Landguard
Ed ora è il turno dei Landguard confidarsi con noi di Tempi Duri, allora caro Walter intanto vivissimi complimenti per questo demo che trovo molto interessante,come mai una band di San Giorgio al Cremano farebbe del metal prog?
Abbiamo iniziato facendo power sinfonico,io ancora non ero nella band,per passione soprattutto,e sempre per passione siamo approdati sui lidi del metal prog…in realta’ il motivo e’ solo uno….ci piace da impazzire!!!
So che in Campania ci sono molte valide bands come i Nameles Crime o come i Dianira secondo in che modo si sta evolvendo la scena partenopea?
Diciamo che finalmente inizia ad evolversi,parecchie band stanno uscendo, come i nameless crime(il cui chitarrista,Marco Ruggiero, e’ il nostro ex chitarrista) o gli Adamanter o i Valiance, altre sono gia’ uscite e vanno alquanto bene come gli Heimdall o gliUndertakers… finalmente qualcosa si muove ma e’ ancora troppo poco, e’ ancora difficilissimo suonare metal in questa parte dell’italia.
Come siete arrivati a maturare la decisione di cambiare il tiro alla vostra musica e cosa c’era che non andava nella vostra precedente proposta?
Col tempo i vari cambi di line up(io sono entrato nel 1999) hanno portato sempre ventate di freschezza arricchendo il nostro bagaglio musicale. Ad esempio quando sono entrato nel gruppo la maggior parte dei ragazzi prediligeva il power,io invece avevo sempre suonato un po di tutto(rock,hard rock, punk, funky etc..)ma soprattutto avevo una impostazione tipicamente rock prog(la mia passione!!!).il cambio poi di chitarrista(Claudio e’ estremamente eclettico) e di cantante ci hanno indirizzato verso un genere piu’ diretto, ma allo stesso tempo piu’ intricato e tecnico. In realta’ non c’era niente che non andasse nel vecchio modo di suonare,solo che non rappresenta cio’ che siamo adesso.
Devo dire che Il vostro cantante mi è piaciuto molto, per quel suo piglio rabbioso che lo avvicina a talenti del calibro di Russel Allen dei Sinphony x sei d’accordo?
Sicuramente, siamo grandi fan dei Symphony x e la scelta di marco e’ stata in parte dettata da quel suo timbro vicino alle tonolita’ di allen; poi abbiamo scoperto che sapeva anche cantare growling e abbiamo messo qualche accenno in “Metamorphosis”, come puoi sentire nel brano “A new begin”.
Come mai in realtà Marco Mangiapia è così chiacchierato?
Non so bene cosa intendi per chiacchierato, a noi non e’ giunta voce di niente, l’unica cosa che abbiamo notato e che o lo amano o lo odiano, non ci sono mezzi termini.
Qual è lo scopo principale di “Metamorphosis”? E come si può definire, nuovo disco ufficiale nuovo demo o che altro ?
E’ un mini cd autoprodotto, vicino ad un demo, ma inseribile tra i dischi ufficiali. E’ stat una scelta difficile decidere come presentarlo, ma la buona produzione e un certo impegno in piu’ messo in questo lavoro ci hanno spinto a definirlo un mini autoprodotto.
Il brano che più mi ha intrigato del disco è “Out of control”soprattutto l’introduzione con quelle atmosfere orientali mi ha fatto venire in mente come in la musica proveniente dalle vostre sia influenzata da questo aspetto diciamo così! Esotico cosa ne pensi a riguardo?
Sicuramente la nostra citta’ e tutto il sud italia e’ permeato da atmosfere esotiche ed orientali, ci viviamo dentro e la musica popolare e tipica napoletana sono profondamente influenzate dalla cultura araba,quindi nel bene o nel male fa parte di noi…
Tu sei il batterista del gruppo vero motore della band in che modo pensi si sia evoluto il modo di suonare la batteria dagli anni settanta fino ad adesso?
E’ una bellissima domanda, in campo rock metal la batteria ha subito delle evoluzioni dal punto di vista tecnico(prima fra tutte il doppio pedale)e dei cambiamenti dal punto di vista stilistico; in molti campi il modo di suonare la batteria ha subito pochissimi cambiamenti,faccio un esempio, Mike Portnoy e’ un ottimo batterista, tecnicamente preparatissimo, ma il suo stile non e’ molto lontano da quello di Neal Peart dei Rush(che in alcuni casi copia in modo pedissequo) la differenza e’ data solo dalla durezza del genere che lo contorna,che rende necessari passaggi piu’ duri magari in doppia cassa. Credo che il genere in cui piu’ la batteria si sia evoluta nel campo metal sia il death, di cui non mi ritengo un appassionato, ma che sforna sempre piu’ spesso ottimi batteristi con idee fortemente innovative(come Richard Christy….grande!!!).
Puoi dirci quali sono le tue influenze musicali e quali sono i batteristi che più ti hanno impressionato e perché?
Ho studiato e amo moltissimo il rock prog , soprattutto degli anni 70, e di quel periodo sono i batteristi che piu’ mi impressionano, come neal peart(il mio idolo) o Carl Palmer, Bill Bruford e Franz Di Cioccio; ritengo anche Mike Portnoy un ottimo batterista e Gene Hoglan; non ho mai apprezzato molto invece i velocisti come lombardo. La batteria e’ uno strumento molto complesso e completo e credo che un batterista per essere veramente bravo debba riuscire a coglierne tutte le sfumature, tutti i suoni, sia quelli forti che quelli lenti. Io credo che il batterista perfetto sia quello che riesca a far suonare la batteria come se fosse un fiume che scivola nel suo corso.
Sai io come persona sono molto curiosa e come ai chitarristi chiederei anche a te qual è il tuo equipaggiamento attuale e qual è il tuo ideale che ti definisce come batterista?
Attualmente ho una mapex saturn pro con doppia cassa, 2 tom 10” e da 12” e 2 timpani da 14” e da 16”, il rullante e’ un master custom pearl die cast, (5 e ½ ) monto piatti un po’ eterogenei come marche, un hi-hat da 15”, due crash da 14” e da 16”, un china da 15” e un ride da 20”;le meccaniche sono pearl e i pedali sono due p-201 pearl.adoro la mia batteria.l’ho configurata proprio secondo il mio stile,anche se ultimamente stavo pensando di togliere una cassa per mettere un doppio pedale e di aggiungere un tom da 8”…. Chissa’
Trovo che la copertina sia davvero convincente puoi spiegarci se ha un concepì particolare?
Vuole rappresentare il passaggio dal vecchio stile al nuovo,ci piaceva l’immagine, dava proprio l’idea che volevamo rendere, l’abbiamo solo un po’ modificata…
Vuoi parlarci della band in cui suoni?
Siamo sei ragazzi innamorati dell’heavy metal e della musica, e cerchiamo sempre di suonare con passione grinta e anche un po’ di cazzimma, perche alla fine la musica e’ il motore che muove le nostre vite!!!
Siamo giunti alla conclusione vuoi dire qualcosa ai nostri lettori?
Vorrei anzitutto ringraziare te e tutti quelli che ci seguono e seguono il tuo giornale, in piu’ ti do’ una piccola anticipazione, per il prossimo anno dovremmo far uscire un full lenght, quindi restate in contatto!!!!
Ciao e anche a te alla prossima!!!
Stefano Bonelli