INTERVISTA AI HOLLOW HAZE


Ciao ragazzi, incominciamo subito con le domande!
La vostra band ha in sé due professionisti come Nick Savio (ex chitarrista dei White Skull) e Dan Keying voce aliena e di grande personalità che proviene dai Cydonia.
Come vi siete incontrati Nick e Dan e come avete incontrato Matt e Paolo decidendo poi di formare gli Hollow Haze?

Ciao, il tutto è partito da me e Paolo nel 2003 dopo che avevamo suonato assieme in un altro contesto per un breve periodo e dopo circa un anno si è aggiunto Matt. Abbiamo subito messo assieme del materiale ancora prima di sapere se Dan fosse stato con noi. Dan mi era stato presentato da un amico in comune (Pat Scalabrino) e l’attitudine mi era subito piaciuta; non avevamo dubbi sulle sue potenzialità ma restava da vedere se fosse stato il cantante giusto per gli Hollow Haze e così e stato. Pensa che abbiamo provato dodici cantanti in sei mesi e con alcuni la cosa sembrava funzionare ma poi le cose cominciavano ad andare per le lunghe.

Siete una band dalle grandi potenzialità, ben calibrata fra hard rock e power tradizionale con punte metalliche come ha saputo ben dimostrare quello squarcio potentissimo che è ‘Breathless’. Non amate le etichette, vero? Questo mix deriva dai vostri gusti differenti o è una scelta di stile?
Certo, questa è la domanda più frequente. Ognuno di noi ha il suo background e questo si riflette nel sound della band… Non ci poniamo limiti particolari nella stesura dei brani e ovviamente non abbiamo alcuna pressione al riguardo da parte della My Graveyard Productions. Anzi ti posso anticipare che non abbiamo nessuna intenzione di fare un disco uguale all’altro. Attualmente stiamo componendo i nuovi pezzi per il prossimo album che già sembra un evoluzione del precedente.

L’omonimo vostro album di debutto è costellato di penetranti cori che ben si cuciono sulla voce di Dan capace di passare dal melodico a graffianti acuti. L’ampio utilizzo del coro fa pensare al power metal. Senza dirci se in futuro sarete più distorsione o melodia, avete intenzione di utilizzarli ancora i cori nel prossimo album?
Non lo so. Alcune scelte le facciamo direttamente in sede di produzione a seconda del pezzo. Comunque non mi sembra che questo disco sia particolarmente farcito di cori. Diciamo che li abbiamo curati bene e forse qualcuno crede che solo alcune band più famose siano in grado di fare lo stesso. Se hai il tempo in studio puoi fare molte cose l’importante a mio avviso e non perdere di vista il brano.

Le vostre canzoni superano in media i 5 minuti, come mai? È stata una necessità legata ai testi?
No, non ci abbiamo mai pensato, forse dipende da alcune parti strumentali.

‘Easy Road’ è la canzone, secondo me, più incisiva, viene da cantare insieme al coro e giù la testa nella parte strumentale. A voi piace buttar giù la testa e quali sono i gruppi che più amate?
E’ la mia preferita, il giusto mix di hard & heavy che bene rappresenta la band. Dal vivo rende benissimo. Io ascolto molto hard rock, a Dan piacciono produzioni dove le voci siano ben evidenziate che non necessariamente sono metallare. Matt e Paolo ascoltano anche prog ma alla fine tutti ci ritroviamo tutti d’accordo su gruppi storici dell’hard rock come Deep Purple, Led Zeppelin e Black Sabbath.

‘Illusion Around’ è una tipica cavalcata power con relativo stacco di acuto. Avete seguito alcuni modelli per la creazione delle vostre canzoni?
Non mi pare, più che altro in sede di registrazione prendiamo spunto su qualche lavoro che ci piace a livello di produzione. Ci piace comunque creare un sound grosso e scuro e prevalentemente costruiamo i pezzi su tonalità minori.

Essendo il vostro primo album, stupisce la perfetta tecnica di ogni composizione, tutto è meticolosamente calibrato, non esistono sbavature. Complimenti, ma non ritenete di aver perso un po’ di animalesca incisività?
Può darsi ma ti assicuro che dal vivo il problema non si pone.

Domanda immancabile da parte di una curiosa di prima categoria: perché Hollow Haze?
Il nome della band è sempre stata una questione odiosa per me da risolvere. Molte band hanno nomi che si assomigliano o che peggio ancora li incastrano in un genere che poi magari non suonano. Hollow Haze a mio avviso suona bene, si collega a quel nostro modo a tratti scuro e minore di comporre.

Quest’anno al Gods of Metal 2006 è stata dedicata una giornata a band metal italiane, hanno suonato anche i White Skull. Come considerate la scena metal italiana? Ritenete che siamo ancora alla rincorsa dei successi ottenuti dall’estero?
Se la scena italiana contasse qualcosa non ci sarebbe il bisogno di organizzare il venerdì per i gruppi di casa nostra. È la solita polita del c***o. Prendiamo per oro colato tutto quello che viene dall’estero e pisciamo su band di casa nostra che si sbattono da anni. Ovviamente non parlo dei big storici ma di molti gruppi tedeschi che da anni suonano le stesse cose e si autocelebrano come degli eroi. Non farmi dire altro.

Infine, possiamo sperare in un live di appoggio al questo primo lavoro?
Certo da Settembre le date saranno sul sito www.hollowhaze.com


Vi ringrazio per la collaborazione e un grandissimo augurio alla vostra italianissima band da un’italianissima fan!


Cristina Ferrandi