INTERVISTA AI LOOKING 4 FOR A NAME


Bene, noi di Tempi Duri vi diamo l’opportunità di farvi conoscere una band che ha pubblicato un album assolutamente degno di nota i “Looking 4 A Name” band originaria della provincia milanese si muovono in territori metal prog e scrivono i loro testi basandoli su di un fenomeno che sta interessando anche l’Italia da un po’ di tempo di Tempo a questa parte stiamo parlando dei famigerati Crop Circle ai quali vengono accreditati origini extraterrestri argomento di sicuro interesse che rende questa realease ancora più intrigante.

Dunque ragazzi intanto complimenti per questo cd davvero ben riuscito come mai avete scelto un argomento così particolare come i crop circle?

Ciao ragazzi e grazie innanzitutto per i complimenti! L’artwork con i crop circle vuole essere un simbolo riguardanti molti aspetti del nostro lavoro e del nostro sentirci musicisti in questo momento storico-musicale! Innanzitutto la fama di “non conformi” che ci siamo guadagnati fra amici e colleghi musicisti nel suonare una nostro musica che risente di moltissimi influssi senza trovare pressochè mai un genere in cui collocarla o con cui etichettarla; quindi il fascino “dell’alieno” di ciò che succede nell’universo e di cui siamo completamente ignari, sempre presi da mille faccende “terrestri”… i crop-circle veri o no che essi siano, sono un segno di qualcosa che cercando e prestando attenzione forse cerca di parlarci! Tutto questo viene espresso dettagliatemente in “perfect circle” dove un ipotetico osservatore “esterno” vede la terra e gli esseri umani, e si emoziona di come le cose piu belle possono essere proprio quelle per cui non si presta attenzione e che sono sotto i gli occhi di tutti in ogni momento… Tutte queste cose le sentiamo molto vicine alla nostra musica e a chi come noi scrive, suona e canta la sua musica oggi, forse basterebbe spegnere la radio e la televisione e andare in qualche club o su internet per trovare qualcosa di davvero valido, nuovo e creativo!! 

 


Da quanto tempo esiste il gruppo?

La band in quanto “Looking for a Name” risale circa al Marzo 2003, quando del nucleo attuale c’erano solo Larsen e Francesco, già colleghi in altra formazione dal Dicembre 2001. Fu l’ingresso di Mauro Bonini (il batterista di “Looking for…” appunto) a creare una svolta e a dar vita al primo nucleo dei L4aN. Seguì circa un anno dopo l’ingresso del bassista Federico Ghioni che completò il mosaico necessario alla realizzazione del nostro primo disco. Attualmente è tornato dietro alle pelli il nostro prima batterista Deneb Bucella!!

A cosa si riferisce il monicker della vostra band che è legato al concept del cd?

Looking for a Name è nato, anche stupidamente se vogliamo, durante una frenetica e frettolosa iscrizione ad un concorso per band emergenti; talmente frettolosa da ritrovarci a compilare la scheda d’iscrizione senza aver ancora trovato un nome che ci soddisfacesse per il quartetto! Sulla scheda è finito proprio questo “Looking 4 a Name”: avendo poi vinto il concorso abbiamo deciso di ufficializzarlo, e così è rimasto!! 
Quello di cui ci facciamo forza è il modo di comporre, scrivere e arrangiare! E’ fondendo le idee, le sensazioni e le influenze dei vari componenti della band che diamo vita hai nostri brani, in una continua “ricerca”: da qui il nome dell’album e di conseguenza il nome della band! “Looking for…” vuol essere la continua ricerca di un qualcosa che neanche noi conosciamo, ma che cerchiamo di scoprire scrivendo e suonando ciò che vien fuori buttando giù note, parole e idee durante le notti di songwriting!

 

 


Ho notato che Francesco Panico - Voce E Chitarra della band ha incontrato non poche difficoltà nel cimentarsi nel canto come mai non avete pensato di prender e un cantante solista e dedicare la vostra attenzione ai vostri strumenti che secondo me è quello che sapete fare meglio?
Il punto è che in quattro lavoriamo agevolmente e poi il nostro cantante-chitarrista, nel corso degli anni ha sviluppato la capacità di dissociare mentalmente le due cose e anche dal vivo non ha problemi a ripetere ciò che ha scritto e interpretato sul disco, sia come cantante che come chitarrista. Effettivamente però, da lui stesso è stato proposto più volte di aggiungere un quinto che lo aiutasse ma, un po’ per non rinunciare alle sue caratteristiche, che a noi piacciono, un po’ perché ormai è quello il suo ruolo, non siamo mai giunti a prendere una decisione in questo senso.

All’interno del cd ci sono diverse citazioni quella che più mi ha colpito è quella del Rondò a la turka all’interno dell’assolo nel brano Torn in Two,in che modo viene deciso questo inserimento è del tutto estemporaneo oppure chiaramente c’è qualcosa di studiato?
“Torn in two” è forse il brano, riguardo al songwriting e alla trama, di cui andiamo più fieri: il duello solistico un po’ nello stile della vecchia scuola Blackmore/Lord rappresenta la battaglia psicologica che vive il protagonista con “l’altro sé”, facendosi sempre più fitta nell’evolversi della discussione. L’unico punto in cui si sovrappongono la voce della chitarra e la voce della tastiera, quasi volendosi dare per un attimo darsi “ragione”, è proprio nel frammento della citazione “Bachiana”. Abbiamo scelto un tema “famoso” e diretto un po’ per sottolineare maggiormente questo aspetto, un po’ per dare quasi un senso di “sacralità musicale” a questo momento della vicenda: come se non fosse possibile non trovarsi d’accordo su delle opinioni già esposte da un personaggio “sacro” della scrittura del fraseggio musicale, come in questo caso Bach.

 



L’argomento Ufo, che oltre a quello dei Crop Circle è senza dubbio interessante qual è la vostra opinione a riguardo? 
Guardate, ne hanno avvistati cinque la settimana scorsa proprio vicino a dove suoniamo noi…magari hanno captato qualche frequenza e si sono avvicinati incuriositi…no, scherzi a parte, qualcuno oltre a noi nell’universo c’è sicuramente, il problema degli ufo è: ha senso che una qualunque civiltà si faccia lo sbattimento di venire fino a qui, senza poi neanche presentarsi? Cioè, almeno scendere a prendere un caffè…

Mi è dispiaciuto molto dover constatare che spesso e volentieri l’autoproduzione rappresenta l’unica opportunità per riuscire a concretizzare in qualche modo il proprio lavoro per risparmiare un po’ di soldi dando però alle stampe un prodotto soddisfacente, in che modo pensate di agire in futuro?
Sicuramente per realizzare un lavoro curato come spesso il nostro songwriting richiede, servono davvero molte ore da dedicare alla registrazione, per curare tutte le voci, le piccole sovraincisioni ecc, ecc… in uno studio questo richiederebbe dei costi davvero notevoli per una band!
Fortunatamente oggi per realizzare del materiale ad un buon livello non servono apparecchiature irrangiungibili, per questo ci siamo attrezzati e abbiamo trasformato la nostra sala prove, investendo i soldi della vendita del disco e delle serate live, in un piccolo ma ben attrezzato studio di registrazione!! Il nostro prossimo lavoro sarà realizzato con la strumentazione acquistata con il supporto degli acquirenti di “looking for…” e speriamo di ripagarli con un lavoro altrettando valido musicalmente e ancor più per quanto riguarda la qualità sonora!

 

 



Attualmente in cosa avete concentrato le vostre direttive,state registrando qualcosa di nuovo?
Come anticipato nella precedente risposta siamo concentratissimi sul nuovo album! Il ritorno di Deneb nella formazione ha dato un’ulteriore marcia in più ai L4aN, che stanno lavorando su un conceptalbum molto impegnativo ed intricato, sia come arrangiamenti che come storyboard! Ti possiamo scherzosamente anticipare che il nostro problema attuale è far stare tutto quello che stiamo scrivendo nei tanto limitanti 80 minuti del supportino tondeggiante :D …anche perché sarebbe improbabile presentare alle papabili etichette un album emergente “Doppio CD”!!!

Bene siamo giunti al termine del nostro spazio volete aggiungere dell’altro ?
Assolutamente sì, anche se probabilmente chi si collega alla vostra webzine non ha bisogno di certi consigli…ma per tutti gli altri: Sveglia ragazzi, non vi fate fregare da tutto quello che vi propina la tv o la radio, ampliate i vostri orizzonti musicali, non giudicate mai a priori un prodotto musicale senza prima averlo ascoltato. Purtroppo anche il mondo della musica è sempre più asservito al dio denaro, tutto ciò che prevale non necessariamente è la cosa più apprezzabile.



Stefano Bonelli