Kerigma


Allora ragazzi è veramente un piacere poter fare due chiacchiere con voi, innanzitutto come va
Tutto bene grazie. E’ un piacere per noi fare questa chiacchierata, siamo felici di poter raccontare a voi e agli utenti di Tempi duri chi siamo e soprattutto cosa cerchiamo di fare con la nostra musica.

Cosa state combinando in questo periodo ?
Questo è un periodo molto intenso per noi dal punto di vista delle “uscite” dalla sala prove. Solitamente durante l’inverno ci dedichiamo alla ricerca e alla costruzione di nuovi pezzi per mettere assieme il repertorio da proporre poi in primavera. Ad oggi abbiamo fatti 3 concerti e ne abbiamo altri 2 in programma. Ci aspetta un’altra apparizione televisiva su RAI International il 15 giugno, una l’abbiamo già fatta un mesetto fa. Le date sono, naturalmente, riportate nel nostro sito www.kerigma.it.

Domanda quasi d’obbligo, come è nato il gruppo ?
Il gruppo nasce nel 1995 dall’unione di persone provenienti da esperienze diverse sia musicalmente che spiritualmente ma tutte accomunate dalla stessa spinta: quella di raccontare la propria esperienza spirituale con la musica. Buona parte di questa coesione è avvenuta grazie a Gaetano Bianco che è la figura che si è fatta promotrice dell’iniziativa volendo realizzare un centro di annuncio multimediale, che prevedesse, cioè, non solo l’annuncio attraverso la parola ma utilizzando tutti i mezzi di comunicazione attuali. In realtà questa è solo una sintesi della nostra storia, come non rimandarvi al sito per ulteriori dettagli (sezione History) ? Un po’ di pubblicità consentimela .

Qual è stata la molla che vi ha fatto capire la strada da intraprendere soprattutto a livello musicale ?
In realtà non c’è stata una fase nella quale “abbiamo capito” la strada da intraprendere. Si è trattato di un’evoluzione naturale ovviamente condizionata dall’estrazione musicale di ognuno di noi. L’unica cosa che è stata chiara fin dall’inizio è stata la volontà di non rientrare in un preciso stereotipo di “musica cristiana”. Mi spiego meglio, ci siamo interrogati molto nel corso della vita del gruppo sul linguaggio di chi ci ascolta. Il nostro target non è solamente quello delle assemblee preparate alla musica cristiana ma è anche il giovane che ascolta musica e basta. Questo significa che, sia nella forma che nel contenuto, ci siamo sforzati di utilizzare stili e linguaggi comprensibili, e speriamo gradevoli, per tutti. Devo dire che la cosa ci è venuta piuttosto naturale essendo tutti di estrazione Pop e Rock.




Siete stati sempre così numerosi oppure è stata una normale evoluzione del gruppo?
Ti sembrerà incredibile, ma all’inizio i componenti erano molti di più. Il numero dei musicisti era pressappoco lo stesso ma era molto più folto il gruppo dei cantanti. Un’evoluzione c’è sicuramente stata proprio nella riduzione del numero mano mano che gli impegni si intensificavano e lo stile musicale si andava definendo. Quindi ora che siamo in tutto 13 tra musicisti, cantanti e organizzatori, ci sembra di essere pochi.

Come si arriva ad incidere un disco per un gruppo come il vostro e cosa ha significato?
Credo che il CD rappresenti una concretizzazione importante del nostro lavoro; è come quando metti per iscritto i tuoi pensieri, hai modo di rileggerli e rifletterci su e soprattutto hai modo di farli leggere agli altri. Il nostro CD ci rappresenta moltissimo, c’è dentro tutto il messaggio dei Kerigma, tutte le cose che il gruppo si sente chiamato ad annunciare.




Volete spiegarci il titolo del disco?
“Quando l’esperienza di fa musica” è il titolo sia del CD sia del concerto che portiamo in giro. La scelta espressa nel titolo è quella di raccontare in musica le esperienze di ognuno di noi, esperienze di vita, esperienze di Dio, esperienze di dolore e di tutto ciò che fa maturare lo spirito dell’uomo, nella speranza, naturalmente, che chi ci ascolta ci si identifichi. In sintesi: è la condivisione delle nostre esperienze con chi ci ascolta. Crediamo che il vero annuncio sia molto più vicino al concetto di “condivisione” che di “insegnamento”.

Chiaramente questo ormai è un lavoro vecchiotto pensare di dare un seguito a questa esperienza?
Ne abbiamo già parlato ed abbiamo convenuto tutti che è giunta l’ora di dare un seguito a “Quando l’esperienza si fa musica”. Il materiale c’è, i soldi un po’ meno e come ogni gruppo musicale che si auto-gestisce dobbiamo fare i conti con entrambi gli aspetti. Per il primo aspetto non c’è nessun problema, per il secondo ci stiamo lavorando e vorremmo realizzarlo l’anno prossimo.

Come vi ponete rispetto all’andamento generale della vita sia come gruppo che come individui?
Il nostro atteggiamento rispetto all’andamento generale della vita …… è più facile rispondere alla domanda “Qual è il sesso degli angeli?” . Credo che come ogni individuo ognuno di noi abbia propri parametri di valutazione e conseguenti comportamenti, senz’altro sia le nostre valutazioni che i nostri comportamenti sono filtrati e condizionati dalla fede che abbiamo. Non credo di poter rispondere a nome del gruppo, sicuramente siamo attenti a temi che tutti sentiamo molto vicini come la guerra, l’alienazione dell’uomo, la mancanza di Dio, tutti temi presenti nei nostri testi. Difficile dare una risposta esauriente, la domanda di riserva ce l’hai ?

Anche voi sicuramente ascoltate musica visto che non è peccato farlo giusto potete dirmi tre nomi che più vi hanno influenzato musicalmente parlando?
Se è peccato allora noi pecchiamo di continuo. Sicuramente si predilige Pop e Rock. Le influenze musicali è difficile determinarle, nel gruppo ci sono diversi autori ed ognuno ha sicuramente subìto e apportato le proprie influenze. Forse è proprio da questa mistura di diversità che nasce lo stile dei Kerigma. I più anziani di noi, me compreso, hanno sicuramente subìto l’influenza di grandi gruppi della nostra generazione come i Pink Floid, i Genesis, i Police, nei più giovani sono presenti influenze più nostrane come, ad esempio, le sonorità, i modi di comporre e cantare dei cantautori romani.

Il mondo della musica come del resto saprete è molto particolare frequentato da gente di tutti i tipi quale consiglio vi sentite di dare a coloro che per la prima volta si accingono a registrare un disco?
Credo che a prescindere dai contenuti dei messaggi che si vogliono trasmettere, per fare buoni prodotti bisogna avere una motivazione forte. Incidere un disco per diventare famosi non credo rappresenti un buon punto di partenza, è più importante avere delle cose da dire. Il consiglio è: “sceglietevi delle cose e ditele”.

Ok abbiamo concluso volete fare un saluto agli utenti di Tempi duri?
Innanzitutto un saluto a te e di nuovo un ringraziamento per questo confronto. Agli utenti di Tempi duri rivolgo un invito ai nostri concerti, seguiteci sul sito, e a conoscerci meglio acquistando il nostro CD. Grazie ancora per la vostra attenzione.

Stefano Bonelli