Iron Gates
Diciamocelo pure, in Italia non ci possiamo lamentare in quanto a gruppi validi, e senza dubbio gli Iron Gates rientrano tra questi, loro sono una tribute band degli Iron Maiden e lo fanno con ottimi risultati, ed è per questo motivo che mi accingo con piacere a fare due chiacchiere con questa band Allora vi ritenete soddisfatti del risultato del vostro demo?
Germano: Ciao Stefano, allora, innanzitutto c’è da dire che il demo è stato registrato un anno fa, e da allora molte cose sono cambiate, è cambiata in parte la formazione (con l’ingresso di Paolo), in parte anche il nostro rapportarci ai pezzi dei Maiden, e c’è da dire inoltre che questo demo era nato soprattutto come promozione per i gestori dei locali di tutta Italia come promo. Per quanto riguarda la qualità audio, beh, non dico il falso nell’affermare che è al di sopra di moltissimi altri demo che ho sentito, e sotto questo punto di vista siamo molto contenti e soddisfatti (tanto che ci siamo tornato per registrare un altro pezzo per una compilation tributo e ci torneremo in futuro). Dal punto di vista esecutivo…beh, come dicevo prima, in un anno siamo cambiati, probabilmente adesso li faremmo diversi, forse più fedeli…Io personalmente sono un grande pignolo riguardo gli Iron Maiden e quindi non sono mai contento.
Ale: Solo in parte: credo che nella realizzazione di quel demo abbiamo messo un po’ troppa fretta e poca precisione, forse abbiamo preso i pezzi troppo alla leggera, però sai, di certe cose te ne accorgi solo dopo che le ascolti da tanto tempo…li per lì va tutto bene.
Finalmente è uscito il nuovo album degli Iron Maiden che ritengo sia un buon album che ne pensate?
Germano: a me piace ‘na cifra…ci sono cose nuove, certo sono sempre i Maiden, e per quanto mi riguarda va bene così, ci sono però cose nuove, le tastiere in questo disco hanno almeno due pezzi dove la fanno da padrona, Dance of Death e Paschendale, mai prima d’ora avevano fatto cose del genere, cosa di cui devo rendere atto a Steve & Co. che riescono sempre a mettere qualcosa in più in ogni lavoro
…poi le tre chitarre sono uno spettacolo, il giusto proseguimento di Brave New World dove le 3 chitarre erano un esperimento, qui sono diventate realtà, difatti abbiamo deciso di inserirle anche noi (dove possibile). Un parola la spenderei per i testi, da vent’anni a questa parte c’è stato un grande cambiamento, miglioramento nella qualità, ma soprattutto negli argomenti dei testi…
Ale: Infatti! A me sembra molto più maturo, evoluto, un giusto continuo di Brave New World, sicuramente il tempo e l’esperienza non hanno potuto che giovare all’alchimia di gruppo. A me sembra inoltre più introspettivo e meno aggressivo, non me la sento di dire che è meglio dei mitici Powerslave o Piece Of Mind, però sicuramente è un disco diverso, un disco di cambiamento (un po’ come fu Somewhere In Time o 7th Son)
Qual è stata la scintilla che ha fatto scaturire in voi la voglia di fare un gruppo del genere?
Germano: Ci è parso naturale…è venuto spontaneo…Non è certo stata una cosa decisa a tavolino o con scopo di lucro, anzi, dopo il gods del duemila (dove suonarono i Maiden) io e gabbo avevamo ancora in mente le note di Hallowed e presi dall’euforia ci decidemmo a contattare un po’ di persone e amici vari, alla fine la cosa divenne più seria del previsto e ci facemmo la fatidica domanda: “Ma perché no?” e da lì nacquero…poi ovviamente ci furono alcuni cambi di line-up, però ora con l’innesto di Paolo abbiamo raggiunto un’ottima intesa.
Ale: SE NON CI FOSSERO STATO I MAIDEN NON AVREI MAI INIZIATO A SUONARE! A loro devo tutto, le mie radici sono lì, io ho cominciato ascoltando i maiden e poi ho cominciato a studiare il basso.
La vostra nascita si può dire che sia alquanto recente vi siete trovati subito d’accordo su quale atteggiamento avere nei confronti del materiale degli Iron Maiden?
Germano: Assolutamente no!!!! Io li vorrei fare tutti!!! Però ad esempio a Giovanni non piace il periodo Blaze mentre muore letteralmente per Charlotte the Harlot (per dirne una), Gabbo adora Killers, mentre emi…emi che ti piace?
Emi: io suono…
Germano: e te pareva…vabbè, dicevo: all’inizio partimmo dai classici The Trooper, Hallowed e così via, poi però cercammo di rendere il gruppo qualcosa di particolare, e cominciammo a presentare pezzi più ricercati: Deja-vu, Rhyme, Flash of the Blade, Revelations, Still Life ecc. questo per un motivo: perché onestamente non ci andava di essere classificati come le solite band che fanno solo le hit del gruppo, ma volevamo cercare qualcosa che potesse appagare anche i fan più accaniti, come il sottoscritto…e poi diciamocelo: con 13 dischi all’attivo non puoi presentare una scaletta di soli 20 pezzi no?
Ale: beh, in verità no, ognuno di noi, come ha già detto Germano, viene da esperienze diverse, ognuno (a parte forse noi due) ha cominciato con altre cose, Emi con i Dream Theater, Giovanni con Helloween e Gamma Ray, insomma l’estrazione culturale è molto diversa ma di sicuro gli Iron Maiden sono stati per tutti noi la partenza e l’arrivo
Siete in contatto con qualcuno degli Iron?
Germano: No, purtroppo…forse è meglio così per loro…altrimenti starei ogni giorno a tartassarli su chicche e curiosità di ogni genere…sarei capace di chiedere che ampli hanno usato nell’81 al concerto a reggio emilia o pazzie del genere…difatti gli altri mi prendono vagamente in giro perché riesco a trovare cose che forse neanche i maiden sanno di aver fatto
Ale: Conosco qualcuno…no…magari!!!
Un altro gruppo i Prowlers che all’inizio erano una tribute band degli Iron Maiden sono arrivati al disco d’esordio voi pensate di fare altrettanto oppure rimarrete “solo”una tribute band?
Germano: Up the Prows! Li conosco, e ho sentito il loro cd, che mi è piaciuto, c’è da dire che però hanno dovuto faticare e non poco per levarsi di dosso la nomea di Maiden Tribute. Noi per ora ci concentriamo sugli Iron, anche perché quasi tutti del gruppo abbiamo gruppi e progetti paralleli, Gabbo suona con altri due gruppi Metal/nu/harcore/gothic… Alessandro…ho perso il conto onestamente…Emi poi fa il turnista praticamente…Giovanni suona con un gruppo power, pezzi originali, Paolo ha un progetto death, mentre io sto preparando da solo qualcosa di mio sul genere power-prog…Come vedi ognuno di noi ha anche altri interessi, ed è bello vedere come ci si riunisca sempre sotto un fattore comune (fattore x?). Ale: Penso che gli Iron Gates siano (nel bene e nel male) tributo Iron Maiden. Nessuno di noi però esclude che possa esistere in un futuro più o meno vicino una situazione di gruppo con pezzi nostri, magari proprio noi sei, però con un altro nome
Stefano Bonelli