Intervista con Hope music group


Altro appuntamento importante per noi di Tempi duri è senza dubbio quello delle intervista gli artisti questa volta abbiamo con noi gli Hope Music Group anno da poco hanno realizzato il mini cd intitolato "Tre"come ci si sente dopo aver realizzato un progetto come questo ?
Piú che un mini CD si tratta di un CD con sei canzoni e le rispettive basi musicali: abbiamo preferito fare canzoni forti senza sentirci in dovere di riempire per forza tutte le tracce a scapito della qualitá e, anche del costo (Il CD costa solo 10 euro ndr). Siamo, per questo, molto contenti e consapevoli di aver raggiunto un traguardo importante. La soddisfazione per la realizzazione del disco è davvero tanta, resa ancora più grande dalla possibilità di poterla condividere fra noi tre (Tony Nevoso, Lara Molino e Francesco Sportelli ndr): stiamo anche già pianificando il nuovo tour che ci porterà in giro in Italia, ma anche all'estero, dove abbiamo già notato, con grande piacere, che la nostra musica è accolta con grande entusiasmo. Ci ricordiamo, per esempio, la piazza di Varsavia lo scorso ottobre: una piazza gremita di migliaia e migliaia di persone che, dopo la nostra esecuzione, ci fermava per strada e ci cantava il ritornello di "Animaná", la canzone guida del CD. Ad agosto saremo anche in Spagna, a Santiago de Compostela, dove speriamo che la cosa si ripeta.

Ormai è passato qualche anno dalla Giornata Mondiale della Gioventù che si è tenuta a Roma: cosa è rimasto a voi come gruppo di quell'esperienza?
Giornate come quella ti segnano per tutta la vita, non solo perché canti davanti a due milioni di persone, in mondovisione, ma perché hai la possibilità di comunicare due milioni di volte tutta l'energia che hai dentro mentre canti i grandi valori in cui credi. È lì che siamo cresciuti ancora di più come gruppo, anche perché eravamo immersi in un contesto altamente professionale ed eravamo onorati e orgogliosi di farne parte. Tra l'altro, devi sapere che i nostri produttori, nonché consiglieri ed amici Marco Brusati e Mauro Labellarte, sono, rispettivamente l'autore-direttore artistico e il direttore di produzione di questi mega eventi come Roma, Toronto, Santiago e l'anno prossimo Colonia, dove prevediamo di cantare di fronte a piú di 50.000 giovani. Come dire: i nostri produttori sono quelli che inventano e realizzano eventi che muovono centinaia di migliaia di persone: una bella garanzia, no? Quanti giovani cantanti (ma non solo giovani) avrebbero desiderato essere al nostro posto, non osiamo immaginarlo... E poi ci piace ancora ricordare l'emozione nei nostri occhi, un ricordo che si trasforma in energia ogni volta ricordiamo quei momenti vissuti vicino al nostro "grande, anziano papá" Giovanni Paolo II e a quei giovani distesi a formare un infinito tappeto verde-speranza su cui camminare con i piedi scalzi della nostra fede. Come dicevamo, di Giornate Mondiali della Gioventú ce ne sono state e ce ne saranno altre, ma quella di Roma resta unica.

Le vostre canzoni sono prettamente canzoni religiose oppure affrontate anche altri argomenti che guardano che so al sociale per esempio?
Le nostre canzoni prendono tutte spunto dalla vita di tutti i giorni in cui tutte le esperienze, dalla scuola, al lavoro, alle amicizie, alle relazioni sono illuminate dall'esperienza di fede, che ci aiuta a sperare, sperare e sperare sempre, come dice il nostro nome "Hope Music Group", nonostante tutto. Con le nostre canzoni affrontiamo tutti i temi, dall'amore alla disabilità, dal piccolo quotidiano alla fame di cui ancora troppi soffrono nel mondo. Certo molta gente sente il bisogno di "etichettare" le canzoni per poterle più facilmente catalogare, giudicare e successivamente scegliere; purtroppo questo spesso nasconde grandi pregiudizi. Ed è proprio qui che nasce la nostra scommessa. Cantare noi stessi; siccome noi crediamo che il piú grande rivoluzionario della storia sia stato Gesú cantiamo questa scoperta che vogliamo condividere con gli amici che ci ascoltano. Lui sta dietro le nostre canzoni, anche quelle che parlano d'amore, anche se non lo nominiamo espressamente. Diciamo ai nostri coetanei che, se volete essere veramente controcorrente, cercate di conoscere chi controcorrente lo é stato davvero e lo é stato tanto da farsi ammazzare da chi aveva paura di perdere il suo potere: in un mondo come quello di oggi, pensiamo che abbia ancora tanto da dire. E la musica rock, anche quella dura o durissima, puó essere uno strumento straordinario per trattare questi argomenti. Chi ha paura di farlo, forse é piú integrato nel sistema di quanto non voglia.




Come ho accennato in sede di recensione quello che secondo me risalta nelle orecchie più di tutto è la produzione del disco veramente esaltante e brillante come capita di rado ormai in questo tipo di mercato ,qual è stata l'entità d'impegno sia a livello pratico che emotivo ?
Questo CD è davvero il frutto di tutte le nostre esperienze vissute in questi anni: a partire dalla Hope Music School, scuola di formazione artistica e umana, un'illuminata iniziativa del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile, per arrivare alle migliaia e migliaia di chilometri su e giù per l'Italia e attraverso i cieli. Grazie alla Hope Music School, che, non a caso é diretta da Brusati, presso la quale ci siamo diplomati, siamo venuti a contatto con i professionisti del settore che in un primo momento abbiamo incontrato solo come docenti. Successivamente, grazie anche alla lungimiranza della nostra casa di produzione, la Omnibus, questi rapporti si sono evoluti in modo sempre più professionale fino a diventare quella collaborazione artistica che dà il sapore al disco che hai tra le mani. Il "Sound" accattivante lo si deve in particolare all'arrangiatore delle nostre canzoni: Massimo Varini, chitarrista di Nek, Antonacci, Mina, ecc., ma anche uno dei più validi e sensibili musicisti italiani. Un ringraziamento particolare va anche a Valter Sacripanti (batteria) e Andrea Rosatelli (basso).Durante la registrazione del disco eravamo emozionatissimi. E' stata un'esperienza affascinante che non vediamo l'ora di ripetere al più presto.

In una scena musicale come quella cristiana qual è secondo voi il giusto approccio alle cose che Dio ci mette a disposizione?
Affidarci continuamente. Lo facciamo in ogni nostro concerto. E per darci forza a vicenda, prima di salire sul palco, recitiamo una preghiera abbracciati. Non è scaramanzia, solo tanta voglia di essere uniti sotto lo stesso segno. Riconoscere i doni che Dio continua a darci e ringraziarlo da un palco cantando semplicemente la nostra vita è una delle nostre preghiere più belle. Siamo consapevoli di avere ricevuto un bel "Lego" e sta a noi, ora, costruirci qualcosa di bello, soprattutto per gli altri.

È interessante la copertina che avete realizzato per il disco che ovviamente si presta alle più disparate interpretazioni potete dirci qual è il significato di tale scelta?
Come giustamente affermi, la copertina si presta alle interpretazioni più personali. Anzitutto ti diciamo che é stata realizzata da Paolo Vallerga di Torino, che per noi é veramente forte. I tre graffi rappresentano i segni che la vita ha lasciato sulle nostre anime, attraverso i quali si puó intravvedere la parte piú profonda di noi, pur senza svelarla completamente. E poi "TRE" è un numero che ci rappresenta davvero bene, non credi?

Diciamo che l'unico aspetto "Negativo" del disco è il fatto che sia forse un po' cortino , in pratica mi succede spesso che arrivato al termine dell'ascolto si rimanga con un po' amaro in bocca e si ha di nuovo voglia di ricominciare qual è la ragione per cui ci sono così poche canzoni all'interno di TRE ?
Beh, se hai voglia di riascoltarlo, allora vuol dire che é proprio un disco riuscito.

Come saranno organizzati i vostri prossimi concerti? Vi chiedo questo perché ho letto che siete soliti esibirvi con delle basi ma forse non è meglio proprio per la dimensione live suonare con una band vera e propria?
La versatilità è sempre stata la nostra caratteristica e, in questa ottica, stiamo mettendo a punto un doppio progetto per i concerti: uno vedrà la collaborazione di una band dal vivo con cui già stiamo provando e l'altro progetto prevede l'accompagnamento tradizionale su basi anche e soprattutto per venire incontro agli organizzatori che non sempre hanno la possibilità economica di uno spettacolo live, ma che hanno comunque voglia di incontrarci.




Avete già in cantiere dei brani nuovi ?
La scelta dei brani del cd "TRE" è stata molto dura e ha lasciato fuori molto del nostro materiale, che, in una successiva fase produttiva, sicuramente proporremo. Ma il disco ci ha dato anche spunti per nuove canzoni che stiamo già mettendo nero su bianco in attesa di confrontarci -come sempre in amicizia e con professionalità- per dar forma ancora una volta ai nostri sogni. Tra noi c'è un continuo confronto, non solo musicale. Stiamo crescendo insieme artisticamente, ma soprattutto umanamente.i.

Qual è un tema a cui tenete in modo particolare di cui vorreste parlare in un disco ?
Ci piacerebbe dire che da soli non si va da nessuna parte e che la chiave di lettura della vita é l'apertura verso gli altri, attraverso la quale noi scopriamo la nostra vera identitá. E' questo, tra l'altro, che si insegna a Hope Music School

Bene siamo giunti al termine del nostro spazio cosa volete dire ai nostri visitatori?
Beh, non ci rimane che conoscerci per scambiarci, nella musica di un nostro concerto, un abbraccio affettuoso che sa di Vita.

Stefano Bonelli