Nemesis


Diamo un grosso benvenuto ad Odoardo Regni chitarrista dei Nemesis cover band dei Genesis.Allora innanzitutto complimenti per il vostro lavoro e per quei dei due brani che mi avete fatto ascoltare, avete in progetto di pubblicarli ufficialmente sottoforma di full lenght?
Abbiamo in cantiere altri brani che sono il frutto di un lavoro individuale all’interno della band e che dovranno essere rivisitati collegialmente prima di applicargli il marchio di fabbrica “Nemesis”.Nel tempo abbiamo sperimentato a nostre spese che la via migliore per produrre nuovo materiale sia quella di partire da un’idea già molto strutturata. Quattro elementi su cinque della nostra band, utilizzano il computer per creare musica .Quando un’idea è stata concretizzata su sequencer, gli altri componenti, comodamente possono dire la loro modificando il brano, secondo il proprio gusto. Il lavoro finale di assemblaggio risentirà della influenza di tutti. Non ti nascondo che questo processo è piuttosto lungo e credo che la creazione di un album completo abbisognerà ancora di tempo.

Mi sembra che il repertorio che avete scelto da coverizzare sia piuttosto ampio e comprende anche materiale più recente con Phil Collins alla voce qual è la vostra concezione in merito alla vostra interpretazione dei brani dei Genesis? Mi spiego non fate alcuna differenza tra Peter Gabriel e Phil Collins oppure no?
A costo di attirami le ire di alcuni fans , direi che tutta la band è assolutamente convinta che i Genesis finiscono con “and then there three”nel 1978 . Nella produzione successiva si salvano 2 o tre brani solamente.Tutti noi riteniamo che il periodo Gabriel sia il migliore , ma credo che nessuno possa mettere in dubbio la bellezza di brani come ” one for the vine “ o di “in that quiet earth”. (p.s.:intendiamoci anche la peggiore musica dei Genesis è nettamente superiore alle schifezze che si sentono nei media nazionali ).

Ho notato una certa difficoltà da parte di Cesare Gambini ad interpretare alcune cose di Gabriel soprattutto nella lingua inglese mentre invece nel repertorio originale sembra trovarsi assolutamente a suo agio è vero questo oppure o detto una fesseria?
Con Cesare abbiamo spesso discusso sulla definizione di Cover band, lui ha sempre rifiutato questa concezione insistendo sulla necessità di definire la nostra ,una Tribute Band. Secondo lui i pezzi vanno interpretati mettendo qualche cosa di proprio . Nonostante la mia ritrosia a modificare il non perfettibile ,mi sono accorto ,proprio in fase di produzione del nostro Cover CD “ Rebuilding” che ,pur nel rispetto della massima fedeltà ai brani originali,piccole modifiche o aggiunte potevano arricchire il CD ,ma soprattutto essere fonte di grande divertimento.Ad esempio in “one for the vine” abbiamo aggiunto dei controcanti con altezze incredibili (che pochi sono in grado di raggiungere) senza snaturare il brano. Per tornare alla tua domanda potrei aggiungere che forse la voce di Cesare è piu’ adatta al repertorio di Collins piuttosto che di Gabriel in quanto più ricca nelle frequenze medio-alte. Se ti riferisci invece alla dizione in inglese , posso dirti è che Cesare non ama stressare le frasi, cercando la massima chiarezza e definizione ,nonostante gli sciogli lingua creati da Gabriel.

Sbaglio oppure tra le vostre band che vi hanno influenzato di più ci sono Le Orme? Ti chiedo questo perché nella seconda traccia “Vegetale”ho potuto notare questa inclinazione verso il gruppo di Aldo Tagliapietre,questo significa che in fase componimento cercate di diversificare la vostra proposta musicale oppure che altro?
Il nostro tastierista Walter Lanzarabasso (autore ed interprete del brano in questione) ha 26 anni. Nel 1974 non erà ancora nato e lui giura e spergiura di non aver mai ascoltato “le Orme”.Ti dirò di più,prima di iniziare a suonare con noi non conosceva neanche i Genesis, ha una formazione classica è diplomato in pianoforte e ha completato il primo ciclo di composizione al Conservatorio di Perugia. Quando mi ha fatto sentire “Vegetale” per la prima volta sono rimasto anche io colpito dalle affinità con la musica delle Orme ,lui mi ha chiesto chi diavolo fossero e gli ho fatto sentire alcuni brani . Credo che sia rimasto un pò interdetto e forse un po’ scocciato da questo accostamento in quanto in cuor suo sperava in una produzione originale al 100%. (senza nulla togliere alle Orme che ritengo una delle migliori formazioni Italiane in assoluto). Il fatto che anche tu hai avuto la sessa percezione, credo che si possa spiegare sulla base dell’assonanza del timbro vocale, e del fatto che Walter ascolta molto i Bluvertigo , quindi inevitabili i richiami a Battiato, Orme ,ect etc.

Mi sono accorto che non siete una band tanto giovane e se devo essere sincero anche io non lo sono + tanto la classe è del ’59,questo per voi cosa comporta ?
Si può dire che la nostra band è composta da almeno 2 generazioni di musicisti, il più giovane Carlo Morelli (il nostro batterista) ha 18 anni anni , il più “maturo” Cesare, 48 anni ,io ne ho 46 ,il bassista Claudio Baldinelli ed il tastierista Walter Lanzarabasso 26 .Questa strana combinazione è nata sulla base di un comune amore della musica dei Genesis e non ha mai comportato difficoltà, anzi forse dei vantaggi .Suoniamo insieme dal gennaio 2001 ed in questi anni non c’è stato mai uno screzio o una discussione accalorata suoniamo e ci divertiamo, niente altro.

Qual il brano dei Genesis che in assoluto vi ha dato maggiori difficoltà ad interpretarlo?
Credo “Dancing with the moonlight knight” da “Selling England by the pound”adesso scorre bene ,ma forse è il brano che ha dato più problemi di natura tecnica, esecutiva e di interpretazione. Mi sembra di ricordare che lo stesso Steve hackett abbia rilasciato un’intervista dove ribadiva lo stesso concetto riguardo al pezzo in questione.

Volete Spiegarci l’idea di mettere il carillon come strumento all’introduzione di “Firth of Fifth”?
Sfortunamente l’idea non è proprio originale. Nell’albun Watcher of the Skies (Genesis rivisited by Steve Hackett-1996) l’introduzione di Firth of Fifth è affidata a quel “ carillon”.Pur usando una sonorità simile il nostro arrangiamento è però ,al 99%, uguale all’originale di Selling england by the pound. Spiego l’arcano: mentre stavamo registrando il nostro cover-album “Rebuilding” Walter aveva registrato l’introduzione utilizzando una traccia midi (cosa strana perché di solito vuole utilizzare il suo pianoforte direttamente audio).Per chi non fosse propriamente al dentro dell’argomento posso dire che con questo metodo la traccia registrata può essere riscoltata utilizzando qualsiasi tipo di suono. E’ in quel momento che mi è venuta l’idea di utilizzare la traccia midi, inizialmente pensata per pianoforte, usando il “carillon” per le frequenze alte, l’arpa per le frequenze medie, e un contrabbasso per le frequenze basse, ed è venuto fuori quello che hai ascoltato.

Come mai secondo voi nei locali vedi pub etc. etc. c’è così tanta richiesta di fare musica di altri piuttosto che quella originale ?Voi avete delle difficoltà in questo senso oppure di tanto in tanto riuscite ad inserire qualche vostro brano?
Secondo me la stragrande maggioranza della gente va nei pub per passare qualche ora senza pensieri, il 99% non ha una cultura musicale vera ed è logico, ed anche umano ,che non intende sprecare un minimo di energie mentali per capire qualcosa di nuovo che per essere tale, spesso deve essere complicato e comportare schemi strutturali diversi dall’usuale. Niente di piu’ facile quindi ,che ascoltare cose che il “Grande Fratello” gli ha già inculcato. E’ forse per questo motivo che noi ,almeno finora ,non abbiamo mai presentato in pubblico la nostra produzione originale (anche se abbiamo intenzione di farlo).Per un non addetto ai lavori ascoltare 90 minuti di musica dei Genesis è già abbastanza faticoso. L’altra parte della medaglia è rappresentata dal fatto che produrre musica originale di non è proprio un giochetto, si contano sulle dita di una mano le vere novità musicali uscite negli ultimi 20 anni.

Cosa avete nel cassetto come sogno o come progetto futuro?
Il nostro sogno è di suonare ad una convention di fans dei Genesis.Siamo tutti abbastanza realisti e sappiamo che senza il supporto di case discografiche disposte ad investire energie ed una infinità di soldi per la promozione ,si continueranno ad ascoltare sempre le stesse schifezze.

Cosa avete ascoltato ultimamente cosa piaciuto e cosa invece no?
Ascolto di tutto e credo lo stesso facciano i miei amici. Un po’ tutti siamo incuriositi dai Bluvertigo (chi piu’ chi meno).Francamente cose veramente nuove non né vedo da un pezzo.

Qual il vostro modo di comporre musica e quali sono gli strumenti che usate di più in fase compositiva?
Io sono una fanatico della computer music intesa come strumento creativo (non ripetitivo), anche se ritengo che forse proprio il sequencer ha contribuito all’appiattimento della musica. Personalmente uso il sequencer in vari modi : registro una traccia di chitarra come linea guida e poi aggiungo il resto oppure costruisco a blocchi il brano (ritornello inciso etc.) con gli strumenti base (basso ,batteria, chitarra, tastiere) per poi rifinirlo in seguito (ovvio che un’idea di partenza debba essere già ben delineata ).Come sopra riportato anche i miei amici utilizzano il sequencer .

Qualche domanda ad Odoardo Regni. Vuoi dirci in due parole il tuo stile come chitarrista?
Ammiro i cultori della velocità estrema ,ma la storia insegna che i chitarristi che hanno lasciato il segno nella musica rock sono Clapton (manolenta) ,Santana ,David Gilmour e pochi altri. Non tutti i lettori saranno d’accordo con me ma questo è il mio pensiero e per quanto posso nella mia musica cerco l’armonia ,un costrutto, una frase con un senso.

Qual è il chitarrista che attualmente ti influenza di più’?
Piu che del chitarrista attuale parlerei di varie influenze negli anni , imputabili a Steve Hackett, Richie Blackmore, Santana ,David Gilmour, Brian may, ed in generale da diversi chitarristi blues.

Qual è secondo il modo più artisticamente parlando di suonare la chitarra? Come ti senti come chitarrista?
Questo ci riporta al discorso riguardante lo stile chitarristico. Mi viene in mente l’introduzione e l’assolo di Starway to heaven dei Led Zeppelin , Horizons di Steve Hackett oppure Wish you were here dei Pink Floyd .Secondo me la musica deve dare un’emozione possono bastare 2 note ma messe al posto giusto nel momento giusto e suonate con gusto.Credo che sia molto piu’ importante l’idea e l’interpretazione che non la velocità.

Questa è una domanda che faccio a tutti i chitarristi e cioè qual è il tuo equipaggiamento ?
Negli anni ho cercato diverse configurazioni ,complicandomi la vità con pedali ,pedalini pedaliere, multieffetti etc. Adesso mi sono rotto le scatole uso il POD una Fender una chitarra modificata e basta ,ho accantonato anche l’ampli Marshall, suono in diretta. Dato il genere di musica che facciamo all’inizio ho utilizzato anche il Gr1 Roland (chitarra midi) ma sadesso la uso solo per la computer music. Molti colleghi chitarristi inorridiranno a queste affermazioni , ma posso ribattere con queste domande:
1)Quante ore avete perso a casa vostra a crearvi quel bel suono che vi piaceva cosi tanto e che poi sul palco faceva schifo ?
2) Quanta fatica avete fatto a trasportare quel pesantissimo amplificatore e rack con diecimila effetti per poi dal vivo usare 5 preset massimo ? Forse sarà che sono un po pigro ,ma ti garantisco che se fai un buon settaggio iniziale del POD eviti tante incazzature , problemi tecnici e delusioni.

Ok abbiamo concluso dacci un buon motivo per ascoltare la vostra musica?
Ti posso assicurare che non è stata creata per essere venduta ma è solo l’espressione di chi in quel momento voleva mettere in musica qualche cosa che aveva dentro , ascoltatela una volta e poi spendete tre secondi di tempo per capire se merita di essere riascoltata.

Vuoi fare un saluto ai lettori di Tempi duri?
Si, li vorrei salutare invitandoli al concerto gratuito che terremo a Gubbio il 27-8-09 in Pzza. Bosone , grazie a tutti , a presto. Ok questo è tutto alla prossima.

Stefano Bonelli