INTERVISTA AI MY LAND

 

Si affacciano per la prima volta nel mercato discografico seppur in modo semi ufficiale i Myland autori di debutto discografico interessante ricordiamo ai nostri lettori che dietro ai My land in realtà si nasconde al figura di Guido Priori titolare della tribute band italiana dei Journey e della quale vi abbiamo raccontato nelle pagine di Tempi Duri,questa per noi di Tempi Duri è la seconda volta che  infatti ci troviamo di fronte a guido in questa vesta dei Myland.

 

Bene Ciao Guido piacere di poter parlare con te di nuovo vuoi dirci come è nato questo progetto dei Myland?

 

Ciao Stefano è davvero un piacere anche per me ritrovarti e scambiare quattro chiacchiere!

Prima di tutto ti ringrazio molto per  il tuo interessamento.

M.L. è un progetto nato una decina di anni fa a Milano (il nome My Land è un chiaro riferimento alla ns. città) da un’idea di Paolo Morbini, il quale ha pensato di radunare all’epoca alcuni amici musicisti, tutti legati da una profonda passione per il genere aor/ rock melodico, al fine di  registrare il suo primo album solista; in seguito a questa collaborazione, è stato realizzato l’album Paolo Morbini, uno dei primi album aor cantati in lingua italiana, praticamente un progetto che prima di allora nessuno aveva mai osato realizzare . L’album fu scritto, arrangiato e prodotto da Paolo stesso; purtroppo l’idea di utilizzare la lingua italiana, non si è rivelata una scelta troppo azzeccata, così, vista comunque la buona qualità dei brani registrati, dopo una decina di anni, si è deciso di riprendere le basi originali, riarrangiarle ed utilizzare in questa versione testi in inglese con armonie vocali completamente rifatte; in sostanza si tratta di un nuovo album a tutti gli effetti.

 

 

Le influenze che ho potuto riscontrate in questo vostro cd sono  quanto di più scontato visto poi anche le premesse con cui è nato il progetto,queste influenze saranno sempre così forti oppure pensate che in futuro possiate creare qualcosa di più personale ?

 

Sicuramente le influenze che hai riscontrato nell’album sono abbastanza chiare all’ascolto; abbiamo sempre preso come punto di riferimento grandi bands come Toto,Journey,Chicago etc. e penso che proseguiremo su questa strada anche per il futuro; come ben sai creare qualcosa di più personale nel rock non è semplice, in particolare per quello che riguarda il rock melodico; inoltre  le stesse bands da me sopra citate , ovvero i capostipiti del genere, hanno a loro volta preso qualcosa da altri gruppi e sono state influenzate da diversi generi nel corso degli anni (Beatles docet).  Il ns. obiettivo è semplice: suonare il genere che più ci piace e divertirci..se poi il disco sarà gradito anche a chi avrà occasione di ascoltarlo, si tratterà di un risultato raggiunto che non farà altro che renderci più appagati ed orgogliosi per quello che abbiamo fatto. A tal proposito ti anticipo che per il nuovo materiale abbiamo previsto un approccio ad un sound più duro e diretto, pur mantenendo le stesse caratteristiche melodiche.

 

 

Certamente il fatto che dischi  del genere abbiano bisogno di una produzione più che cristallina per rendere al meglio il suono tipico americano,  immagino che il vostro budget sia stato alquanto ristretto in che modo avete cercato di sopperire a questo inconveniente ?

 

Hai perfettamente ragione. Il ns. genere necessita di suoni puliti, ariosi e ben armonizzati, nonché di una buona dose di dedizione e applicazione al lavoro stesso; per raggiungere certi risultati, però, è essenziale avere anche la fortuna di suonare con musicisti preparati , dotati di buona tecnica e molto  talento come nel ns. caso si sono dimostrati Adalberto Rizzoli, Marco e Stefano Andreasi , nonchè tutte le persone che hanno collaborato in veste di guest .. senza questi ingredienti sarebbe stato davvero difficile per chiunque ottenere un buon risultato , anche se dietro al mixer ci fosse stato  il più grande dei produttori e lo studio di registrazione più costoso del mondo. Il fatto di utilizzare una drum machine, chitarre campionate e cori “plastificati”,come peraltro riscontriamo spesso in lavori recenti i quali ricevono voti più alti di quelli che a ns. avviso meriterebbero, potrebbe  in qualche modo agevolare la realizzazione del prodotto finale,  ma tutto ciò non  rappresenta il ns. modo di intendere la musica. Per farti un paragone: chi non preferisce un risotto ai funghi espresso, piuttosto di uno liofilizzato o surgelato?! Poco importa se lo hai cotto in una pentola da 2 Euro piuttosto che in una pentola da 100..ciò che conta sono gli ingredienti utilizzati.. Paolo si è dedicato molto alla stesura dei brani ed alla fase di mixaggio e ritengo che alla fine egli abbia fatto un ottimo lavoro. Auspichiamo cmq di poter  fare un lavoro migliore in futuro, ma utilizzando sempre lo stesso approccio  mentale e la qualità di  strumenti utilizzati a ns. disposizione. Il fatto che Paolo adesso sia impegnato in pianta stabile  presso il Borgo della Musica (una nuova scuola musicale a Milano che vede anche la presenza di sale prova e registrazione etc.)  non farà altro che facilitarci il compito per il prossimo futuro..a proposito, se me lo consenti,  ne approfitto per segnalare a tutti musicisti il sito:

http://www.borgodellamusica.com

 

 

La musica che voi andata proponendo ha in se delle peculiarità radiofoniche in che modo viene recepita dagli addetti ai lavori una proposta del genere ?

 

Bella domanda. Sinceramente non saprei risponderti..alcuni non gradiscono  un approccio troppo commerciale mentre altri prediligono un sound più radiofonico.. è curioso nel ns. caso riscontrare dagli addetti ai lavori una differenza enorme in fase di recensioni ottenute: alcuni dicono che è un gran disco ma che è un pochino “soft”, altri apprezzano in modo particolare songs  più morbide rispetto a quelle più dure, altri ancora riscontrano difetti che altri invece li considerano pregi..il mondo è bello in quanto ognuno ha un’opinione diversa sulle cose..quello che più importa è che siamo consapevoli di aver fatto un sano ed onesto album di rock melodico.

 

Avete pensato alla possibilità di far ascoltare alla Frontiers(è un suggerimento voluto N.D.R) il vostro materiale io penso che sia la label più adatta per un discorso attitudinale ma anche per una ottima distribuzione a livello europeo ?

Conosco da molto tempo Mario De Riso anche per via della ns. passione comune per i Journey ..con lui sono in ottimi rapporti.  Adesso la Frontiers si è espansa in modo straordinario ed è riuscita a mettere sotto contratto i migliori artisti di rock melodico mondiale e non solo.. Abbiamo provveduto ad inviare loro il ns. promo, ma non abbiamo ricevuto ancora nessuna risposta, per cui ne approfitto ,e ti ringrazio per l’opportunità che mi dai in questa occasione,  per salutarlo e “lanciargli” la ns. proposta attraverso il tuo web’zine..chissà che  non voglia dare una chance anche a noi..sarebbe davvero una grande cosa..

 

Il fatto che avete citato un campione sportivo come F.Baresi nel vostro cd non pensate che questo possa dare adito a degli sfottò quando vi esibite dal vivo magari in posti che sono ostili alla nostra squadra del cuore in questo Milan ?(ho detto nostra non a caso anch’io sono milanista da tempo immemore)

 

Abbiamo pensato anche a questo, ma credimi,  saremmo stati molto più a rischio di sfottò se avessimo dedicato una canzone a Nicola Berti o a Montero..scherzi a parte.. è solo un tributo personale mio e di Paolo ad un campione di calcio..tutto qua.

 

Quali i vostri programmi in merito ai My Land?

 

My Land non è una vera e propria band ma un progetto nel quale sono coinvolte persone che sono attualmente  impegnate con altre realtà musicali. Tutti però siamo pronti in qualsiasi momento a collaborare insieme per altri lavori futuri..magari con l’aggiunta di qualche data live…sempre compatibilmente con gli impegni personali..non mancheremo di aggiornarti in merito..

 

Si può parlare in un paese come l’Italia di scena AOR oppure così talmente pochi gruppi in grado di creare una vera e propria scena?

Purtroppo la scena aor in Italia è davvero limitata e pensiamo di essere davvero in pochi che amano e credono realmente in questo genere… ne approfitto quindi per ringraziare te e tutte le persone che in qualche modo si adoperano in questo senso,  al fine di rendere giustizia ad un genere che a mio avviso meriterebbe maggiore spazio, sia per quello che rappresenta ed ha rappresentato in passato ,  sia per la qualità e  l’immenso talento dei musicisti coinvolti in tutti questi anni.

 

Bene siamo giunti al termine del nostro spazio volete aggiungere dell’altro?

 

Grazie ancora per il tempo e lo spazio che ci hai dedicato e, a chi legge,  consiglio di visitare il ns. sito: www.mylandproject.com 

 



Stefano Bonelli