I partenopei Marshall, dopo aver dato alla luce la loro terza opera (ma la seconda dopo il come-back di “Garden of Atlantis”, ecco che scorrazza in lungo ed il largo la penisola per promuovere “Pages from the Past: Tome I”. Quelle che andiamo a leggere in web sono le interviste che abbiamo fatto al termine del tour a Bruno Masulli ed a Ly Holestone, rispettivamente cantante e bassista della band.


Allora, già sulle nostre pagine web abbiamo avuto modo di tessere le lodi di "Garden of Atlantis" e "Pages from the Past: Tome I".
Abbiamo modo di fare qualche domanda a Bruno Masulli dei Marshall, talentuoso vocalist della band che guida anche il suo progetto Annhilatiomancer con il quale, a differenza dei Marshall, propone un techno-trash di successo.

Bruno, tanto per cominciare, come è nata questa collaborazione con i Marshall e come sei stato contattato?

B.M. Prima di tutto ti ringrazio del “technothrash di successo” ma gli Annihilationmancer sono solo una semplice thrash metal band che fondai nel 1995 e con umiltà cerca di fare cose buone come tutti del resto. L’incontro con i Marshall fu per caso. All’epoca (e ti parlo di 4 anni fa) la nuova line up comprendeva Alessandro Grasso alla chitarra (unitosi alla band da una manciata di mesi nonché trattasi di un mio amico di vecchia data) il quale mi parlò di questa sua nuova esperienza in tal band storica del panorama metal italiano e della quale era davvero galvanizzato proprio perché si proponeva ancora del materiale legato ad un filone decisamente hard & metal nonostante l’entrata delle tastiere. La band tuttavia era ancora alla ricerca di un cantante e lui mi propose al gruppo. Posso dirti che fui ingaggiato quasi immediatamente.

Credi di essere sulla stessa frequenza del loro sound? Quali sono le tue influenze e come queste si integrano nel sound dei Marshall?

B.M. Se mi avessi fatto questa domanda nel periodo di “Garden of Atlantis” avrei risposto alla prima domanda con un secco e vigoroso “Assolutamente no!”. Quando entrai a far parte dei Marshall il loro sound era più immediato ma un pò vecchio secondo me. Adoro l’Heavy Metal classico ed è superfluo elencare i miei idoli( perché questa risposta si tramuterebbe in una lista interminabile di nomi), ma non tutti i brani mi piacevano, io provenivo comunque dal Thrash Metal, dal Power Metal più di stampo americano, il mio sound era diverso (nonostante avessi, in una prospettiva soprattutto vocale, influenze più disparate tra tutti i generi del panorama metal, dal’heavy al death, dal thrash all’industrial, dall’aor al doom fino al power) ma le sonorità delle quali facevano parte i Marshall in quel periodo erano terreni che avevo abbandonato da tempo soprattutto come cantante perchè ti ripeto, come chitarrista provengo da una scuola prettamente thrash. Agli inizi è stato difficile poi in fase di composizione si è sempre messo più a fuoco, sia per quanto riguarda l’ambito compositivo e sia per il sound di gruppo. Scherzosamente aggiungo che all’interno del gruppo ho sempre lottato per farli incattivire.

La vostra ultima fatica "Pages.." è un concept particolarmente intrigante anche per il fatto che non tratta una singola vicenda, ma tante e tutte insieme su un unico cd. Sembra di ascoltare un libro di storia in musica. Un'idea abbastanza innovativa. Cosa ne pensi?

B.M. Più che altro un’idea che ci è venuta in mente proprio perché tutti noi della band eravamo e siamo appassionati di storia e di miti, “Pages ..” è un lavoro che non è stato studiato a tavolino, i pezzi venivano fuori dalla nostra fucina senza premeditare ad un eventuale concept. Poi ci siamo resi conto che in fase di scrittura dei testi ci appassionava sostanzialmente il trattare di eventi storici narrati non solo sotto un profilo politico e polemico ma anche secondo una metodica narrativa molto ellenica e poeticamente metaforica. L’idea di assemblare i pezzi in un concept storico è stato davvero un’idea di tutti ma avvenuta in un secondo momento.

Quanto c'è di tuo in questo c.d.?

B.M. “Pages …” è un lavoro che nella maggior parte abbiamo scritto io e Marco (Signore) ma non mancano buone idee di Giuseppe (Joe Dardano) e collaborazioni in fase di arrangiamento di tutti i membri dei Marshall.

Come nascono i brani dei Marshall? Ci sono state delle differenze nella stesura dei brani tra "Garden of Atlantis" e "Pages.."?

B.M. Hai davvero messo a confronto il sole e la luna. “Pages …” è venuto fuori con l’impeto di incattivire, scurire e potenziare il sound dei Marshall, un sound che è stato costruito partendo decisamente da zero! Nuovi suoni, nuova strumentazione, nuove idee e tutt’altra mentalità compositiva. Io portai in sala “Human quest” e “Mission: Empire” e dissi: ragazzi ripartiamo da qui! E fu l’inizio (insieme alle composizioni di Marco ed altre idee in cantiere) di un nuovo percorso. Quando entrai a far parte dei Marshall “Garden of Atlantis” era già stato scritto per il 60%, mi toccò il compito di collaborare solo con le parti vocali e di dare qualche consiglio utile alla band, registrammo dapprima un promo poi l’album con l’aggiunta di 3 nuovi brani tra cui “Atlantis rise” che giudico personalmente uno dei migliori pezzi dei Marshall di sempre.

L'idea di inserire nella line-up della band una cantante lirica è stata un'idea dettata da reali esigenze compositive od una mera scelta di immagine alla quale ultimamente stanno ricorrendo molte band per
avere più fans? (anche l'occhio vuole la sua parte)

B.M. No! Assolutamente, durante la stesura di “Pages ..” nutrimmo semplicemente l’idea di arricchire alcuni brani con alcune parti vocali femminili, figurati, prima della venuta della corista ero io che mi addentravo nel canto effeminato. Quella di una collaborazione femminile non è mai stata una scelta d’immagine posso confermarlo io che all’interno del gruppo sono considerato forse il più incorruttibile ma per un’idea prettamente compositiva.

Pare che il tour di supporto di "Pages..." sia giunto al termine. Quale è stata la serata che più ti ha esaltato? perchè?

B.M. Rispetto al tour di Garden of Atlantis, questo è stato un vero tour de force, le serate erano più vicine l’una a l’altra e le città (e quindi i locali) molto distanti tra loro e anche se abbiamo viaggiato in camper ci siamo stancati più del previsto. Arezzo e Catania sono state le due date più belle soprattutto come pubblico e abbiamo suonato davvero bene nonostante personalmente non fossi al meglio perché ho avuto un abbassamento di voce che in seguito mi ha costretto ad una pausa forzata di un mese.

E quella che ti ha amareggiato?

B.M.: più che citare serate, quello che mi amareggia (e che del resto amareggia tutti) è la poca partecipazione dal vivo che spesso si riscontra in terra italica.

Durante le ultime date del tour pare che ci siano stati degli screzi tra la band ed il tastierista. Tali episodi sono poi stati la causa della fine del rapporto tra voi e Marco Signore. Potresti dirci di più in merito?

B.M. No! Non credo di poter dire di più, Marco non stava più bene nella band è ha deciso una volta e per tutte di andarsene. Avrebbe potuto magari finire il tour ma io non mi formalizzo, le scelte anche se non sempre condivisibili si rispettano, ha deciso così, piena libertà da parte sua di farla finita con i Marshall, libertà e dovere da parte nostra di cercare un sostituto.

Avete già trovato un tastierista sostituto per la data della Stazione Birra,puoi dirci qualcosa di più su di lui? Pensi che possa essere un membro definitivo della band?

B.M. Abbiamo già trovato un sostituto. In verità avevamo pensato ad una piccola audizione e Lino (Mazzola) si è messo al telefono e ha contattato dei tastieristi, è con noi per ora un giovanissimo ma capacissimo e motivato tastierista fresco di conservatorio che ha già dato piena disponibilità per le prossime due date previste e conclusive per questa prima parte del tour. Ha già imparato tutti i brani che ci servono dal vivo e personalmente credo possa essere senz’altro un potenziale membro fisso dei Marshall. Dopo queste date faremo un’assemblea per decidere insieme il futuro.

Come farete ora che non avete più la soprano Pace sul palco? Pensate di non avvalervi più di una voce femminile per le prossime composizioni oppure avete già delle idee su chi dovrà sostiuirla?

B.M. So che non potrai crederci ma sono io che sto sostituendo dal vivo la soprano! Negli esercizi vocali adotto anche una tecnica di falsetto che riproduce l’ugola femminile anche con l’aiuto di un pò di effetto delay. Non sono di certo un soprano ma serve simpaticamente allo scopo. Per il futuro sicuramente ci saranno nuove collaborazioni per lo meno in studio.

Quali saranno i prossimi progetti dei Marshall? "Pages..." è solo il primo tomo, pensi che quindi ce ne sarà un secondo? Quali pensi che potranno essere gli episodi storici trattati sul secondo tomo?

B.M. Per quanto riguarda “Pages …” ti dico che è pronto già il 50% di un” Tome 2”, materiale che non abbiamo intenzione però di registrare subito, perché ho personalmente scritto e registrato su demotape un intero lavoro per i Marshall del quale non posso fornire né titolo e né altro perché verrà ufficializzato tutto solo quando avremo fondi sufficienti per realizzarlo. Non solo, ma tornando a “Pages ” il disegno originario delle “Pagine del passato” prevede anche un “Tome 3”!
E’ chiaro che con tal progetti ci proiettiamo da qui all’eternità e da band che non vive di musica le difficoltà di raggiungere tali mete non saranno lievi ma per lo meno la voglia di fare non ci manca.

Un sogno nel cassetto?

B.M.:Ho un’intera cassettiera di sogni ma ne pesco uno tra i tanti, vedere la scena metal meridionale decollare.

Grazie per la gentile collaborazione, Bruno! Alla prossima!

B.M.: Grazie a te, Forza Sud!