo giunti al termine del nostro spazio
volete aggiungere dell’altro?
Desideriamo ringraziare tutti coloro che ci hanno spinto ed incoraggiato
nell’intraprendere questa nuova avventura dopo tanti anni,
in particolare DEDALO SOUND che ha creduto, pur controcorrente,
a noi. Grazie anche a voi … a presto e come dice spesso Cezz
(la copertina del CD è tutta sua) ... stay metal!
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